FASE 2

"Bonus Piemonte": la Regione stanzia altri 15 milioni di euro

Contributi a fondo perduto per negozi, agenzie di viaggio, ottici, fotografi, tatuatori, cinema, scuole guida e circoli ricreativi. Critiche dal Pd

13 Maggio 2020 - 15:55

"Bonus Piemonte": la Regione stanzia altri 15 milioni di euro

Sono in arrivo nuovi "Bonus Piemonte" per alcune delle categorie che sin qui non erano state ancora comprese tra le attività che possono beneficiare del contributo a fondo perduto predisposto dalla Regione per sostenere le imprese colpite dal lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus: le nuove misure varate dalla giunta regionale sono state condivise oggi con le associazioni di categoria dal governatore Alberto Cirio, dall'assessora al commercio Vittoria Poggio e dall'assessore alla semplificazione Maurizio Marrone. L'ulteriore dotazione ammonta a 15 milioni di euro, portando così il totale del fondo "Bonus Piemonte" a 116 milioni di euro, che andranno a beneficio di quasi 60mila realtà del territorio piemontese. Ricordiamo che il "Bonus Piemonte" è uno dei pilastri di "Riparti Piemonte", il piano da oltre 800 milioni di euro con cui la Regione sosterrà la ripartenza di imprese e famiglie nella "fase 2".

Dopo le 37mila imprese del commercio e dell’artigianato e le 10mila attività del commercio ambulante già destinatarie del provvedimento, ad accedere al bonus saranno adesso altri 11mila soggetti colpiti dalle chiusure degli ultimi due mesi. Un bonus da 1500 euro andrà a cartolerie, librerie, negozi d’abbigliamento, tessuti, calzature, pelletteria e accessori; 1500 euro anche per le agenzie di viaggio e i tour operator, mentre per le guide turistiche sarà annunciata a breve una specifica misura del piano "Riparti Piemonte"; 1500 euro anche per i cinema piemontesi, gli organizzatori di eventi e le scuole guida; bonus da 1000 euro, invece, sono previsti per gli studi di tatuaggio e piercing, negozi di ottica e di fotografia, scuole di lingue, circoli ricreativi e operatori di altre forme di divertimento.

«Si tratta del terzo passo del "Bonus Piemonte" - spiegano il presidente Cirio e gli assessori Poggio e Marrone - Ma lavoriamo già alle prossime misure perché estenderemo il bonus il più possibile a tutti coloro che sono stati colpiti duramente da oltre due mesi di inattività». Resta identica la procedura per accedere al bonus, semplice e immediata: tutti gli interessati riceveranno da Finpiemonte una comunicazione via pec per indicare il conto corrente su cui ricevere il contributo a fondo perduto, che verrà accreditato nell’arco di qualche giorno. Grazie alla disponibilità di tutti i capigruppo del Consiglio regionale, il "Bonus Piemonte" nelle sue tre tranche (88, 13 e 15 milioni) è stato stralciato dalla discussione complessiva del Piano “Riparti Piemonte” ed è approdato già oggi alla commissione bilancio convocata in sede legislativa, garantendo così un più rapido iter per la sua discussione e approvazione.

Dal Pd arrivano però alcune critiche al provvedimento: «Non abbiamo ostacolato il "Bonus Piemonte" - dichiara il vicecapogruppo in consiglio regionale Raffaele Gallo - abbiamo provato a correggere le principali storture e depositeremo altri emendamenti di merito, ma il provvedimento contiene troppe criticità, in particolare sui criteri. Inoltre, è evidente che è solo grazie al deposito delle proposte di legge del Partito Democratico se oggi discutiamo di misure per l’economia e gli operatori sanitari dopo mesi di silenzio della giunta Cirio. Siamo in ritardo di almeno due mesi rispetto alle risposte che si devono dare al Piemonte: se oggi si approverà una misura economica per le aziende e per gli operatori sanitari, è perché il Pd ha imposto questa agenda con le proprie proposte. Per gli esclusi dal contributo, chiediamo un intervento subito per capire come dare loro una risposta, come chiediamo misure concrete e efficaci di rilancio dell’economia che, oggi, non vediamo nemmeno nel ddl "Riparti Piemonte" all’esame delle commissioni. Inoltre, per finanziare il "Bonus Piemonte", vengono azzerati i fondi della Direzione competitività e industria della Regione Piemonte, mettendo a repentaglio le misure di sostegno agli investimenti. E il Piemonte come farà a ripartire?».

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