COLLINA

Cascina Rifoglietto cade a pezzi

Rivalta, il Comune deve decidere cosa farne

28 Dicembre 2011 - 18:12

Cascina Rifoglietto

Crolla il tetto, nel silenzio dei boschi autunnali, nella storica Cascina Rifoglietto, situata sulla collina morenica. Se ne era parlato molto, nel 2008, quando il Comune esercitò il diritto di prelazione e acquistò la struttura. Adesso uno dei simboli dell’antica vita contadina del paese sembra caduto nel dimenticatoio, proprio mentre lo stesso edificio è a rischio di crollo. Una passeggiata sulla collina, ora che i rami sono spogli, permette di godere la bellezza della cascina, e purtroppo anche di scorgere il tetto ormai completamente crollato della parte residenziale della struttura. In altri punti, come sul loggiato, si scorgono cedimenti e tegole in cattivo stato, ed è facile temere che potrebbero esserci altri crolli. Restano da valutare i danni causati dalla caduta del tetto sui piani interni dell’edificio.
Un’immagine desolante, che riporta alla mente le molte ipotesi fatte al momento della vendita della cascina. La struttura risale al XVIII secolo, e prende il nome dal rivo Foglietto che la costeggia. Nata come casa di villeggiatura per alcune famiglie nobiliari, oltre che come struttura agricola, ha una superficie di 1400 metri quadri coperti, divisi su due piani, e dieci ettari di terreno, di cui sette di bosco e tre di campi coltivati. L’ultima proprietaria, appartenente alla famiglia Tavella, morì senza eredi nel 2005 e ne fece un lascito alla “Provincia italiana dell’istituto figlie suore della divina sapienza”, ente ecclesiastico di Torino che nel 2007 la mise in vendita.
Tra i molti costruttori cui fa gola, spuntarono all’epoca anche due famiglie rivaltesi, che lanciarono un progetto a metà tra il privato e il sociale, con l’intenzione di trasferirvisi per accogliere anche bambini in affidamento, e aprire l’utilizzo degli spazi alla comunità. L’idea trovò l’apprezzamento della parrocchia, nella figura dell’allora parroco don Gianni Osvaldino, che la sostenne con le suore proprietarie. Il compromesso venne firmato alla fine del 2007, ma poi la palla passò alla Sovrintendenza e agli enti locali, che hanno diritto di prelazione in caso di beni tutelati.
Fu a questo punto che il Comune decise l’acquisto della cascina, avvenuto in due diversi momenti, per una cifra totale di quasi un milione di euro, escluso il terreno agricolo circostante. Le prime ipotesi sull’utilizzo prevedevano di farne un centro di documentazione sui beni ambientali e un presidio in vista della creazione del parco della collina morenica. Invece il Rifoglietto cadde nel dimenticatoio. I No Tav ne fecero un luogo simbolo della collina a rischio di distruzione per colpa della nuova linea ferroviaria Torino Lione. Oggi le pessime condizioni in cui si trova l’edificio sono evidenti da lontano, come mostra anche il pilone votivo ai piedi dell’altura su cui sorge la cascina, ormai diroccato.
Il fienile era già mancante ai tempi della messa in vendita, probabilmente abbattuto per evitare crolli, lasciando un vuoto tra la parte residenziale e il rustico. Secondo l’assessore all’urbanistica Carla Barovetti, che si era occupata della cascina tramite la delega ai progetti speciali, invece, sarebbe «In buono stato il sottotetto della parte di sinistra, quella con la torretta, e la parte di destra, il rustico. Occorre fare ulteriori indagini per capire che uso farne e quanto potrebbe costare la sistemazione».
«Le dimensioni del Comune non ci permettono per legge di creare una società di trasformazione urbana, cui avremmo potuto affidare i progetti di recupero del Rifoglietto e delle Casermette, e all’interno degli uffici non si può prendere in carico una simile mole di lavoro - aggiunge il sindaco Amalia Neirotti - Ci sono state manifestazioni d’interesse da parte di privati, con i quali potrebbero nascere collaborazioni». Ferma restando l’idea, espressa tramite delibera del consiglio comunale, di farne un centro di documentazione, vi si ipotizzano anche attività turistiche e di ristorazione, come un agriturismo. «L’accordo con i privati offrirebbe il bene in concessione per un totale di anni che permetta di pareggiare l’investimento effettuato nel restauro. I lavori di recuperi sarebbero eseguiti in accordo con il Comune», spiega ancora il sindaco. Un’altra proposta era giunta dall’associazione “Terra del fuoco” e prevedeva l’utilizzo della cascina come centro per attività dedicate ai diritti umani. Sindaco e assessore promettono un sopralluogo al più presto. Lì tra i boschi, nel frattempo, Cascina Rifoglietto continua a distruggersi.

di Clara Calavita


13 dicembre 2011


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