Mercoledì 29: manganelli, idranti e lacrimogeni per sgomberare l'A32. "Caccia all'uomo" nelle vie di Bussoleno

Alta tensione a Chianocco dopo che 80 manifestanti erano stati portati via di peso dall'autostrada

29 Febbraio 2012 - 16:20

Mercoledì 29: manganelli, idranti e lacrimogeni per sgomberare l'A32. "Caccia all'uomo" nelle vie di Bussoleno

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ORE 23,30 -----------------------------
Almeno 700 persone all'assemblea al polivalente. Circolano voci (non confermate) di sette fermi, tra cui Nicoletta Dosio, segretario Prc di Bussoleno, e un arresto. Si susseguono le testimonianze, i No Tav raccontano di irruzioni della polizia in bar e pizzerie di Bussoleno. Si stima un centinaio di feriti di varia entità fra i manifestanti. Matura l'idea di proseguire i blocchi ad oltranza: lanciate mobilitazioni e blocchi in tutta Italia per le 18 di domani.

ORE 22 -----------------------------
I manifestanti si radunano nella piazza del mercato di Bussoleno, poi nel polivalente per "fare la conta" di feriti e fermati e per decidere come proseguire la protesta, che sembra tutt'altro che destinata a placarsi.

ORE 21 -----------------------------
Arrivano nuovi reparti di rinforzo sull'autostrada, ora occupata da centinaia e centinaia di poliziotti e carabinieri. Arriva anche un altro idrante. L'ordine è di sgomberare. Le forze dell'ordine spingono nel tentativo di avanzare, i manifestanti resistono, partono le prime manganellate. In contemporanea i primi getti d'idrante e una tempesta di lacrimogeni dall'autostrada verso i manifestanti pacifici che occupavano la bretella di collegamento tra le statali 24 e 25. La gente scappa, la polizia avanza. I candelotti dei lacrimogeni piovono sulla rotonda, arrivano addirittura nei cortili dell'azienda Sibille e delle case che si affacciano sull'incrocio del Vernetto. I No Tav rispondono lanciando i sassi bianchi dell'aiuola della rotonda. Continua la fuga lungo la statale 25 sia in direzione Bruzolo, sia verso Bussoleno. Nella via principale che attraversa Bussoleno si scatena la "caccia all'uomo". Arrivano tre ambulanze per soccorrere i feriti. Feriti anche tre agenti delle forze dell'ordine. Alcuni No Tav si trovano in stato di fermo.

ORE 20,30 -----------------------------
I manifestanti non accennano ad arretrare, la polizia ha l'ordine di sgomberare lo svincolo per favorire il ripristino della circolazione sull'A32. Arriva un'idrante che punta verso i manifestanti assembrati lungo la rampa.

ORE 20 -----------------------------
Dopo aver sgomberato completamente l'A32 dai manifestanti, ruspe in azione per ripulire la carreggiata dalle barricate mentre i poliziotti formano un cordone in punta alla rampa d'uscita in direzione Susa, lungo il margine della corsia. I No Tav sono ora assembrati lungo la rampa e nei pressi della rotonda di Chianocco e non hanno intenzione di andarsene: la polizia inizia a respingerli avanzando di qualche metro, ma tutta la rampa rimane occupata dai manifestanti.

ORE 18,30 -----------------------------

All'ultimatum intimato dal vicequestore comandante di piazza («Nel nome della legge, sgombrate l'autostrada»), i manifestanti si sono opposti con decisione e quindi sono stati portati di peso sul raccordo stradale che conduce al Vernetto di Chianocco. Cori e slogan da parte degli attivisti mentre le forze dell'ordine sgombrano la carreggiata della A32, ma non ci sono stati scontri: né sassaiole né manganellate. L'operazione è durata una mezzora. Non ci sono né feriti né contusi. Solo una manifestante ha accusato un malore, prontamente soccorsa da Davide Bono che è anche medico.

ORE 18 -----------------------------

In questo momento poco meno di un centinaio di manifestanti si sono sdraiati sull'autostrada, in mezzo alle due colonne di polizia e carabinieri sopraggiunte dai lati Susa e Torino. La situazione è tesa. Tra i dimostranti ci sono anche amministratori comunali come Rino Marceca (vicepresidente della Comunità montana) e Mauro Galliano (Assessore di S.Ambrogio), oltre al leader No Tav Alberto Perino, al sindacalista Giorgio Cremaschi (Fiom-Cgil) e al consigliere regionale grillino Davide Bono.


ORE 17 -----------------------------

Lanci di lacrimogeni e getti con gli idranti da parte delle forze dell'ordine. L'Autostrada del Frejus è stata sgomberata, ma molti attivisti (alcune centinaia) rimangono nei pressi dei raccordi che immettono sulla carreggiata. Al momento non si segnalano scontri.


ORE 15 -----------------------------

Ancora una giornata di tensione nei pressi dello svincolo autostradale di Chianocco, dove rimane bloccata l'A32 del Frejus. Chiusa al transito anche la statale 25, mentre si circola a rilento sulla statale 24 a S.Giorio. In mattinata un gruppo di giovani dimostranti avrebbe circondato una troupe del Corriere Tv e dopo essersi fatti consegnare parte dell'attrezzatura avrebbero tagliato le gomme all'automobile. Pronta le replica della categoria, che ha protestato con i sindaci all'uscita dall'incontro con il prefetto a Torino. Appello di Sandro Plano, presidente della Comunità montana, perchè cessino le intimidazioni nei confronti dei giornalisti, appello al quale si sono associati anche i sindaci. Interviene anche Davide Bono, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle: «L’incomprensione è nata dal fatto che i giornalisti, al loro arrivo, hanno incautamente abusato di una sirena bitonale in dotazione sul loro veicolo, probabilmente per aggirare i blocchi del traffico e raggiungere facilmente la “prima linea”. I manifestanti hanno chiesto loro di identificarsi, ma non c’è stato ferimento, né sottrazione di materiale. Le gomme del veicolo non sono state tagliate, come riportato in alcuni servizi ed articoli, ma semplicemente sgonfiate». Da registrare anche la presa di posizione dell'Associazione Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti piemontesi: «L’aggressione alla troupe di “Corriere tv” in Valsusa, che fa seguito a quella di lunedì scorso al collega della Stampa Marco Accossato, malmenato mentre stava raccogliendo informazioni sulle condizioni di salute di Luca Abbà, segna una ulteriore tappa nell’escalation di violenza nei confronti dei giornalisti da parte di frange del movimento No-Tav. L’Associazione Stampa Subalpina ricorda che il compito dei giornalisti, a maggior ragione in una vicenda complessa e delicata come quella della Tav, è quello di informare i cittadini con il massimo dell’obiettività. Per questo non possono essere accettate intimidazioni di sorta a maggior ragione da parte di un movimento che si è più volte si è appellato ai mezzi di comunicazioni per far conoscere le proprie ragioni. La libertà d’informazione è un valore assoluto, chi non rispetta questo principio si pone al di fuori delle regole democratiche».


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