COVID-19

Svolta green pass: addio dal 1° maggio

E già dal 1° aprile stop al Super per gli over 50 sul posto di lavoro. E la Regione vara il piano per il recupero liste d'attesa nella sanità

17 Marzo 2022 - 23:43

Svolta green pass: addio dal 1° maggio

di MARCO GIAVELLI

La tanto agognata normalità è sempre più vicina: ieri il consiglio dei ministri ha approvato l’annunciato allentamento delle restrizioni anti-Covid, in coincidenza con la fine dello stato di emergenza al 31 marzo. La grande svolta è che il green pass in tutte le sue declinazioni sparirà dal 1° maggio, ma fin dal 1° aprile prenderà forma un primo pacchetto di riaperture. Tra queste l’addio al Super green pass per gli over 50 sul posto di lavoro: basterà il green pass base fino al 30 aprile. Cesseranno, dunque, le sospensioni dal lavoro, ma resterà l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno per tutte le categorie soggette al provvedimento, con la relativa sanzione pecuniaria di 100 euro per i trasgressori, mentre solo per il personale sanitario l’obbligo varrà fino a fine anno.

Il Super green pass resterà in vigore fino al 30 aprile solo per ristoranti e bar al chiuso, centri benessere, piscine, sale gioco, discoteche, congressi ed eventi sportivi al chiuso, mentre già dal 1° aprile sparirà il green pass base in ristoranti, bar, spettacoli e sport all’aperto, negozi, uffici pubblici e banche. Sui mezzi del trasporto a lunga percorrenza il green pass base sarà invece necessario fino al 30 aprile, mentre sarà abolito già dal 1° aprile su quello pubblico locale. Anche per gli eventi sportivi dal 1° aprile decadranno tutti i limiti di capienza e si potrà tornare in stadi e palazzetti con il green pass base. Quanto alle mascherine, l’obbligo al chiuso rimane fino al 30 aprile, con obbligo di Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto. Inoltre stop alle quarantene da contatto con un caso positivo: dal 1° aprile dovrà rimanere isolato a casa solo chi ha contratto il virus, mentre chi ha avuto un contatto dovrà applicare il regime dell’autosorveglianza.

Intanto la giunta regionale ha varato martedì il “Piano straordinario per il recupero delle liste d’attesa”, presentato dal governatore Alberto Cirio, dall’assessore alla sanità Luigi Icardi, dal direttore dell’assessorato Mario Minola e dal consulente strategico Pietro Presti. Si prevede il recupero del 30 per cento entro giugno delle liste d’attesa sulle prestazioni ambulatoriali di primo accesso, la presa in carico attiva di tutte le prescrizioni di primo accesso previste dal piano nazionale entro settembre e a dicembre, entro la fine del 2022, il recupero di tutte le visite, prestazioni ed interventi rispetto al 2019 e al periodo pre-Covid. Per mettere in atto il cronoprogramma verrà investito un budget di 50 milioni di euro e si procederà con un monitoraggio settimanale degli obiettivi assegnati alle Asl attraverso il metodo del “cruscotto” già sperimentato per la campagna vaccinale contro il Covid, che vede ancora oggi il Piemonte in testa alle Regioni italiane per terze dosi già somministrate ai propri cittadini.

«Quello delle liste d’attesa non è un tema che nasce oggi, si trascina da quasi dieci anni, ma è fondamentale risolverlo, consapevoli delle conseguenze provocate da due anni di pandemia - sottolinea Cirio - Lo faremo attraverso il potenziamento dell’offerta pubblica e la collaborazione con il privato». «I dati - aggiunge Icardi - dimostrano che nei soli quattro mesi del 2021 “liberi” dal Covid, la sanità regionale ha saputo tornare ai livelli degli screening oncologici pre-pandemia, così come è riuscita a contenere la forbice degli interventi programmati a meno del 20 per cento di quelli eseguiti nel 2019. Uno sforzo enorme, che dimostra la capacità di lavoro di tutto il personale sanitario regionale».

Rispetto ai ricoveri programmati, il 2021 ha visto un recupero sul 2020 del 13 per cento. L’obiettivo per il 2022 è di tornare ai numeri del 2019 e di superarli. Lo stesso per quanto riguarda visite e prestazioni ambulatoriali, già recuperate del 10 per cento rispetto al 2020, e screening oncologici, dove il recupero è stato del 45 per cento sul 2020 tornando quasi ai livelli pre-Covid. In particolare gli screening per il tumore al seno nel 2021, nonostante la pandemia, hanno perfino superato del 5,2 per cento quelli eseguiti nel 2019. Il “Piano per il recupero delle liste d’attesa” prevede l’efficientamento delle agende con una maggiore integrazione, anche informatica, tra quelle pubbliche e private, l’ottimizzazione del Cup e della presa in carico delle prescrizioni.

Entro settembre, l’obiettivo è fare in modo che chiunque chiami per prenotare venga preso in carico dal sistema, anche in assenza di una disponibilità immediata. Sarà il sistema stesso a ricontattare il cittadino in breve tempo, ad esempio attraverso un sms, inviando data e luogo dell’appuntamento ed evitando che si debba telefonare più volte per ottenere la prenotazione. Si inizierà da alcune delle prestazioni di primo accesso previste come prioritarie. «È una vera e propria rivoluzione nella gestione della nostra sanità - concludono Cirio e Icardi - Non può più accadere che il cittadino chiami il Sovracup regionale, non abbia un appuntamento e sia costretto a richiamare. Da settembre, l’impegno è di definire una data utilizzando lo stesso metodo dei vaccini che si è rivelato efficiente. Per evitare che le disdette creino problemi al sistema, introdurremo il meccanismo della “panchina” già utilizzato nella campagna vaccinale, che consente di ottimizzare le risorse».

su Luna Nuova di venerdì 18 marzo 2022

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