POLEMICA

Collegno, sul campo nomadi tutti contro la Regione

Dopo aver portato la popolazione dalle oltre 400 persone iniziali alle attuali 93, il Comune vorrebbe procedere alla chiusura ma non trova collaborazione

27 Aprile 2021 - 19:21

Collegno, sul campo nomadi tutti contro la Regione

«Non è compito della Regione, ma solo dei Comuni e dei Consorzi dei servizi sociali, dare risposte sociali specifiche per la popolazione rom». È quanto ha risposto oggi l’assessore regionale alle politiche sociali Chiara Caucino al “question time” presentato dalla consigliera e vice segretaria regionale del Pd, Monica Canalis. «La chiusura del campo nomadi è arrivata al rush finale. Grazie al faticoso e paziente lavoro svolto dal Comune, si è passati dalle oltre 400 presenze iniziali alle attuali 93. Tra questi, ben 36 sono minori, con un’elevata percentuale di disabilità certificata. Ho voluto quindi chiedere alla giunta regionale di intervenire per dare un supporto a questo Comune virtuoso e completare il superamento del campo, in linea con le direttive europee e con la strategia nazionale di inclusione della popolazione rom, sinti e caminante, che prevedevano il superamento dei campi entro il 2020. L’integrazione di queste etnie - prosegue Canalis - non attiene in modo prioritario alle politiche della sicurezza, ma a quelle dell’inclusione sociale, la cui competenza spetta non solo ai Comuni, ma anche alle Province e alle Regioni, con il supporto dei Prefetti». Eppure l’assessore Caucino ha replicato sostenendo l’opposto. 

«Oggi la Giunta Cirio ha perso un’occasione per dare una mano a raggiungere il traguardo della chiusura di un campo rom - aggiunge il sindaco Francesco Casciano - scaricando tutti gli oneri sulle amministrazioni comunali. Un comportamento che stride con i ripetuti proclami di voler superare i 18 campi rom del Piemonte, in cui vivono circa 2mila persone, in buona parte minori. Ora la chiusura di un campo è a portata di mano, ma la Giunta Cirio si volta dall’altra parte, rifiutando di destinare una quota della nuova programmazione del Fondo sociale europeo a questa minoranza, e di coordinare una ricollocazione abitativa da Collegno in altri Comuni. I bambini sono tutti uguali ma di fronte a questi 36 in stato di rischio l’assessore Caucino sembra voltarsi dall’altra parte, addirittura invitando ad allontanarli dalla famiglia e a collocarli in comunità»

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera regionale M5S Sarah Disabato. «L’amministrazione di Collegno viene abbandonata. Il Comune infatti vorrebbe procedere con le demolizioni previste da una specifica ordinanza, ma per farlo ha bisogno di una collaborazione istituzionale per gestire l'emergenza abitativa. Un'operazione avvenuta, con successo, negli anni passati a Torino e che dovrebbe essere replicata anche a Collegno, supportando l'ente. Un processo che purtroppo si scontra con l'immobilismo dell'assessore regionale all’immigrazione Fabrizio Ricca».

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