FASE 2

Take-away: via libera dal 4 maggio in Piemonte, a Torino città solo dal 9

Lo ha deciso la Regione: basterà una comunicazione al Comune, che però potrà sospendere l'attività in caso di inadempienze

29 Aprile 2020 - 21:40

Take-away: via libera dal 4 maggio in Piemonte, a Torino città solo dal 9

Cambio di programma rispetto alle prime ipotesi: in Piemonte l’attività di ristorazione da asporto sarà consentita a partire già da lunedì 4 maggio, mentre nel comune di Torino a partire da sabato 9 maggio. Nel caso di criticità specifiche, o laddove non sia possibile assicurare il rispetto delle misure di sicurezza, i sindaci potranno anche valutare di vietare l’attività sull’intero territorio comunale, o di delimitarla su parti di esso. La scelta di attendere qualche giorno in più per la riapertura a Torino risponde, invece, alla necessità di una maggiore cautela sul capoluogo piemontese, in considerazione dell’alta densità demografica, del numero complessivo delle attività di ristorazione e di un quadro epidemiologico che impone maggiore prudenza. Lo ha deciso dopo qualche giorno di attenta riflessione la Regione Piemonte, che oggi ha incontrato in videoconferenza il prefetto di Torino, Claudio Palomba, insieme ai sindaci dei comuni capoluogo, i presidenti delle Province e i rappresentanti delle associazioni degli enti locali. Con i rappresentanti delle associazioni di categoria verrà siglato uno specifico accordo. L’ordinanza sarà firmata domani dal governatore Alberto Cirio.
 
«Abbiamo lavorato insieme alla prefettura di Torino e ai rappresentanti degli enti locali per trovare una sintesi tra la prudenza che ci viene chiesta dai medici e l’esigenza di riapertura delle nostre attività - sottolinea il presidente Cirio - La soluzione che abbiamo individuato ci permette di consentire il servizio di ristorazione da asporto, pur mantenendo alta l’attenzione. Il Piemonte sta ripartendo e lo fa con l’equilibrio necessario a garantire la salute dei suoi cittadini e della sua economia. Per la procedura di attivazione del servizio ho scelto la via più veloce, infatti basterà semplicemente comunicarlo al Comune, perché le nostre aziende hanno bisogno di lavorare e di farlo subito senza il peso della burocrazia. Il coinvolgimento diretto dei sindaci, invece, permetterà di valutare eventuali criticità e anche un monitoraggio costante della situazione. Prudenza e ripartenza possono e devono convivere. Basta avere buonsenso».
 
Le attività di ristorazione interessate (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) potranno quindi attivare il servizio di asporto dandone una semplice comunicazione al Comune, che però potrà immediatamente sospendere l’attività in caso di inadempienza delle prescrizioni da parte dei singoli esercizi. I comuni dovranno garantire il rispetto delle seguenti disposizioni: in attesa dell’ingresso, la distanza minima in coda dovrà essere di due metri; il ritiro dei prodotti precedentemente ordinati dovrà avvenire per appuntamenti dilazionati nel tempo allo scopo di evitare assembramenti all’esterno, consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e sempre rispettando le misure di sicurezza previste dal Dpcm del 26 aprile; il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle immediate vicinanze; sarà consentito l’asporto anche in quegli esercizi di ristorazione per i quali è prevista la consegna al cliente direttamente dal veicolo; ogni cliente, così come il personale in servizio, dovrà indossare una mascherina; le persone presenti all’interno del locale dovranno sempre mantenere la distanza minima di due metri. L’attività di ristorazione da asporto sarà possibile dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 21, fatta salva la possibilità dei sindaci di modificare l’orario, in presenza di qualificate motivazioni e nel rispetto delle puntuali esigenze dei luoghi.

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