Martedì 28: la polizia se ne va, i No Tav tornano sull'A32. Blocchi a oltranza

A mezzogiorno gli idranti avevano sgombrato l'autostrada a Chianocco. In serata auto dei manifestanti in fiamme. Condizioni stabili per Luca Abbà.

28 Febbraio 2012 - 10:36

Martedì 28: la polizia se ne va, i No Tav tornano sull'A32. Blocchi a oltranza

ORE 23,30 ---------------------------------
Auto in fiamme a Chianocco, al fondo di una stradina a vicolo cieco parallela alla ferrovia, non distante dallo svincolo dove prosegue il blocco dell'autostrada e della statale 25. Sono bruciate una Fiat Panda, una Renault Clio e un Fiat Qubo. Pare che i proprietari siano dei No Tav: sale la rabbia tra i manifestanti al grido di "Mafiosi, mafiosi!". Hanno preso fuoco anche il telone di un tir che trasporta frigoriferi, incolonnato tra Bruzolo e San Didero, e alcuni bancali di pellet dell'azienda Sibille, immediatamente a ridosso dello svincolo. Sul posto sono intervenute varie squadre dei vigili del fuoco per spegnere i roghi. L'incendio del tir è stato domato da un vigile del fuoco di passaggio che, alla vista delle fiamme, ha azionato l'estintore.

ORE 20 ---------------------------------
Si è appena conclusa l'assemblea alla rotonda di Chianocco, a due passi dall'imbocco dell'autostrada: i No Tav hanno deciso di proseguire i blocchi ad oltranza, invitando i manifestanti a fare i turni per garantire una presenza assidua nell'arco delle 24 ore. "Si tratta del blocco più lungo mai fatto in valle di Susa", ha sottolineato il leader storico Alberto Perino, che poi ha aggiunto: "Abbiamo in mente tante azioni per i prossimi giorni, ma non le sveliamo certo in assemblea di fronte a cameramen e giornalisti". L'A32 e la statale 25 sono tuttora bloccate a Chianocco, si viaggia invece sulla statale 24.

ORE 18 ---------------------------------
Nuovi blocchi a Rivoli nei pressi dello svincolo della tangenziale, dove un gruppo di attivisti No Tav si è radunato per esprimere solidarietà a Luca Abbà e denunciare il clima pesante in valle di Susa. Presente anche il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Davide Bono.

ORE 15,30 ---------------------------------
Dopo aver sgombrato la corsia in salita dell'Autofrejus, intorno a mezzogiorno, per consentire il cambio turno alle forze dell'ordine impiegate a vigilare l'allargamento delle recinzioni alla Maddalena, verso le 15,30 polizia e carabinieri hanno abbandonato l'autostrada. Immediatamente i manifestanti, poco meno di 200, sono ritornati sulla carreggiata e hanno nuovamente eretto le barricate con le macerie che un bulldozer aveva ammucchiato ai lati. Dunque, la circolazione sull'A32 del Frejus è di nuovo interrotta. Alle 18, nei pressi dello svincolo di Chianocco, è prevista un'assemblea del movimento No Tav che dovrà decidere le azioni della serata e del giorno seguente. Intanto è stato rinviato a domani alle 12,30 il previsto incontro a Torino tra il prefetto e i sindaci che reggono la maggioranza in Comunità montana.


ORE 13,10 ---------------------------------
Circa 300 manifestanti restano assembrati a Chianocco sulle rampe d'accesso dell'autostrada, presidiata da decine di blindati delle forze dell'ordine: alcuni reparti sono rimasti sul posto per monitorare la situazione e ripulire la carreggiata dalle barricate, altri hanno proseguito in direzione Chiomonte per il cambio turno alla Maddalena.

ORE 12,40 ---------------------------------
Restano stazionarie le condizioni di Luca Abbà, che però non è ancora fuori pericolo. "Abbiamo dovuto sedarlo, altrimenti non avrebbe retto la terapia e il dolore procurato dalle ustioni - ha spiegato Maurizio Berardino, direttore dea del Cto - Il vero lavoro i sanitari lo hanno iniziato già alla Maddalena con i primi interventi del 118 che sono stati ben eseguiti". L'aspetto che desta maggiore preoccupazione è la necrosi dei tessuti muscolari interessati dal passaggio della scarica elettrica, che ha attraversato braccia e arti ma fortunatamente non il cuore. La grande quantità di tossine liberata sottopone i reni a un pericolo di intasamento: uno dei due reni ha subito un trauma e l'altro è pertanto sovraccarico. Venerdì Abbà verrà sottoposto ad una prima dialisi per evitare il sovraffaticamento del rene. Preoccupa meno invece il trauma cranico. Ha riportato anche lesioni ai due polmoni. Ora è intubato ed alimentato con una sonda. I medici non si sbilanciano su quando sarà svegliato. Fuori dal Cto c'è uno striscione di solidarietà, non ci sono invece manifestanti.

ORE 12,10 ---------------------------------
Idranti della polizia in azione per sgomberare la cinquantina di attivisti rimasta ad occupare l'autostrada a Chianocco. I reparti mobili erano arrivati in forze da entrambe le direzioni. Sull'A32 c'è solo più la polizia, mentre una ruspa è al lavoro per rimuovere le barricate. Incendiati alcuni copertoni. Circa 500 manifestanti presidiano ora la rotonda del Vernetto e la bretella di raccordo con la statale 24, dove il traffico viaggia a senso unico alternato. E' stata lanciata l'idea di spostarsi verso la piazza del mercato di Bussoleno per organizzare nuovi flash mob.

ORE 10,30 ---------------------------------
Restano gravi ma stazionarie le condizioni di Luca Abbà, che ieri in Clarea è caduto dal traliccio rimanendo folgorato da una scarica elettrica: è ricoverato in coma farmacologico all'ospedale Cto di Torino. Intanto in bassa valle proseguono i blocchi stradali. L'Autofrejus è rimasta bloccata tutta la notte e lo è tuttora: chiuso il tratto tra Avigliana ovest e Susa est in entrambe le direzioni, con barricate di ogni tipo allo svincolo di Chianocco. Bloccata anche la statale 25 in due punti, a Susa e a Chianocco, dove permane una lunga colonna di tir e veicoli fermi in direzione Borgone. Si viaggia invece sulla statale 24. Intanto alla Maddalena sono stati recintati tutti i sette ettari della futura area di cantiere del tunnel geognostico.

ORE 2,30 ---------------------------------
Notte di roghi, idranti e lacrimogeni in alta valle: come deciso nell'assemblea di lunedì sera a Chianocco, circa 150 No Tav hanno occupato l'autostrada all'altezza di Salbertrand con l'intenzione di impedire il cambio turno ai reparti di polizia e carabinieri in arrivo dall'alta valle e dalla val Chisone. Verso l'una le forze dell'ordine hanno utilizzato idranti e lacrimogeni per aprire un varco e quindi disperdere i manifestanti, che avevano costruito barricate improvvisate con cassonetti dei rifiuti e roghi. Stretti nella morsa tra i reparti in uscita e quelli in entrata, i No Tav sono stati costretti a cedere al cambio turno intorno alle 2,30. I manifestanti raccontano che alcuni di loro sono stati anche inseguiti dagli agenti delle forze dell'ordine fin dentro il centro abitato di Salbertrand, dove alcuni residenti hanno aperto le porte delle abitazioni offrendo loro un riparo.


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