Capodanno No Tav alle reti: tutto fila liscio alla baita Clarea

Ora è sito militare. Intanto gli amministratori di nuovo respinti ai cancelli

01 Gennaio 2012 - 15:54

Capodanno No Tav alle reti: tutto fila liscio alla baita Clarea

Capodanno No Tav alla Maddalena: è filato tutto liscio nella notte in cui l’area recintata che ospiterà il cantiere del tunnel geognostico è ufficialmente diventata “sito di interesse strategico nazionale”, provvedimento che introduce l’arresto da tre mesi a un anno per chi viola la zona rossa presidiata dai militari. La notte di San Silvestro è iniziata al presidio di Venaus, dove più di una cinquantina di persone si sono trovate per un cenone organizzato in un paio di giorni. A sorpresa è arrivato anche il Frecciarossa di cartone che qualche giorno fa ha sfilato per le strade del centro di Torino. Dopo il caffè e la sottoscrizione a premi i No Tav presenti si sono spostati in Clarea, raggiungendo le altre 70 persone che avevano preferito  mangiare in baita, per un brindisi collettivo. Nell’attesa della mezzanotte molti si sono avvicinati ai jersey nei pressi del fortino e hanno avviato la discussione con il capitano dei carabinieri di Susa Stefano Mazzanti sulle ragioni della protesta e sulle motivazioni dell’occupazione: il confronto è durato a lungo. A mezzanotte il brindisi con i colori dei fuochi d’artificio: anche le forze dell’ordine hanno acceso qualche fuoco pirotecnico a terra, all’interno dell’area del fortino. Immediatamente un gruppo di No Tav è salito sulla collinetta dinnanzi alle reti e vi è rimasto a lungo, intonando i cori del movimento e cantando l’inno occitano. Un breve momento di tensione si è ravvisato nel momento in cui due esponenti No Tav, l’uno travestito da Obelix, l’altro travestito da druido, hanno voluto proporre una scenetta scherzosa varcando il limite consentito e avvicinandosi alle reti insieme a un nutrito gruppo di attivisti. Le forze dell’ordine sono quindi uscite e si sono disposte in assetto antisommossa in via precauzionale. Tutto si è risolto in breve, mantenendo la calma con la collaborazione di entrambe le parti. La serata è proseguita in tutta tranquillità nei pressi della baita Clarea.



IL DIARIO DELLE FESTIVITA' NATALIZIE

25 dicembre 2011: la notte di Natale, al cantiere di Chiomonte, alcuni attivisti No Tav hanno "lanciato" il loro speciale cadeau oltre le reti del fortino: quattro panettoni di letame. Il lancio è avvenuto dalla zona dove si trova la baracca No Tav, a pochi passi dalle recinzioni: la digos sta ora analizzando le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza.

27 dicembre 2011: alla vigilia del consiglio dei ministri per la cosiddetta "fase due" del governo Monti, dedicata anche alle grandi infrastrutture, la Comunità montana valle Susa e val Sangone e l'associazione Idra di Firenze hanno scritto nuovamente al premier per invitarlo a tenere in considerazione le argomentazioni del fronte istituzionale anti-Tav, già esposte in una precedente lettera inviata un mese fa, a cui però non era giunta risposta.

27 dicembre 2011: una scolaresca del liceo "Federici" di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, ha fatto visita al fortino della Maddalena con una gita "autogestita" ma comunque autorizzata dal preside sotto forma di attività extracurricolare, nell'ambito di un progetto di approfondimento sulla convivenza civile e la cittadinanza. La digos ha identificato i due insegnanti di religione che accompagnavano gli studenti. Sulla vicenda è subito divampata l'ennesima polemica politica, con l'onorevole Stefano Esposito (Pd) che si è detto "sconcertato per il fatto che possa essere autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati, dove centinaia di agenti sono stati feriti e contusi in occasione dei ripetuti assalti al cantiere".

30 dicembre 2011: un centinaio scarso di attivisti di No Tav ha sfilato pacificamente per le vie del centro di Torino con un Frecciarossa di cartone per ribadire la ferma contrarietà all'alta velocità Torino-Lione. L'iniziativa è stata promossa dall'Osservatorio ecologico volante di Torino. Il corteo, partito dalla stazione di Porta Susa, è proseguito fino in piazza Vittorio per poi fare ritorno in piazza Castello, al presidio permanente allestito sotto il palazzo della Regione. La marcia ha causato qualche inevitabile disagio alla viabilità.

4 gennaio 2012: alcuni amministratori della Comunità montana, accompagnati da tre avvocati della commissione giuridica dell'ente, sono stati nuovamente respinti davanti ai cancelli di via dell'Avanà a Chiomonte. Il gruppo, guidato dal vicepresidente Rino Marceca, si è presentato alla centrale elettrica e ha chiesto alle forze dell'ordine di poter salire alla zona del museo archeologico e dell'azienda vitivinicola Clarea, di proprietà della Comunità montana, facendo leva sul fatto che il 31 dicembre è scaduta l'ordinanza prefettizia che impediva l'accesso all'area, non compresa tra l'altro nell'area di cantiere e dal giugno scorso trasformata in quartier generale di Ltf. "Il funzionario responsabile della Polizia di Stato, dottor Gabriele Andreani, dichiarava di non essere a conoscenza di ulteriore ordinanza restrittiva, ma, sentita la questura di Torino, di non poter autorizzare l’accesso", recita il comunicato del movimento No Tav che denuncia "la permanenza di una limitazione alla libera circolazione dei cittadini, in palese violazione dell’articolo 16 della Costituzione".


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