COVID-19

Vaccinazioni ai bambini: l’Asl To3 accelera

Giorni dedicati a Rivoli, Susa e Pinerolo per la fascia tra 5 e 11 anni. Ma è polemica sui ritardi e sulla giungla di Dad nelle scuole

17 Gennaio 2022 - 22:56

Vaccinazioni ai bambini: l’Asl To3 accelera

di MARCO GIAVELLI

L’Asl To3 prova a premere sull’acceleratore per quanto riguarda la vaccinazione dei bambini, al centro dell’emergenza contagi con la ripartenza delle lezioni scolastiche: nel mese di gennaio l’Azienda sanitaria ha infatti deciso di dedicare ai bambini e ragazzi di età compresa fra i 5 e gli 11 anni alcune giornate, su prenotazione, nei tre ospedali aziendali di Rivoli, Susa e Pinerolo. In queste giornate sarà quindi sospeso l’accesso libero, che rimane disponibile in tutte le altre sedi del territorio. Per l’elenco aggiornato di sedi e orari è consigliabile far riferimento al sito Internet dell’Asl To3 all’indirizzo https://www.aslto3.piemonte.it/covid-19/vaccinazioni-anti-covid-19/. Per i bambini 5-11 anni le giornate previste sono a Rivoli giovedì 20, venerdì 21, sabato 22, domenica 23, giovedì 27, venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 gennaio; a Susa sabato 22; a Pinerolo venerdì 14, venerdì 21 e venerdì 28.

Il tema del vaccino ai bambini si intreccia inevitabilmente con la questione della riapertura delle scuole, che a una settimana dal ritorno sui banchi, fortemente voluto dal governo nonostante numerose resistenze, continua ad essere al centro del dibattito visto l’elevato numero di positività riscontrate tra personale scolastico e alunni, le tante quarantene disposte e le numerose classi costrette alla didattica a distanza. Su questo la consigliera regionale Francesca Frediani (Movimento 4 Ottobre) torna a chiedere un intervento puntuale della Regione: «A neanche una settimana dal ritorno in classe, la Dad si abbatte come un ciclone sulle famiglie piemontesi. E poi farmacie intasate, lunghe code al freddo nei pochi hub previsti per le scuole e una confusa gestione delle quarantene da parte degli Istituti che, stando ad alcune segnalazioni che abbiamo ricevuto, interpretano la circolare ministeriale con metro e giudizio l’uno differente dall’altro. La pessima congiuntura tra le decisioni del governo in merito al ritorno in presenza e l’incapacità della giunta regionale di predisporre adeguati strumenti per far fronte all’impatto di Omicron sui più giovani, sta mettendo in difficoltà molte famiglie piemontesi. Già durante la seconda ondata abbiamo cercato di tenere alta l’attenzione sulla scuola, cercando di sgomberare il campo da approcci ideologici e posizioni preconcette, con la speranza di organizzare l’emergenza per tempo e con la consapevolezza dei numeri. Ancora oggi prevale invece la confusione: abbiamo già chiesto che la giunta si esponga enunciando con chiarezza ogni dato relativo ai contagi nelle scuole. Attendiamo che risponda e che prenda subito provvedimenti. A partire dall’assunzione di personale sanitario, medici ed infermieri, come chiedono da mesi i sindacati, proseguendo con il potenziamento dei trasporti e, ultimo aspetto ma non meno importante, mettendo in sicurezza le aule con appositi impianti di areazione e dispositivi di protezione disponibili per tutti».

Sul tema vaccinazioni per i più giovani interviene anche la consigliera regionale Pd Monica Canalis, vicesegretaria del Pd piemontese, che accusa la Regione di «grave ritardo nelle vaccinazioni della popolazione studentesca, sia studenti, sia operatori scolastici: lo confermano i dati relativi alla progressione della campagna vaccinale aggiornati al 12 gennaio. Solo il 34 per cento dei bambini tra 5 e 11 anni, che hanno fatto la preadesione, ha ricevuto la prima dose. Le terze dosi sulla fascia 12-15 sono praticamente assenti. Il 17,5 per cento della fascia 12-19 e l’85,8 della fascia 5-11 non ha ricevuto nessuna dose. Senza dimenticare che più di 27mila operatori scolastici devono ancora ricevere la terza dose. Per migliorare le condizioni degli studenti e delle scuole occorre innanzitutto incentivare e velocizzare la vaccinazione della popolazione minorile, a cui oggi nel sistema piemontese a chiamata e convocazione diretta non viene assegnata una priorità particolare rispetto alle altre priorità. Pertanto, occorre che la precedenza vaccinale in base al criterio anagrafico venga riconosciuta non solo agli over 65 ma anche agli under 18. A fronte delle poche preadesioni soprattutto nella fascia 5-11 servirebbe una più incisiva campagna di informazione, purtroppo, invece, abbiamo assessori che criticano il vaccino ai minori. È vero che i minori hanno una inferiore mortalità da Covid, ma in assenza di vaccinazione sono più soggetti al contagio e quindi all’esclusione da un servizio essenziale come la scuola. Anche sui tamponi si crei un percorso preferenziale per gli studenti per evitare il ripetersi di classi mandate in Dad con un solo caso positivo a causa della carenza dei tamponi».

Quindi la Canalis aggiunge: «Il secondo punto debole evidente è quello degli ultra 80enni. Il 12 per cento di chi ha fatto la seconda dose non ha ancora ricevuto la terza, mentre ben il 37 per cento degli over 80 non trasportabili non ha ricevuto la terza dose. Perché il sistema di convocazione ideato dalla Regione non dà la precedenza a queste fasce di popolazione prioritarie? Perché non si accelera sul mondo della scuola e sugli anziani? È davvero ingiustificabile il fatto che la Regione Piemonte continui a non accogliere l’offerta di aiuto del Terzo settore (Auser, Anteas e Ada), che consentirebbe di velocizzare moltissimo le vaccinazioni domiciliari dei cittadini non trasportabili. Una buona notizia però c’è: nel giro di una settimana la popolazione piemontese over 50 che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è passata dall’8,1 al 7,4 per cento. Evidentemente grazie ai nuovi provvedimenti del governo Draghi qualcosa si muove».

Rincara la dose anche il capogruppo di Luv Marco Grimaldi: «La quotidianità di milioni di famiglie piemontesi è oggi una giungla fatta di quarantene e Dad preventive, decise in maniera non omogenea sul territorio della Regione, in attesa di un certificato Inps che non arriva mai e senza il quale i genitori di figli in età pre-scolare non possono assentarsi dal lavoro. La Regione deve fare in modo che la trasmissione della comunicazione tra le scuole e l’Inps sia automatizzata, in modo che i permessi e i congedi parentali, nonostante siano solo al 50 per cento, arrivino immediatamente nelle caselle elettroniche dei lavoratori - ha commentato durante la seduta congiunta delle commissioni sanità, istruzione e trasporti nelle quali, su richiesta anche dello stesso Grimaldi, sono stati auditi i tre assessori regionali competenti - La presenza di un solo hub cittadino dedicato alla vaccinazione degli under 12 di Torino e la disorganizzazione territoriale sul resto del Piemonte sono due degli indicatori che la situazione è completamente sfuggita di mano. Se La Regione oggi non è in grado di aprire nuovi hub dedicati o ripristinare l’accesso libero alle vaccinazioni per gli adolescenti, prenda in considerazione di vaccinare scuola per scuola».

su Luna Nuova di martedì 18 gennaio 2022

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