TORINO-LIONE

I No Tav accusano sindaci e Unione montana dopo il tavolo col commissario Mauceri

«Profondo scollamento tra le delibere comunali e l'incontro del 20 dicembre: serve recuperare il rapporto col movimento, presto un'assemblea pubblica per un confronto franco»

05 Gennaio 2022 - 18:30

I No Tav accusano sindaci e Unione montana dopo il tavolo col commissario Mauceri

Il coordinamento dei comitati No Tav, riunitosi a Bussoleno mercoledì 29 dicembre, bacchetta i sindaci dell'Unione montana Valle Susa per la linea "collaborazionista" tenuta, a loro giudizio, durante l'incontro di lunedì 20 dicembre con il commissario straordinario per la tratta nazionale Calogero Mauceri, svoltosi a Bussoleno nella sede di Villa Ferro. Incontro che, secondo i comitati, «passerà alla storia come uno dei momenti meno attenti alla memoria della nostra lotta trentennale contro la costruzione del Tav Torino-Lione - sottolinea la lettera aperta rivolta ai sindaci - Ricordiamoci delle proposte ferrentiniane del "Fare", insieme al "documento della Riposa” sottoscritto da quasi tutti i sindaci dell’allora Comunità montana, oltre al cosiddetto "accordo di Pra-Catinat”, che ancora oggi pesa come un macigno sia a livello nazionale e soprattutto a livello europeo ancorché definito tale da Virano, unico sottoscrittore. Molti sindaci e amministratori sono cambiati, ma lo scollamento tra quanto scritto nelle delibere ufficiali dei vostri consigli comunali, che ribadiscono l’impegno alla lotta contro il Tav, e l’incontro del 20 dicembre, con il vostro comunicato ufficiale, sta a dimostrare quanto siate stati poco attenti al significato politico di quell’incontro ben sfruttato da Mauceri e da tutta la stampa pro-Tav: i sindaci si siedono al tavolo con il commissario e trattano la costruzione del Tav con le relative compensazioni!».

La lettera si rivolge direttamente al presidente Pacifico Banchieri e ai sindaci: «Come avete scritto nel vostro comunicato, il commissario Mauceri è stato nominato per far partire i cantieri del Tav e l’adeguamento della linea storica da Bussoleno ad Avigliana è uno dei passaggi fondamentali per la costruzione del Tav, quel Tav che nelle vostre delibere avete sempre detto di voler contrastare. Non solo, ma voi stessi avete scritto che “scopo dell’incontro era verificare le ipotesi sul tavolo e capire se sia possibile trovare soluzioni condivise”; questo viene sbandierato dai media quale accettazione al Tav. Ci permettiamo ancora di ricordarvi che il "come Tav" è stato archiviato nel primo decennio di questo secolo! Oppure dobbiamo pensare che in nome della realpolitik e delle istanze di Pd, governo e alleati Sì Tav, avete deciso di cambiare rotta senza informare di questa inversione i vostri concittadini? Signor presidente, signori sindaci, ci permettiamo di ricordarvi che si è sempre detto che o il Tav non si fa e allora la valle si salva, o in qualunque modo si faccia il Tav la valle non solo sarà distrutta ma diventerà invivibile. Vogliamo anche ricordarvi che la Torino-Lione è un’opera "climaticida" che viola tutti gli accordi mondiali sul clima per il volume delle emissioni di Co2 in fase di costruzione e probabilmente anche in fase di esercizio».

I comitati proseguono, sempre rivolto agli attuali amministratori comunali e di Unione: «Molti di voi sono giovani e non ricordano le barricate di carta che i nostri tecnici (in particolare gli ingegneri Cancelli e Chiocchia) insieme a tutto il movimento hanno fatto negli anni '90 del secolo scorso, quando la lotta al Tav si è sviluppata soprattutto sul problema del rumore e delle vibrazioni di un treno come quello proposto lanciato in una valle alpina dove le barriere antirumore sono praticamente inutili. Tutta quella documentazione, vidimata dal Politecnico di Torino, è sempre a disposizione. Basta aver voglia di impegnarsi a leggerla. Ma la nostra impressione è che gli amministratori leggano poco, preferendo accettare tutte le "balle" che i vari commissari, Telt, Rfi, i "giornaloni" propinano come pappa già fatta e digerita. Signor presidente, signori sindaci, ci permettiamo di ricordarvi che la Storia (quella con la S maiuscola) è un giudice molto severo, molto di più della procura torinese, e che dei vostri atti, dei vostri silenzi, delle vostre connivenze ne risponderete alle generazioni future che non avrete saputo o voluto difendere. Chiediamo pertanto a voi sindaci e amministratori di recuperare il rapporto con il movimento e ritrovare la coerenza con i vostri programmi elettorali e le delibere approvate contro il Tav: questa possibilità consiste nel rivedere radicalmente il vostro atteggiamento nei confronti di chi li usa come grimaldello per procedere senza più ostacoli sul lato istituzionale alla realizzazione del Tav senza se, senza ma e senza come». Infine l'annuncio che prossimamente il movimento No Tav, dopo alcuni incontri tra le varie componenti, convocherà un’assemblea popolare, alla quale saranno invitati anche i sindaci, «per discutere francamente e di fronte alla gente la strada da seguire per continuare la lotta al Tav».

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