ESCURSIONISMO

Stop ai motori sui sentieri di montagna

Il Cai contro l’ipotesi di rendere libero l’accesso

29 Dicembre 2011 - 18:05

escursionisti in montagna

Per l’ennesima volta è stata presentata alla giunta regionale una proposta di legge per consentire l’accesso libero a tutta la rete sentieristica di moto, trial, quad e altri mezzi a motore. Ad oggi la legislazione, sebbene non sia ampiamente rispettata per carenza sui controlli, pone dei vincoli assolutamente precisi e rigidi sull’argomento. Il Cai di Torino ha avviato a questo proposito una raccolta firme per chiedere invece di vietare la circolazione.
«La frequentazione escursionistica della montagna nelle sue varie declinazioni (alpinismo, scialpinismo, trekking, ciclismo) è divenuta sempre più consistente al punto da essere un tassello fondamentale nell’offerta turistica ed importante volano dello sviluppo economico delle terre alte - si legge nel documento che accompagna la raccolta firme - La convivenza di pedoni e ciclisti e motociclisti su sentieri, mulattiere e tratturi è difficilmente praticabile, se non impossibile: le dimensioni ridotte di tali percorsi a fondo naturale non permettono l’utilizzo contemporaneo da parte delle due categorie di fruitori, con la conseguenza che laddove si permettesse la circolazione dei mezzi motorizzati a scopo ludico, ricreativo e sportivo sugli itinerari summenzionati, essi sarebbero abbandonati dai pedoni e dai ciclisti con il rischio di un gravissimo pregiudizio economico. La circolazione dei mezzi motorizzati sulle strade a fondo naturale impatta profondamente sull’ambiente naturale e sull’ecosistema e, se resa possibile, imporrebbe agli enti gestori di esse di attivarsi per posizionare la segnaletica e garantire idonee condizioni di sicurezza, con il rischio di responsabilità per danni laddove tali interventi manchino ed abbiano luogo sinistri». Sotto il profilo giuridico il codice della strada non autorizza la circolazione delle moto sui sentieri. L’articolo 2 definisce “strada” l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Sentiero, mulattiera o tratturo è la strada a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali. La qualifica in termini di strada del sentiero non implica che i mezzi motorizzati possano circolare su di esso: per il codice della strada è strada anche l’autostrada dove è pacifico il divieto di circolazione ai pedoni. La disciplina della fruizione sportiva, ricreativa, culturale e ludica delle strade a fondo naturale, in quanto materia turistica è quindi competenza legislativa regionale.
A complicare poi ulteriormente le cose c’è poi la difficile applicazione delle eventuali limitazioni sui diversi tratti stradali. «I provvedimenti che possiamo adottare come Comune - spiega Massimo Blanc, comandante della polizia municipale di Cesana - spesso devono fare i conti con il fatto che alcune strade sono di proprietà del demanio come avviene ad esempio sulla carrozzabile del lago Nero. Divieti di transito possono essere adottati in altri casi per motivi legati alla sicurezza come abbiamo fatto per quanto riguarda la strada che da Fenils sale allo Chaberton». Difficile quindi trovare una uniformità legislativa senza dimenticare poi i problemi di organico con cui si devono confrontare quotidianamente gli enti preposti al controllo di un territorio particolarmente esteso e complesso come quello dell’alta valle di Susa.

di Paolo Paccò

8 novembre 2011

 

 

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