CORONAVIRUS

50 sindaci a Cirio: «Serve un cambio passo nella gestione dell'emergenza»

Rsa, tamponi, assistenza e mascherine: richiesta di una maggior condivisione delle strategie alla Regione

10 Aprile 2020 - 19:00

50 sindaci a Cirio: «Serve un cambio passo nella gestione dell'emergenza»

Tre criticità sulle quali è urgente e necessario cambiare marcia, rafforzare il lavoro di squadra tra la Regione e i Comuni e definire una catena di comando rapida ed efficace: queste le richieste avanzate oggi, venerdì 10 aprile, da 50 sindaci della Città metropolitana di Torino nella lettera aperta #insiemecelafaremo indirizzata al governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Tra loro ci sono anche Roberto Montà (Grugliasco), Cesare Riccardo (Bruino), Francesco Casciano (Collegno), Mauro Carena (Moncenisio), Susanna Preacco (Sant'Antonino), Eugenio Aghemo (Villarbasse), il presidente dell'Unione montana Valle Susa Pacifico Banchieri (Caselette), a nome dei 22 comuni della bassa valle di Susa e val Cenischia, «e tanti altri che stanno aderendo e che come noi desiderano maggior coinvolgimento e condivisione delle strategie», si conclude la lettera, inviata per conoscenza anche alla sindaca metropolitana Chiara Appendino.

I 50 sindaci esordiscono riconoscendo l'impegno di Cirio «nel gestire un’emergenza drammatica», ma chiedendo allo stesso tempo «un'azione più efficace e di maggior coordinamento con i comuni». Capitolo Rsa, strutture residenziali collettive, gestione tamponi e dati: «A seguito dei numerosi decessi nelle Rsa, da qualche giorno si stanno avviando rapporti più costanti e proficui con prefettura ed Unità di Crisi. Bisogna consolidare le buone pratiche, ma dobbiamo pianificare insieme la gestione delle prossime settimane laddove, come presumibile, la carenza di personale dovesse ulteriormente aggravarsi. Il numero di tamponi appare ancora insufficiente in relazione alle segnalazioni al Sisp. Confidiamo che si prosegua nel trend di incremento, anche a favore di degenti e contatti con sintomi. Così come, pur apprezzando la piattaforma tecnologica messa in campo, soprattutto in favore dei piccoli comuni e meno attrezzati, chiediamo un ulteriore sforzo di sinergia e tempestività nella gestione e comunicazione dei dati sul contagio».

Questione misure di assistenza per nuclei colpiti dall'emergenza Coronavirus: «Ciascuno ha gestito il procedimento in piena autonomia, supportato solo dalle indicazioni predisposte dalle nostre associazioni. Se, come auspicabile, lo stanziamento sarà rinnovato, occorrerà un maggior presidio da parte della Regione teso ad uniformare le procedure. È altrettanto auspicabile una integrazione delle risorse da parte regionale soprattutto laddove il superamento dell’emergenza, come appare ormai evidente, richiedesse tempi più lunghi di quelli inizialmente previsti». Infine la tanto dibattuta fornitura delle mascherine: «Il decreto numero 39 della Regione Piemonte (obbligo di mascherina e guanti per gli addetti vendita e raccomandazione per i clienti) sta generando attese tra i cittadini. Ogni comune si sta adoperando con una sorta di “fai da te” che dà luogo a confusione e difformità evidenti. Riteniamo quindi urgente e necessario pianificare e coordinare forniture e modalità di distribuzione come sta avvenendo in altre Regioni». L'appello a Cirio si conclude così: «La nostra lettera è un segno di rispetto del tuo lavoro, di disponibilità a collaborare e di richiesta di maggiore attenzione al coordinamento e all'azione, anche mediante il coinvolgimento di Città metropolitana e Province per rafforzare la “squadra” dei sindaci e delle istituzioni locali. Attendiamo da te, di concerto con la Città metropolitana, una proposta di coordinamento che accorci la “catena di comando”, tenga insieme il territorio e ci consenta insieme di tutelare al meglio e in maniera più efficace i nostri cittadini».

Il sindaco grugliaschese Montà, che è anche capogruppo della lista di centrosinistra "Città di Città" in consiglio metropolitano, mette l'accento sulla carenza di governance: «La situazione è difficile per tutti, ma non possiamo fare finta che non vi siano problemi e che qualcosa non stia funzionando nel rapporto tra la Regione, l’Unità di Crisi e i Comuni. Se sulle mascherine, come sui buoni spesa e gli aiuti economici, i singoli comuni operano in autonomia dando luogo ad un "fai-da-te" che rischia di creare confusione e alimentare aspettative tra i cittadini, forse questo è conseguenza di una carenza di "governance" da parte dei vertici regionali e di una non chiara linea di comando. Su Rsa, tamponi, mascherine e assistenza economica a persone e famiglie colpite dall’emergenza Covid-19, comuni e Regione, con la collaborazione della Città metropolitana, devono pianificare la gestione delle prossime settimane. Oggi verificherò nella conferenza dei capigruppo della Città metropolitana le modalità operative sollecitate alla sindaca nello scorso consiglio metropolitano a nome del gruppo e di tanti sindaci del territorio. Solo lavorando insieme in maniera efficace, veramente #insiemecelafaremo. E sul fronte degli aiuti alle famiglie sollecitiamo anche un’integrazione delle risorse da parte regionale, dal momento che l’uscita dal lockdown richiederà tempi più lunghi di quelli inizialmente previsti».

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