Se chiude il Manifesto...

Libertà e pluralismo a rischio senza il sostegno all'editoria no-profit

13 Febbraio 2012 - 17:51

Se chiude il Manifesto...

Il Manifesto chiude. La notizia giunge mercoledì sera alla nostra redazione e blocca in un istante tutte le ordinarie occupazioni, la frenesia, le telefonate, le tastiere. Una stretta al cuore e alla ragione. Poi la rabbia, il timore e la consapevolezza che toccherà anche a noi affrontare il periodo più duro di questi ultimi vent’anni nella storia del giornale. Ma Il Manifesto oggi è in edicola e ‘resiste’. La procedura di messa in liquidazione coatta amministrativa è stata infatti accettata dal Cda, ma i giornalisti continuano il loro lavoro anche in attesa della chiusura definitiva facendo appello ai loro lettori. Questo consola la delusione più amara e contagia tutti noi con la determinazione a non mollare.
Ma entriamo un po’ più nel dettaglio. Chi legge Luna Nuova certamente già sa degli sforzi fatti in quest’ultimo anno per evitare la chiusura di più di cento testate giornalistiche indipendenti. Il Fondo per l’editoria, istituito per sostenere il pluralismo e la libertà dell’informazione secondo la volontà della nostra Costituzione, è stato svuotato delle risorse necessarie. Complice la crisi e gli illeciti dei “furbetti” che hanno per anni abusato attingendo a man bassa a finanziamenti a cui non avrebbero avuto diritto, il governo Monti ha avuto mano libera a completare l’opera di “distruzione di massa” dei giornali che fanno libera informazione. Bisogna anche dire che non ha dovuto fare granché! Gli è bastato sedersi, incrociare le braccia e aspettare. Attendere che ad una ad una cessino le pubblicazioni di tanta stampa indipendente. Fino ad oggi nessuna maggioranza, né di destra né di sinistra, aveva voluto assumersi la responsabilità di fronte ai cittadini e rendersi colpevole di decretare la fine della libertà di informazione nel nostro paese. Serviva proprio un governo tecnico!
Sull’ultima relazione di Reporter senza frontiere nella classifica 2011 della libertà di stampa l’Italia compare ad un vergognoso sessantunesimo posto fra quei paesi «che non sono riusciti ad affrontare la questione delle violazioni delle libertà dei media, soprattutto a causa della mancanza di volontà politica».
Ed è proprio questa stridente assenza che consentirà l’abolizione di uno dei diritti primari di un popolo civile: quello di essere informati con notizie non manipolate, complete ed esenti da censure guidate da interessi economici, politici e finanziari. Nella relazione si legge che «... la parola-chiave del 2011 è stata “repressione”. La libertà d’informazione non è mai stata così tanto associata alla democrazia. I giornalisti, con le loro cronache, non hanno mai infastidito così tanto i nemici della libertà».
La crisi e il pesantissimo taglio sul portafoglio delle famiglie ha già portato effetti drammatici a tutto il settore dell’informazione. È allarme anche in Piemonte dove si registra già la chiusura di diverse testate, non solo free press, e lo stato di crisi per tanti giornali, anche quotidiani, e diverse Tv locali.
Va dato quindi atto ai giornalisti de Il Manifesto del loro impegno per resistere, resistere e resistere. Così come a tutti quelli che stanno lottando per continuare a portare in edicola e ai lettori le loro pagine. E’ necessario comprendere che non è una battaglia condotta solo contro le crisi aziendali e per i posti di lavoro. E’ una battaglia  in difesa di un diritto civile, da condividere con i lettori e tutta la popolazione, a cui Il Manifesto, così come Luna Nuova, fa appello.
In questi giorni in cui si discute di modifica alla legge elettorale, è necessario ricordare l’importanza della rappresentanza politica e del diritto del cittadino di scegliere gli uomini a cui affidare la propria delega di governo. Alla politica, agli uomini politici eletti dai cittadini, facciamo appello perché impediscano al governo tecnico di abolire la libertà di stampa, effetto obbligato della chiusura dei giornali liberi.
(di MARINA RICCHI)


Su Luna Nuova di venerdì 10 febbraio 2012


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