CORONAVIRUS

Rivoli e Susa: oltre 100 le persone già ricoverate nei due ospedali

Asl To3, più di 200 i casi positivi su tutto il territorio: arriverà il tablet per comunicare con i parenti

20 Marzo 2020 - 09:03

Rivoli e Susa: oltre 100 le persone già ricoverate nei due ospedali

Ormai anche in valli e cintura ci siamo dentro. Dopo i primissimi casi isolati emersi già all’inizio della scorsa settimana, il contagio da Coronavirus sta colpendo un po’ ovunque: il totale dei casi positivi su tutto il territorio dell’Asl To3, che si estende fino a Venaria e Pinerolo, ha ormai sfondato quota 200 e anche i due ospedali di zona iniziano purtroppo ad affollarsi. A Rivoli i ricoverati a ieri erano 86, di cui 6 in terapia intensiva, a Susa sono già una ventina ma nessuno si trova in terapia intensiva, non essendo prevista all’interno della struttura.

«In questi giorni ci siamo organizzati cercando di aumentare la capacità di risposta a questa terribile ondata - ha detto ieri mattina su Rai3 a “Buongiorno Regione” il dottor Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3 - abbiamo fatto in modo di aumentare i posti letto per i pazienti di Covid-19 e di dividere il più possibile gli infetti dai posti letto cosiddetti “puliti”. Su Rivoli, in particolare, aumenteremo proprio in questi giorni i posti letto più preziosi, ovvero quelli del reparto di rianimazione, portandoli da 6 a 19 grazie al grande sforzo compiuto da tutta la nostra organizzazione, a cominciare dal personale medico-infermieristico».

A Rivoli dunque, uno degli ospedali più grandi di tutto il Piemonte, la situazione è per ora sostenibile e la struttura è ancora in grado di ricevere pazienti. Certo è che se il trend degli ultimi giorni non si invertirà al più presto, il quadro potrebbe farsi molto complicato: è comunque realistico attendersi un incremento ancora per qualche giorno anche sul nostro territorio, nella speranza che dalla metà prossima settimana inizino a vedersi gli effetti delle misure da “zona rossa” in vigore dal 10 marzo. In Piemonte la situazione è tutt’altro che rosea. La settimana in corso ha fatto registrare un aumento vertiginoso: il totale dei decessi non è distante da quota 200, di cui una quarantina a Torino e provincia, mentre i casi positivi hanno ormai varcato la soglia dei 3mila, di cui oltre 1300 a Torino. La buona notizia è che mercoledì si sono registrati anche i primi tre casi ufficialmente guariti.

Ma c’è anche un’altra “good news”: l’Asl To3 riuscirà a dotare di tablet i pazienti ricoverati nelle proprie strutture per comunicare con le persone care, impossibilitate ad assisterli per limitare al massimo i contagi. Uno degli aspetti più struggenti di tutta questa terribile esperienza. Un modo per superare il muro della lontananza e avere così il conforto del contatto visivo dei propri familiari, nonostante l’impossibilità di ricevere visite. I primi dieci tablet provvisti di Sim card arriveranno nei prossimi giorni e saranno destinati agli ospedali di Rivoli, Pinerolo e Susa, ma l’Asl ha già avviato le procedure con le compagnie telefoniche per aumentare la dotazione. Le compagnie si sono impegnate a fornire i dispositivi e le schede a titolo gratuito.

Nel frattempo si sta attivando progressivamente in tutte le strutture dell’Asl To3 un nuovo servizio per consentire la comunicazione tra i pazienti in isolamento, gli operatori sanitari e le famiglie. Un gruppo di infermieri (operatori della continuità assistenziale) si farà carico ogni giorno di chiamare direttamente i familiari, aggiornarli sulle condizioni di salute dei propri congiunti e portare messaggi per chi non può comunicare altrimenti. Anche in questo caso, un modo per ovviare all’impossibilità di fare visita ai pazienti ricoverati per Covid-19. «Uno degli aspetti più subdoli e più difficili da accettare di questa emergenza è proprio l’impossibilità per i parenti di fare visita alle persone che si trovano ricoverate - sottolinea Boraso - per questo ci siano mossi per favorire la comunicazione: credo sia estremamente importante e di grande aiuto per tutti consentire che almeno ci sia un incontro virtuale, un momento in cui poter dare il proprio conforto, e che i familiari siano avvisati in modo costante e in automatico di quanto sta accadendo».

Marco Giavelli

su Luna Nuova di venerdì 20 marzo 2020

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