EMERGENZA SANITARIA

Orbassano: «La nostra esperienza con il virus»

Una famiglia racconta com'è vivere con un figlio contagiato. L'appello: «Restate a casa»

24 Marzo 2020 - 20:50

Orbassano: «La nostra esperienza con il virus»

È accaduto tutto in un week-end per Nicolas Isoldi, 8 anni e un volto sorridente, nonostante tutto. Prima qualche linea di febbre, poi la paura. Adesso sta meglio, anche se risulta ancora positivo al coronavirus. «Fino a venerdì avevamo lavorato e Nicolas aveva un po’ di febbre», racconta Andrea, il padre. Tutto è cambiato domenica, quando la febbre ha iniziato a salire. Così Andrea Isoldi e Denise Filippini, la mamma di Nicolas, hanno deciso di chiamare il 1500, da cui però non hanno ricevuto risposta. «Ho chiamato il numero verde della Regione Piemonte, da cui mi hanno detto di chiamare la guardia medica - spiega Denise Filippini - Poi ho parlato con il 118. Un medico gentilissimo, che ha tranquillizzato anche Nicolas, ci ha consigliato di aspettare e vedere se i sintomi evolvevano». Verso sera Nicolas aveva la febbre a 39-40 e lamentava dolori. Così i genitori hanno chiamato tempestivamente il 112. In ospedale i medici hanno fatto il tampone al bambino, l’esito della positività a Covid-19 è arrivato lunedì. «Ci siamo messi subito in quarantena - prosegue il papà - Siamo asintomatici e non ci hanno fatto il tampone». A fine mese invece l’Asl ripeterà il test sul piccolo Nicolas per verificare se è ancora positivo o se si avvia verso la guarigione. «Il bambino sta molto meglio - aggiunge - Da martedì è stato molto meglio, anche se si è spaventato tanto».

Tuttavia al tempo di Covid-19 impone di cambiare i propri stili di vita. Andrea Isoldi è il primo ad alzarsi e, come prima cosa, disinfetta tutte le superfici di casa. Poi scendono i bambini sotto l’occhio vigile dei genitori, che seguono scrupolosamente le norme igienico sanitarie. Cloe e Nicolas non rinunciano a giocare tra di loro e con i genitori, ma sempre con le mascherine. Rimane il lato umano dell’emergenza sanitaria, ma i timori sono sempre dietro l’angolo. «La paura è soprattutto per mia moglie, che dieci anni fa aveva avuto un ictus (non è immunodepressa, ndr) - confessa - Psicologicamente è dura. Ci si spaventa anche per uno starnuto o per la gola che gratta. Siamo usciti pochissimo dall’inizio dell’emergenza. Ci chiediamo chi abbia portato il virus in casa». Da qui anche l’appello agli altri cittadini: «Chiediamo a tutti di rispettare la quarantena e non uscire - afferma - Volevo ringraziare la sindaca di Orbassano, perché ci è stata vicino e ci ha tranquillizzato sapere che era con noi».

Stefano Toniolo

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