MEDIOEVO

Avigliana riscopre la cinta muraria medievale

Un grande tesoro archeologico da valorizzare

28 Dicembre 2011 - 18:49

le mura medievali

Il nuovo fiore all’occhiello della città turistica potrebbe essere per il prossimo anno il recupero e la valorizzazione della cinta muraria di origine medievale che si è sviluppava attorno al Borgo Nuovo. Un reperto vasto, in buona parte ancora esistente, ma visibile solo in brevi tratti e di cui sta ora venendo alla luce il lato sul quale era posto l’ingresso alla città. Un’area su cui l’ultima variante approvata dal consiglio comunale ha posto un vincolo di tutela ambientale e paesaggistica, a seguito dell’osservazione proposta dallo stesso ufficio tecnico comunale su segnalazione di assessori e consiglieri del Comune.
«Un ritrovamento importante che merita la dovuta attenzione sia da parte dell’amministrazione che della Soprintendenza ai beni archeologici» afferma Renato Rocci, consigliere comunale di Amare Avigliana che ha iniziato un percorso di approfondimento assieme all’assessore all’istruzione e sport Luca Brunatti. Sinergia dovuta, visto che il ritrovamento di ciò che resta dell’antica fortificazione è emerso, l’estate scorsa, nel corso di “Camping jo”, lo stage di educazione ambientale che ha visto alcuni giovani impegnati nello scavo in piazzale delle Buone Volontà sotto la guida dell’archeologo Gabriele Gatti. «Sono bastate due settimane di lavoro per far emergere ciò che rimane di una delle torri angolari e di parte del muro» conferma Brunatti, che già segue gli scavi di Malano a Drubiaglio, frazione in cui abita. Le prime carte che rappresentano la cinta muraria risalgono al XVII secolo e nel primo piano regolatore di Avigliana, del 1965, la cinta era indicata sulla cartografia. Prima dello scavo, grazie alla disponibilità del proprietario dell’area contigua alle mura, il geometra Pierfranco Maritano ha effettuato un rilievo per verificare l’allineamento del muro. Essa culminava con la torre angolare, sottratta alla vista dalla vegetazione, che lo storico Paolo Nesta identifica come la vera Torre dell’Orologio. Questa sarebbe stata collegata dal muro alla porta che sorgeva sull’attuale via Umberto I, detta “Porta Folla”, come ricorda in un suo lavoro l’architetto Marco Nota. Larga infatti la sinergia su questo ritrovamento che coinvolge, oltre ai citati esperti operanti sul territorio, anche Federico Barello, ispettore della Soprintendenza. Attualmente esiste un gruppo di lavoro coordinato da Dario Beltrame dell’ufficio tecnico comunale. «Occorre capire come si sviluppano le mura, la loro consistenza e il legame con le altre strutture della città» precisa cauto Paolo caligaris, responsabile dell’ufficio tecnico comunale.
Un’operazione per la quale si sta cercando anche al collaborazione col Politecnico. Il Comune dal canto suo, rivolge un invito ai proprietari del terreni sui quali si sviluppa la cinta muraria a collaborare. «E’ necessario che segnalino eventuali ritrovamenti di materiale - afferma Rocci - manifestando la propria disponibilità ai sopralluoghi che saranno necessari».  «Questo intervento, di tutela e valorizzazione - commenta Brunatti - perché la cinta muraria può rappresentare un patrimonio per la cultura e il turismo di Avigliana». Dello stesso parere il sindaco della città, Carla Mattioli, che rileva: «Questa nuova realtà emersa grazie al lavoro dei giovani li coinvolge nella consapevolezza dell’importanza di tutelare la ricchezza del patrimonio storico della città, come stiamo facendo con la variante al piano regolatore che pone quest’area sotto tutela». Ricchezza che proprio sotto la sua amministrazione, ricorda, è stata riscoperta e promossa: da San Bartolomeo a Malano, passando ora per questi nuovi scavi “cittadini”.

di Eva Monti

20 dicembre 2011

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