SANITA'

Rivoli, lavoratori: «Mancano personale e dispositivi di sicurezza»

Protesta questa mattina davanti all'ospedale: «Turni massacranti e difficoltà nel gestire l'afflusso di pazienti sempre più intenso»

30 Ottobre 2020 - 11:45

Rivoli, lavoratori:  «Mancano personale e dispositivi di sicurezza»

Tutti uniti al grido “Tu sì, tu no. Senza dpi non ci sto”. Sottotitolo: siamo stanchi. Queste parole anche sullo striscione posto da lavoratori e sindacati fuori dall’ospedale per il flash mob di questa mattina. Manifestazione indetta dalle rsu Cgil, Cisl, Uil e Nursing Up che si è tenuta nel parcheggio dell’ospedale. A prendere parte alla mobilitazione lavoratori dai vari reparti dell’ospedale, anche quelli amministrativi. Tutti distanziati con un cartoncino rosso o nero. Il primo simboleggia la situazione di emergenza in cui verserebbe la sanità pubblica. Un vero e proprio “codice rosso”, che si trasformerà in nero, a dire dei sindacati, se non si prendono provvedimenti. «Oggi abbiamo dato voce al grido di allarme dei lavoratori dell’AslTo3», dicono i sindacati. Le ragioni della protesta guardano principalmente alla mancanza di dispositivi di protezione e materiale che manca. Mancanze, a dire dei sindacati, sia strutturali che organizzative da imputare sia all’azienda sia alle istituzioni superiori (Governo e Regione). «Un periodo come questo non l’ho mai vissuto – racconta Rosita Inserra, che lavora in pronto soccorso da 12 anni - Le preoccupazioni sono di non riuscire ad affrontare questo momento critico: c’è carenza di personale e abbiamo una difficoltà estrema a gestire tutto ciò che arriva. I pronto soccorso sono oberati e noi siamo veramente stanchi. Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno». E ancora: «Non abbiamo avuto nessun tipo di sostegno morale. In pronto soccorso trovi gente in barella da ore e le ore di permanenza sono insostenibili. E comunque c’è mancanza di personale.  La preoccupazione è di non avere il materiale giusto per il lavoro. A volte siamo costretti a lavorare con dei guanti non idonei, perché manca la taglia». In piazza c’è anche chi denuncia ritardi per avere gli esiti dei tamponi ai dipendenti: «A marzo siamo stati sotto di personale per oltre il 90 per cento - spiega Monica Giai, coordinatrice infermieristica del reparto di medicina - Ho fatto fare i tamponi a tutto il mio personale e non ho ancora i risultati di tutti. Li abbiamo fatti il 19 ottobre in seguito a un contatto con un paziente positivo in un reparto non Covid. Stiamo ancora aspettando risposte per i dpi, i tamponi, che sono stati congelati, il personale e la riorganizzazione per i posti letto. Il personale non può essere spostato da un posto all’altro: bisogna garantire il contingentamento del personale di comparto e medico».

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