TORINO-LIONE

S.Didero: lavori di scavo per il cantiere dell'autoporto, diffida della Nie

Ma Telt smentisce. E intanto si accende lo scontro tra Comune e Rfi sulle recinzioni e le telecamere lungo la linea ferroviaria

25 Agosto 2021 - 19:12

S.Didero: lavori di scavo per il cantiere dell'autoporto, diffida della Nie

I lavori di scavo sulla strada di accesso alla centrale idroelettrica Nie

di MARCO GIAVELLI

La Nie, Nuove Iniziative Energetiche, società che gestisce la centrale idroelettrica e l'annesso canale che scorre tra i comuni di Bruzolo, San Didero e Borgone, ha presentato una formale diffida allo svolgimento di alcuni lavori di scavo non autorizzati sulla strada di sua proprietà che dà accesso all'impianto: si tratta, stando a quanto appreso in loco tramite gli addetti dell'impresa esecutrice, di lavori finalizzati a realizzare un allacciamento a servizio del cantiere Telt del nuovo autoporto di San Didero, opera collegata al Tav Torino-Lione. La lettera è stata inviata a E-Distribuzione e per conoscenza a Telt, società incaricata di realizzare la tratta transfrontaliera della nuova linea ad alta velocità, oltre che alla prefettura di Torino, ai comuni di San Didero e Bruzolo e alla Sitaf, società che gestisce l'A32 Torino-Bardonecchia nonché stazione appaltante dell'opera.

La scoperta, che risale a ieri mattina, martedì 24 agosto, è avvenuta in modo del tutto casuale da parte di un operatore della società idroelettrica, che intorno alle 9,30 ha constatato come la strada privata di accesso all'impianto fosse appunto interrotta dallo scavo: la Nie ha quindi chiesto l'immediata sospensione dei lavori e il ripristino della viabilità di accesso alla centrale, diffidando dall'eseguire qualsiasi altro tipo di intervento sulle proprietà della società stessa. La Nie, nella sua lettera, precisa inoltre di non aver mai rilasciato alcuna autorizzazione per lo svolgimento di tali lavori, dicendosi pronta a rivolgersi all'autorità giudiziaria qualora le sue richieste non venissero accolte.

Pronta la replica di Telt, secondo cui non è vero che la "strada bianca" di accesso alla centrale sarebbe stata interrotta, tanto che il personale Nie avrebbe potuto accedervi regolarmente in automobile, e lo scavo avrebbe riguardato un terreno limitrofo di proprietà di terzi già legittimamente in possesso di Telt, che puntualizza inoltre come l'allacciamento elettrico del cantiere non insisterà su aree di proprietà Nie: la società italo-francese conclude quindi riservandosi eventuali richieste di risarcimento danni in presenza di nuove iniziative che dovessero creare ritardi alle attività in corso.

Si tratta in ogni caso di una presa di posizione forte da parte di una società privata rispetto alle operazioni in corso per il cantiere Tav dell'autoporto. Uno scontro a distanza, quello fra Nie e Telt, che arriva a pochi giorni dall'apertura di un nuovo fronte legale-amministrativo: Rfi ha infatti comunicato al Comune di San Didero l'intenzione di installare lungo la linea ferroviaria, nel solo tratto prospiciente il piazzale di proprietà comunale antistante il cantiere-fortino dell'autoporto e un adiacente terreno privato, una recinzione fatta di jersey, griglie metalliche alte 3,50 metri e concertina, tale e quale a quelle già utilizzate per blindare militarmente i cantieri Tav di Chiomonte e San Didero. Il Comune di San Didero si è detto contrario non alla posa di nuove recinzioni per la sicurezza dei cittadini e dell'infrastruttura, ma alla tipologia di barriere anti-intrusione che si andrebbero a realizzare, ritenute "non dignitose", non compatibili con l'ambiente e spropositate rispetto alla loro funzione, tanto più perchè diverse da tutte le recinzioni di sicurezza installate lungo la ferrovia negli altri comuni valsusini e italiani.

Contestualmente Rfi ha annunciato che, sul sedime di sua proprietà, verrà installato anche un impianto di telecamere allo scopo di proteggere l'infrastruttura ferroviaria: il Comune non può opporsi, trattandosi di un'area non di sua proprietà, ma ha chiesto in modo perentorio che l'inquadratura dell'impianto venga orientata in modo tale da riprendere soltanto la linea ferroviaria, come comunque assicurato da Rfi nella sua lettera, e non l'adiacente piazzale di proprietà comunale, i vicini terreni privati e le aree di pubblico passaggio. È evidente che la questione nasce dalla presenza, nelle immediate vicinanze, del presidio No Tav del Baraccone, dall'aprile scorso punto di ritrovo degli attivisti nei vari momenti della protesta contro il nuovo autoporto, che in più occasioni ha comportato anche l'interruzione del traffico ferroviario.

Ricordiamo che il presidio del Baraccone sorge proprio sul terreno privato adiacente il piazzale comunale, concesso in comodato d'uso ad alcuni attivisti No Tav dai proprietari. I quali nei giorni scorsi, insieme a uno dei comodatari, hanno scritto a Rfi per esprimere tutto il loro disappunto a seguito del fatto che, secondo quanto appurato, alcuni addetti della società ferroviaria sarebbero entrati senza autorizzazione nella loro proprietà eseguendo lavori di taglio alberi, sbancamento terreno di cottura e riporto di materiale da massicciata, finalizzati appunto alla realizzazione della recinzione anti-intrusione: è stato quindi chiesto il ripristino immediato dello stato dei luoghi, con tanto di richiesta danni materiali e morali, oltre a quella di spiegazioni in merito alla tipologia di barriere che si andrebbero ad installare. Inoltre, in merito alle telecamere, anche i proprietari chiedono di non inquadrare in nessun modo l'area di loro proprietà, nel rispetto delle norme sulla privacy.

«Per quanto di nostra competenza - spiega il vicesindaco di San Didero, Alberto Lorusso - faremo il possibile per opporci all'installazione di queste barriere anti-intrusione così impattanti, che reputiamo non consone: se esiste un problema di sicurezza deve riguardare allo stesso modo tutta la linea ferroviaria e non solo questo tratto sul nostro territorio, di fronte ad un parcheggio pubblico e a terreni privati. Il Comune ha già espresso parere negativo in un incontro con il prefetto al quale ha partecipato il sindaco Sergio Lampo e a breve faremo ulteriori approfondimenti con la commissione paesaggistica comunale per verificare la congruità dell'intervento previsto. Quanto alle telecamere, il prefetto si è stupito delle nostre riserve, dal momento che sono molti i comuni i richiederle e che in questo caso verrebbero installate senza alcun costo per l'amministrazione comunale: noi non possiamo opporci, trattandosi di un'area di proprietà Rfi, a patto che riprendano solo ed esclusivamente la linea ferroviaria e non inquadrino assolutamente aree private, aree pubbliche o di pubblico passaggio».

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