FIOM-CGIL PIEMONTE

60mila lavoratori di 190 aziende già coperti dagli accordi sindacali

Ma nel 20 per cento degli stabilimenti si sciopera. Alla Faiveley di Piossasco una polizza assicurativa sul Covid-19 per i dipendenti

20 Marzo 2020 - 10:28

60mila lavoratori di 190 aziende già coperti dagli accordi sindacali

Sono fin qui oltre 60mila, all’interno delle circa 190 aziende censite, i lavoratori di tutto il Piemonte coperti dagli accordi sindacali siglati nei giorni scorsi per l’applicazione del protocollo sul contrasto alla diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro. Si tratta comunque di numeri destinati ad aumentare, come evidenzia la Fiom-Cgil: nel 60 per cento delle aziende interessate sono state raggiunte intese per l’applicazione del protocollo del 17 marzo (chiusure concordate, messa in sicurezza dei lavoratori), il 20 per cento ha deciso di sospendere le attività per attuare gli obblighi previsti dal protocollo nonostante le buone pratiche intraprese, mentre nel restante 20 per cento sono in corso iniziative e scioperi per garantire la salute dei lavoratori nell’ambito della posizione unitaria assunta da Fiom, Fiom e Uilm.

«L’impegno eccezionale dei delegati e delle strutture territoriali ha come priorità la sicurezza dei lavoratori, che devono poter valutare se le misure adottate siano coerenti con l’impianto del protocollo: in caso contrario si deve procedere alla chiusura utilizzando la cassa integrazione prevista dal decreto o scioperando in assenza di un’interlocuzione corretta con le controparti - osserva la Fiom-Cgil Piemonte - il protocollo costituisce obbligo per le imprese: il mancato rispetto deve essere segnalato alle autorità sanitarie competenti, alle autorità giudiziarie e ai comitati territoriali previsti dal protocollo. Nell’ambito delle tutele previste dall’intervento per nove settimane e della cassa integrazione, è necessario garantire la copertura finanziaria e raggiungere intese con le banche. Siamo pronti a recepire tutte le segnalazioni che provengano dalle aziende e dai singoli lavoratori».

Nei giorni scorsi anche in alcuni stabilimenti di valli e cintura sono stati registrati fra i lavoratori alcuni casi positivi di Covid-19, con l’immediata sospensione delle attività per permettere la sanificazione straordinaria degli ambienti di lavoro: tra queste la Lear di Grugliasco, la Maserati di Grugliasco, la Mottura di Sant’Ambrogio e la Savio Thesan di Chiusa San Michele. In generale buona parte delle aziende metalmeccaniche hanno fermato totalmente o parzialmente le attività produttive, in attesa di riaprire una volta completati gli adeguamenti alle misure di prevenzione, con i relativi dispositivi di protezione individuale per consentire a tutti di lavorare in sicurezza. Ma c’è anche chi come la Finder di Almese, pur avendo già adottato nelle scorse settimane misure di prevenzione, ha optato per un fermo produttivo da lunedì 16 a venerdì 27 marzo, garantendo i servizi essenziali al pubblico.

Resteranno chiuse fino al 27 anche Fca Mopar di Volvera (parziale), Gmc di Caprie, Maserati di Grugliasco, Savio Thesan di Chiusa San Michele e Sogefi di Sant’Antonino. Quest’ultima sospende le attività da oggi, dopo che i sindacati hanno chiesto e ottenuto che venga effettuata una nuova sanificazione straordinaria dei locali: inoltre dal 30 marzo a tutte le persone in ingresso verrà misurata la temperatura corporea in un apposito locale, mentre per i fornitori sono stati allestiti dei bagni chimici esterni. Alla Mottura di Sant’Ambrogio si rientrerà al lavoro già da lunedì 23. Alla Ibs di Buttigliera, invece, ieri i lavoratori hanno scioperato otto ore contro le mancate misure preventive da parte dell’azienda.

Un esempio virtuoso arriva poi dalla Faiveley Transport, azienda del gruppo americano Wabtec che nello storico stabilimento di Piossasco, dove occupa circa 500 dipendenti, produce sistemi frenanti per il settore ferroviario: «È la prima in Europa - spiega Nicolò Infantino della Fim-Cisl - ad aver attivato per i propri dipendenti, e per i circa 60 lavoratori in somministrazione, una polizza assicurativa gratuita specifica all’emergenza sanitaria Covid-19 che prevede, tra le varie coperture, un’indennità durante l’eventuale ricovero di 100 euro al giorno, un’indennità di convalescenza, l’assistenza per il post ricovero, il trasporto dal pronto soccorso a casa. Davvero un esempio per tutti». A cui si aggiunge l’accordo siglato con Fim e Uilm che garantisce ai 105 dipendenti “cantieristi” l’anticipo da parte dell’azienda della cassa integrazione ordinaria, attivata a seguito della sospensione o della riduzione delle attività manutentive in numerose Officine comunicata da Trenitalia.

Marco Giavelli

su Luna Nuova di venerdì 20 marzo 2020

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