CORONAVIRUS

Valli e cintura, la situazione zona per zona. L'appello dei sindaci: «State a casa»

Contagi in crescita ovunque: a Condove muore un anziano ricoverato da tempo per altre patologie

20 Marzo 2020 - 09:19

Valli e cintura, la situazione zona per zona. L'appello dei sindaci: «State a casa»

Il giardino Caduti sul Lavoro a Grugliasco, chiuso al pubblico da mercoledì

Era ricoverato da tempo per problemi di salute pregressi ed è poi risultato positivo al tampone: la valle di Susa conta purtroppo la prima persona morta con il Coronavirus. Si tratta di un anziano di Condove: la notizia è stata ufficializzata mercoledì pomeriggio dal sindaco Jacopo Suppo, insieme ai due contagi sin qui accertati. Difficile, al momento, fornire un quadro esaustivo rispetto al numero di casi positivi sull’intero territorio, vista la frammentarietà delle informazioni disponibili, ma la presenza di almeno una quarantina di contagi tra alta e bassa valle è ormai acclarata. Erano almeno 25 martedì, nell’arco di due giorni ne è emersa un’altra quindicina. Alcuni sono ricoverati in ospedale, altri meno gravi sono in isolamento domiciliare, poi ci sono quelli in isolamento fiduciario (non positivi ma venuti a contatto con soggetti contagiati).

I comuni in cui si è registrato almeno un caso sono Caselette, Avigliana, Almese, Sant’Ambrogio, Chiusa San Michele, Condove, Sant’Antonino, Borgone e Susa in bassa valle, Sestriere, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Meana e Chiomonte in alta valle. All’ospedale di Susa è stato allestito un apposito reparto per accogliere i pazienti affetti da Covid-19. «Con l’Asl To3 - afferma il sindaco di Susa, Piero Genovese - si è concordato di accantonare tutte le prestazioni sanitarie rinviabili e di allestire un punto di ricovero riservato. A Susa vengono accolte soltanto le persone positive con sintomi che non necessitano di essere seguite con dispositivi per l’aiuto alla respirazione. I casi più problematici vengono indirizzati a Rivoli e Torino». Secondo il primo cittadino è verosimile attendersi un incremento dei casi: «In questa fase stiamo ancora scontando le normali abitudini alla socializzazione presenti fino a due settimane fa, che hanno evidentemente favorito il contagio: gli effetti delle misure restrittive in vigore anche sul nostro territorio dalla scorsa settimana li potremo vedere non prima di una settimana».

Capitolo val Sangone: a Giaveno sono noti almeno due casi positivi, mentre altre persone sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni senza presentare sintomi, avendo avuto contatti con persone infette. Tre casi sono stati riscontrati a Coazze, due a Sangano. Per ora nessuno a Reano e Valgioie. Particolare la situazione di Giaveno, dove il Comune ha dovuto fare degli approfondimenti sulla reale presenza in città di alcuni casi segnalati dall’Asl, persone che risulterebbero residenti nelle borgate ma che di fatto pare vivano altrove. Dopo le opportune verifiche sui dati forniti da protezione civile e Asl, risultano contagiati «un uomo con l’età di poco superiore ai 70. L’altro caso è di un uomo con un’età di poco superiore ai 45 - dice il sindaco Carlo Giacone - Questo dato sull’età che comunichiamo, pur nel rispetto della privacy, serve per far capire che a rischio non sono solo gli anziani ma tutte le fasce d’età». Ancora troppi, però, i cittadini che escono senza reali necessità, tanto che a Giaveno verrà chiuso il mercato del sabato. La sospensione è valida fino al 25 marzo o fino al termine dell’emergenza e vale per tutto il mercato del sabato, compresi gli alimenti. Provvedimenti analoghi potrebbero essere presi per interdire i parchi e i giardini pubblici.

Come fatto in modo congiunto da Rivoli, Collegno e Grugliasco, in seguito al confronto con l’Asl To3: all’origine il tasso di contagi rilevante nell’area metropolitana. Sono chiusi i parchi e i giardini pubblici, le aree verdi attrezzate di proprietà pubblica, le piastre sportive e i play ground, tutte le aree cani e gli orti urbani. La normale attività motoria può essere effettuata fuori dalle aree verdi e dai parchi pubblici, vicino a casa e per un periodo di tempo limitato, evitando di muoversi in gruppi anche piccoli. «Quello che è stato fatto finora non è purtroppo sufficiente - sottolinea il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà - Bisogna ridurre ulteriormente le occasioni di uscita e gli spostamenti. L’unico modo è chiudere tutti quegli spazi dove fino a oggi era consentito fare attività motoria. Si tratta di una misura non più rimandabile per fare in modo che non si formino gruppi, anche piccoli, di persone che moltiplicano la possibilità di contagio. Si tratta di un ulteriore sacrificio che viene richiesto, ma non possiamo permetterci di mantenere la situazione attuale». «Con questa scelta condivisa mandiamo un messaggio chiaro a tutti i cittadini della zona ovest - precisa il primo cittadino di Collegno, Francesco Casciano - Il Comune ha già completato la delimitazione di tutte le aree gioco, mentre all’entrata del parco vigilano polizia locale e carabinieri. La nostra libertà va usata con responsabilità da tutti».

Ad Alpignano si è accesa invece una polemica tra l’ex sindaco Andrea Oliva e il commissario straordinario Paolo Accardi, che nei giorni scorsi ha emesso sul sito del Comune uno stringato comunicato per annunciare che «l’apertura del Coc non è obbligatoria in quanto è legata ai casi di positività di cui non si conosca l’origine della trasmissione e non negli altri casi. Si assicura che, attualmente, la situazione è sotto controllo da parte delle autorità sanitarie e comunali». Rassicurazioni che non hanno soddisfatto Oliva: «Ho grande stima di lui e fiducia nel suo lavoro. In questo caso però, da ex sindaco, non concordo assolutamente con la decisione presa in merito alla mancata attivazione del Centro operativo comunale e con la strategia comunicativa da parte del Comune, in assoluta dissonanza con i sindaci degli altri comuni. Leggere in un essenziale comunicato l’affermazione “è tutto sotto controllo” mi lascia profonda amarezza e grande preoccupazione».

A Pianezza si sono aggiunti altri due casi positivi, a cui si sono sommano altri quattro casi di cittadini in quarantena. Tra questi un medico ospedaliero, in prima linea, e un ragazzo posto in sorveglianza attiva. «Deve essere chiaro che si può uscire ma solo per andare al lavoro, per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari - sottolinea il sindaco Antonio Castello - le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Purtroppo diverse persone sono state controllate e alcune denunciate». Anche Pianezza ha chiuso aree verdi, parchi e giardini pubblici, aree cani, orti urbani e cimitero.

In cintura sud il bilancio si è aggravato nell’ultima settimana. A Bruino i casi positivi sono 2, a Rivalta 7 (1 domiciliato e 6 residenti), mentre 16 persone si trovano in isolamento fiduciario. 6 invece i casi a Beinasco e 5 a Volvera, mentre Piossasco e Orbassano al momento ne contano 4. In quest’ultimo, due sono ricoverati in ospedale e due si trovano presso la propria abitazione, essendo asintomatici. 23 invece i cittadini in isolamento fiduciario, ma 7 di questi hanno già terminato la propria quarantena. Tuttavia il numero complessivo potrebbe essere maggiore, dal momento che non ci sono ancora i nuovi dati ufficiali. La crescita progressiva ha determinato in tutti i comuni la chiusura di parchi, giardini pubblici e cimiteri. Il primo a emettere l’ordinanza era stato Beinasco, seguito da Volvera, Rivalta, Bruino e in ultima battuta da Piossasco. Al momento rimane fuori Orbassano, che martedì ha disposto la chiusura del mercato settimanale. Non è ancora ufficiale, ma il Comune avrebbe già pianificato di emanare a breve un’ordinanza per chiudere la pista ciclabile. Sarebbe prevista anche la chiusura del cimitero, come a Beinasco, garantendone i servizi.

Marco Giavelli
Daniele Fenoglio
Paolo Paccò
Stefano Toniolo

su Luna Nuova di venerdì 20 marzo 2020

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