Tav, firmato il nuovo trattato

Tunnel di base: si inizierà a scavare dalla Francia

22 Dicembre 2011 - 22:06

Tav, firmato il nuovo trattato

Nella sede del Ministero delle infrastrutture a Roma, di fronte al ministro Corrado Passera, Francia e Italia hanno siglato ufficialmente il nuovo accordo che sancisce la nuova ripartizione dei fondi tra i due stati e la realizzazione per fasi. L’accordo era già pronto con l’intesa raggiunta a settembre, con il vecchio governo. Ora il presidente francese, in vista delle elezioni presidenziali, ha voluto accelerare. La ratifica dei due parlamenti è però un passaggio non breve, ci vorranno mesi. Ma, non per questo è possibile immaginare in un voto contrario in Italia come in Francia.
Nella revisione del trattato di Torino del 2001 viene inserita anche la partecipazione delle due regioni (Piemonte che la Rhone-Alpes) e dell’Unione europea in qualità di osservatori. La sede della nuova Ltf resta a Chambery e dunque la società rimane di “diritto francese”, considerato più flessibile nel caso dei lavori pubblici per una grande opera. Gli appalti continuano, quindi, a seguire la normativa europea e francese, anche se le opere in Italia dovranno soggiacere a tutto il resto della normativa italiana.
A Torino ci sarà tutta la sezione operativa della società.
Ma il movimento No Tav rileva, per bocca di Mario Cavargna che «il documento d’intesa, firmato a Roma, non “fa partire il tunnel nel 2013” (come effettivamente prevedeva il contratto firmato il 15 dicembre 2008 da Italia e Francia con l’Unione Europea per la concessione del contributo), ma lo rinvia ad una data che il documento non precisa, Soprattutto il contratto con l’Unione europea prevedeva che da novembre 2013 si iniziasse lo scavo effettivo delle due canne dal cantiere di Susa. Ora di questo inizio dello scavo dell’opera definita non c’è più traccia e si dice invece che a Susa partiranno i lavori per l’interconnessione. Che dovranno avere una Valutazione di impatto ambientale sul progetto preliminare e su quello definitivo, cosa che richiede ottimisticamente due anni, non sei mesi».


su Luna Nuova di venerdì 23 dicembre



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