Arresti a Torino e sequestro del presidio di Chiomonte mentre Ltf dà l'avvio ai lavori del tunnel

Ma in serata i manifestanti si riprendono la baita

29 Novembre 2012 - 20:26

Arresti a Torino e sequestro del presidio di Chiomonte mentre Ltf dà l'avvio ai lavori del tunnel
Il nuovo presidio No Tav di Chiomonte, costruito nei mesi scorsi lungo la Dora in regione Gravella, è stato posto sotto sequestro dalla magistratura. Ieri mattina alle 9 e un quarto, Digos e carabinieri hanno bussato alla porta della casetta per porre i sigilli e identificare gli occupanti. La costruzione in legno che era posta lungo la strada è stata sequestrata e portata via con mezzi idonei. Lo stesso è stato fatto per il tendone che era utilizzato per le cene e le riunioni. La casetta è stata, invece, sigillata con griglie d’acciaio saldate a porte e finestra e sono stati apposti sia i sigilli giudiziari sia gli avvisi della disposizione del magistrato. Il provvedimento di sequestro è supportato dalle ipotesi di reato di abuso edilizio e di invasione di terreni. Ieri sera il movimento si è radunato a Chiomonte per andare a rimuovere i sigilli. Intanto è stato avviato ieri lo scavo per il cunicolo esplorativo della Maddalena. Era importante iniziare prima del vertice Monti-Hollande di lunedì ma l’avvio era comunque previsto nel mese di novembre. Il cronoprogramma dei lavori prevede lo scavo dei 240 metri iniziali di galleria con metodo tradizionale, con l’uso di escavatore ed eventualmente martello demolitore nella prima parte. Sarà poi valutato l’eventuale utilizzo dell’esplosivo. Sempre ieri nuovi arresti tra gli antagonisti e gli anarchici No Tav. La Digos ha accompagnato in questura e notificato sette arresti domiciliari ad altrettanti militanti, oltre a quattro fogli di via da Torino e sei obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria ad altri militanti No Tav dei centri sociali Askatasuna e Gabrio. La prima risposta dell’area antagonista è stata la convocazione di una conferenza stampa a Palazzo nuovo a cui è stato invitato anche Alberto Perino che ha collegato gli arresti e le altre misure cautelari alla manifestazione organizzata lunedì a Lione in occasione del vertice italofrancese. Per questa mobilitazione la valle di Susa conta di portare circa 600 manifestanti che si troveranno in uno spazio blindato insieme ai compagni francesi.

(nella foto, gli operai sigillano la porta del presidio abusivo)

su Luna Nuova di venerdì 30 novembre

 

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