NO TAV

Oltre 40mila persone in marcia contro la Torino-Lione

Corteo Susa-Bussoleno, al mattino la visita nel cantiere di M5S e Sel. Una breccia No Tav nella corazza Pd

23 Marzo 2013 - 09:57

Oltre 40mila persone in marcia contro la Torino-Lione

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ORE 18 - Sul palco in piazza del mercato si alternano gli oratori, mentre il corteo defluisce con ordine. L'appuntamento per tutti è per lunedì 1° aprile, quando si terrà la Pasquetta No Tav, in val Clarea, attorno alle reti del cantiere fin dalle 10,30 del mattino.

ORE 17,42 - La manifestazione si è conclusa senza incidenti né tensioni. Migliaia di persone stanno affollando Bussoleno, molti si sono fermati direttamente alla stazione. C'è soddisfazione per questa prova di forza, condotta in modo tranquillo e pacifico.

ORE 16,57 - La testa del corteo è già quasi arrivata a Bussoleno, mentre gli ultimi manifestanti sono arrivati al cavalcaferrovia di Foresto. Fonti non ufficiali fanno lievitare la cifra dei No tav presenti fino a circa 40-50mila presenze. Secondo la questura sarebbero invece circa 10mila.

ORE 16,00 - La folla ha raggiunto il cavalcavia sulla statale 24, circa a metà strada tra Susa e Bussoleno. Alberto Perino: «Non so quanti siamo, e non mi interessa: so che siamo tanti, e che se fosse sempre così anche alle reti del cantiere gli avremmo "dato il giro" già da un po'».

ORE 15,27 - Un gruppetto di anarchici "mette in scena" una coreografia davanti ai carabinieri schierati di fronte la caserma segusina, ma nessun momento di tensione.

ORE 15,19 - La testa del corte ha raggiunto il presidio "Gemma delle Alpi" di San Giuliano, nella zona dove dovrebbe essere costruito il tunnel di base. Tutto procede in modo tranquillo.

ORE 15,05 - Almeno 20mila le persone presenti alla marcia di protesta che si sta dirigendo verso Bussoleno

ORE 15.00 - Sandro Plano, presidente della Comunità montana valle di Susa, spiega che questa marcia ha il significato di «Rivedere una quesione che si sta incancrenendo: le amminsitrazioni comunali sono in piena crisi e si pensa di spendere soldi a destra e a sinistra per strutture che non servono, lo diciamo chiaramente».

ORE 14.38 - Partito il corteo, la banda intona "Quando mammeta t'ha fatto", in onore alla presenza del gonfalone del Comune di Napoli, in testa davanti ai sindaci.

ORE 14.24 - I partecipanti al corteo si stanno posizionando in corso Inghilterra, pronti a dare il via alla marcia.

ORE 14.00 - Si preannuncia una delle più grandi marce No Tav che la valle ricordi: migliaia di partecipanti da tuta la zona, con molte delegazioni arrivate da Torino e dal resto d'Italia.  I bambini aprono il corteo con dietro i gonfaloni dei comuni valsusisni, oltre a Rivalta e Alpignano.

ORE 12,40 - A Bussoleno l'intervento di Laura Puppato, senatrice del Pd: «Sono qui perché non ho paura della verità. I dati mettono in evidenza che il Tav, come il ponte di Messina, non è un'opera inutile, ma non è prioritaria. Questa tratta, secondo dati europei, non è supportata da una previsione di aumento del traffico delle merci: la scelta della valle di Susa non è insomma sostenuta dai numeri, e quindi i sindaci non possono fare altro che sollevare dubbi sull'opera. Ci può stare che ci siano cittadini arrabbiati, ma qui anche i sindaci non si piegano e insistono per ragionare: per questo sono venuta, e ho capito la loro posizione. Il denaro pubblico va speso bene, qui non è prioritario. Mi sono fatta mandare i documenti da Virano. peraltro l'accordo di gennaio 2012 non è ancora stato ratificato dal parlamento francese, e questo mi suona strano. Ho parenti a Lione, dicono che anche la Francia ha difficoltà a spendere questi soldi, e un bel pezzo di Francia si sta interrogando sull'opera: è per questo che non è ancora ratificato, c'è una posizione ibrida. Si prende tempo per vedere cosa succede». In sostanza, precisa: «Se davvero vogliamo il cambiamento, come chiede il mio partito, dobbiamo rianalizzare ogni singolo intervento, a cominciare dal Tav. Quando avrò i documenti farò tutto quello che posso in sede parlamentare». Un intervento apprezzato dal pubblico. Uno dei presenti le dice che è «Una bella persona, ma che proprio per questo non avrà vita lunga in politica». (di Marco Giavelli)

ORE 12,30 - I parlamentari sono arrivati nel grande spiazzo di fronte al tunnel geognostico e alcuni sono entrati all'interno. Il direttore generale di Ltf, Marco Rettighieri, spiega le fasi dell'opera. I deputati grillini non si sottraggono alle domande dei giornalisti e soprattutto il capogruppo Crimi si dilunga a spiegare i motivi politici della presenza 5 Stelle al cantiere Tav.

ORE 11,30 - Molti applausi e qualche mugugno all'intervento del sindaco di Bari Michele Emiliano, del Pd. Questi i passi salienti: «Fate conto che sia lì con voi: mai avrei pensato che lo Stato potesse andare avanti senza il consenso della popolazione. I poliziotti al cantiere sono lì per salvare la faccia al mondo politico che non fa il suo dovere. Nessuna opera pubblica può essere imposta in questo modo, distruggendo ambiente e tessuto sociale. Occorre tutelate i poliziotti dalle infiltrazioni, è insopportabile che siano oggetto di attacchi per colpa della politica. Lancio un appello ai sindaci di far ragionare il futuro governo su numeri tecnici: anche se fosse realizzato il tunnel, la strozzatura del nodo di Torino non sarebbe risolto, si parta da lì e poi vediamo se il tunnel serve. La Puppato è una persona di buon senso, se il Pd se la prende con lei allora se la prenda anche con me. Ognuno nel Pd deve dire cosa pensa, non è una caserma. Meglio sospendere l'opera e ragionare: rimettiamo al centro la politica». (di Marco Giavelli)

ORE 11 - Mentre a Chiomonte i parlamentari di M5S e Sel stanno per entrare nel cantiere, a Bussoleno è inizato il seminario organizzato dalla Comunità montana. Presenti, come annunciato, i deputati Pd Laura Puppato e Umberto D'Ottavio, il consigliere regionale Nino Boeti del Partito democratico e la collega di Sel Monica Cerutti. Dopo l'intervento di Sandro Plano c'è stato il collegamento streaming con il sindaco di Bari Michele Emiliano. Il salone di via Traforo è stracolmo, molti anche gli amministratori del Pd, al fianco di quelli delle liste civiche No Tav. (di Marco Giavelli)

ORE 10,30 - Parlamentari e accompagnatori sono stati accolti al cancello della centrale, in via Avanà, e fatti salire su pullman predisposti per l'occasione. Entrano anche Perino, Abbà e Rizzo. Il gruppo di visitatori intanto si è ingrossato per la presenza di un nucleo corposo di giornalisti. Molti altri giornalisti con troupe al seguito sono già dislocati davanti all'imbocco del tunnel, nel cantiere vero e proprio, dove è stato predisposto un spazio apposito. Le ruspe sono ferme e al di sopra del tunnel, oltre le reti di recinzione, una pattuglia di No Tav grida slogan a difesa della valle di Susa e contro la Torino-Lione sventolando le bandiere sotto la pioggia che intanto è iniziata a cadere. (di Claudio Rovere)

ORE 9,30 - Ci sono tutti all'appuntamento sulla piazza della stazione di Bussoleno. Dal senatore valsusino Marco Scibona, che ha organizzato l'iniziativa, a Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato, a Giorgio Airaudo, neo deputato di Sel, valsusino anch'egli. E poi tutti i parlamentari dei due partiti che avevano aderito, in tutto quasi un centinaio. Con loro, gli accompagnatori: dagli avvocati del legal team guidati da Danilo Ghia, ai tecnici del movimento No Tav, come Luca Giunti, Mario Cavargna e Claudio Giorno. E poi i tanto temuti Alberto Perino, Luca Abbà e Lele Rizzo, pronti a valicare il cancello della centrale di Chiomonte al fianco di onorevoli e senatori. Ad attenderli per dare loro il benvenuto in valle di Susa, Sandro Plano, presidente della Comunità montana, accompagnato dall'assessore Marina Clerico. Pochi minuti, e poi il numeroso gruppo è partito alla volta di Chiomonte, dove si presenterà all'ingresso dell'area militarizzata, al'imbocco di via Avanà. (di Claudio Rovere)

su Luna Nuova di martedì 26 marzo



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