PROTESTA

Sanità post-Covid, il Nursing Up: «La Regione ora assuma»

Tornano a galla gli antichi problemi: «Basta tergiversare». Richiesta di un concorso a cui possano attingere tutte le Asl regionali

24 Giugno 2021 - 22:38

Sanità post-Covid, il Nursing Up: «La Regione ora assuma»

di MARCO GIAVELLI

Quante volte, appena scoppiata la pandemia, si è parlato della necessità di potenziare il sistema sanitario, di assumere più personale, di smetterla con i tagli forsennati che, negli ultimi decenni, hanno inciso pesantemente sulla sanità pubblica. Ma ora che il peggio sembra essere alle spalle, i nodi vengono al pettine e il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, alza il tiro puntando il dito sulla Regione: «È necessario, impellente che si proceda a realizzare un concorso in cui ogni Azienda abbia la sua graduatoria. Basta tergiversare! Basta prendere tempo. Non si scappa, bisogna assumere ora e a tempo indeterminato», sottolinea in una nota il segretario regionale Claudio Delli Carri.

Una richiesta forte e chiara, basata sul fatto che, con la discesa della curva pandemica negli ospedali, soprattutto alla Città della Salute di Torino, ma anche all’ospedale di Rivoli un paio di settimane fa, si è ritornati ai problemi antichi: pronto soccorso intasati, drammatica carenza di personale e rischio di un “crash” del sistema. «La lotta al Coronavirus ci ha insegnato che la sanità non si può derubricare a una questione da ragionieri, non ci possiamo permettere tagli economici indiscriminati senza alternative, qui si tratta della salute pubblica e non sono più tollerabili situazioni in cui la scarsità di personale danneggia la prestazione erogata. La Regione non può far finta di nulla, il concorso per le assunzioni va fatto ora - accusa Claudio Delli Carri del Nursing Up - La Regione deve riaprire il bando pensato per il San Luigi e l’Asl To3 coinvolgendo tutte le altre Aziende sanitarie della provincia di Torino, ognuna con la sua graduatoria, a cui poi poter attingere personale. Prima anche solo di parlare delle liste d’attesa, è impellente assumere infermieri, professioni sanitarie e Oss a tempo indeterminato per avere organici che possano erogare servizi adeguati ai pazienti. Che abbattimento delle liste d’attesa si vuole fare se non c’è il personale necessario per erogare i servizi? Oggi, infatti, a causa della scarsità di personale un po’ in tutto il Piemonte, la situazione è davvero al limite. Si rischia davvero il crash. Le assunzioni devono essere fatte in provincia di Torino, ma anche a Cuneo, Asti, Alessandria e nel Piemonte nord orientale. Bisogna fare un concorso nel quale ogni Azienda abbia la sua graduatoria a cui attingere. Ma va fatto adesso, senza attendere oltre».

Per il Nursing Up «le aziende devono poter assumere personale al 100 per cento, non come accade alla Città della Salute, la quale è sotto piano di rientro per cui le assunzioni sono contingentate al 75 per cento. La salute, dovremmo averlo capito, va al di là delle questioni economiche. I piani di rientro - prosegue Delli Carri - vanno superati, anche con uno specifico intervento del governo, in modo da permettere a tutte le Aziende sanitarie di assumere il personale necessario alle necessità di ogni realtà. A giugno, poi, scadono le direttive che imponevano ai nuovi assunti a tempo indeterminato di lavorare nelle Rsa, per l’emergenza Covid. Questo personale deve essere reimpiegato nelle Aziende. Diciamo “deve” perché a oggi non sappiamo se sarà così. La Regione a oggi non ha fatto nulla. Se infatti non è stato trovato il personale necessario per sostituire quello che è stato “imprestato” alle Rsa, coloro che hanno tale direttiva in scadenza rimarranno in quelle strutture? Perché la Regione Piemonte non dice nulla? Si tratta di numeri considerevoli di personale? Indagheremo per capire un fenomeno a oggi poco chiaro. E poi: riuscirà la Regione a potenziare le rianimazioni per una eventuale quarta ondata autunnale, come più volte detto, entro il mese di ottobre? Dov’è il personale per effettuare questo potenziamento?».

Ma gli interrogativi non finiscono qui: «Che accadrà per il territorio? Quando verrà potenziato il territorio e perché non ci sono assunzioni in merito? - conclude Delli Carri - A oggi non vediamo nulla nemmeno in questo campo. Qui non si capisce che vanno fatte le assunzioni e ci vanno le graduatorie a cui attingere, ma non si può aspettare l’autunno, vanno fatte ora. Nel frattempo, tutti coloro che sono stati assunti per combattere il mostro pandemico, e che ora vanno in scadenza, devono vedersi prolungato il contratto a 36 mesi. Si deve agire, ricordando anche che a breve su tutto ciò interverrà il problema dei turni ferie e del sovraffollamento dei pronto soccorso anche per il caldo. Non dimenticando, infine, che la campagna vaccinale va avanti, e bisogna pensare anche al personale necessario a fare le inoculazioni: anche in questo caso come si andrà avanti se il personale non basta e se i fondi, come pare, si stanno esaurendo? Possibile che la Regione continui a stare ferma, a non battere un colpo, a non dire come vuole programmare la salute nei prossimi mesi? Ora basta! Ci si deve muovere ora, subito, con le assunzioni».

su Luna Nuova di venerdì 25 giugno 2021

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