NO TAV-NO BORDER

Bussoleno: aggravata la misura per Scalzo, ora è in carcere a Torino

Non per il suo comportamento, ma per la presenza intorno a lui di soggetti che avrebbero potuto creare problemi di ordine pubblico. L'avvocato Ghia: «Sono esterrefatto»

01 Dicembre 2021 - 16:31

Bussoleno: aggravata la misura per Scalzo, ora è in carcere a Torino

C'è un risvolto giudiziario paradossale nella vicenda legata a Emilio Scalzo, l'attivista No Tav-No Border prelevato oggi dalla digos di Torino nella sua casa di Bussoleno: un intervento finalizzato non alla sua estradizione in Francia, ma conseguente ad un aggravamento della misura cautelare a suo carico, che è passata dagli arresti domiciliari (a cui era sottoposto ormai da settembre) alla nuova detenzione in carcere. Motivo per cui il presidio di solidarietà organizzato dal movimento No Tav, inizialmente previsto a Bussoleno alle 18 sotto la sua abitazione, è stato spostato alla stessa ora sotto il carcere delle Vallette di Torino, dove da qualche ora Scalzo è dunque detenuto.

Il provvedimento è stato assunto dalla Corte d'Appello di Torino su richiesta della procura poiché, intorno a Scalzo, erano presenti soggetti che, al presidio permanente attivo da venerdì scorso sotto casa sua, avrebbero potuto creare problemi di ordine pubblico in vista del suo prelievo per l'estradizione in Francia. «Stiamo quindi parlando dell'aggravamento di una misura cautelare non a causa di comportamenti dell'indagato, ma per eventuali reati che avrebbero potuto commettere altre persone intorno a lui - commenta l'avvocato Danilo Ghia - sono francamente esterrefatto per questa decisione. Oltretutto, se questi soggetti avessero realmente potuto creare problemi, lo avrebbero fatto oggi, cosa che non è accaduta».

In ogni caso Scalzo verrà estradato in Francia nei prossimi giorni, si pensa tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima: «Ora non abbiamo carte da giocare, poiché l'esito di un qualsiasi eventuale ricorso contro questo assurdo provvedimento arriverebbe comunque dopo che il mio assistito sarà già stato tradotto in Francia». Dove verosimilmente Scalzo sarà subito interrogato, dopodiché verrà stabilita l'eventuale misura cautelare a suo carico: in caso di arresti domiciliari sono già state individuate alcune potenziali sedi in Francia dove potrebbe scontarli. Solo se e quando l'eventuale condanna diventerà definitiva, Scalzo potrà scontare la pena in Italia, come già stabilito a suo tempo dalla Corte d'Appello.

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