EMERGENZA

Vaie colpita dal tarlo asiatico del fusto: primo focolaio in Piemonte

Insetto pericoloso per agricoltura e ambiente, innocuo per uomo e animali: già svolti i primi trattamenti

08 Agosto 2018 - 14:01

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Si chiama Anoplophora glabripennis, anche detto tarlo asiatico del fusto. Diciamolo subito: l'insetto è assolutamente innocuo per l'uomo e per gli animali, ma è fortemente nocivo per le piante. Un pericolo per l'agricoltura e per l'ambiente. I primi effetti, dai fori nella corteccia alla segatura presente a terra, sono ben visibili sugli aceri del parco giochi di Vaie, in via Martiri della Libertà, chiuso al pubblico dal 31 luglio e destinato a rimanere off-limits almeno fino all'autunno inoltrato, in attesa di capire come si evolverà la situazione. Parco giochi che, per la cronaca, era stato rimesso a nuovo soltanto un anno fa. La problematica è stata presentata stamattina in sala consiliare durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Enzo Merini, la vicesindaca Elisabetta Serra, i dottori Pier Mauro Giachino e Paola Gotta del settore fitosanitario della Regione, che stanno seguendo da vicino il caso, i carabinieri forestali e i primi cittadini di Sant'Antonino, Susanna Preacco, e di Chiusa San Michele, Fabrizio Borgesa, comuni limitrofi dove al momento non si segnala contaminazione.

La prima segnalazione è giunta venerdì 27 luglio da parte di una cittadina, che ha notato lo strano insetto con una certa curiosità, colpita dalla sua indubbia bellezza: è lungo 20-35 millimetri, possiede un colore nero brillante con macchioline bianche, antenne anulate e lunghe a bande bianconere. Lunedì 30 luglio gli ispettori fitosanitari della Regione hanno eseguito un primo sopralluogo rilevando la presenza dell'insetto e di numerosi fori sulle piante di acero presenti nel parco giochi. Della questione è stato subito interessato il Comune di Vaie, dove si è riunito un apposito gruppo di lavoro: una comunicazione ufficiale è stata inviata anche al ministero per le politiche agricole e alla commissione europea. Si tratta del primo focolaio in Piemonte: in passato il tarlo asiatico del fusto era già stato rinvenuto in Lombardia, Veneto e nelle Marche. Il problema, come detto, riguarda essenzialmente le piante, a cui l'Anoplophora glabripennis è in grado di provocare gravi danni poiché nella fase larvale vengono scavate gallerie all'interno dei fusti e dei rami principali: per questo motivo è soggetto ad una lotta obbligatoria sul territorio europeo in base alla Decisione di esecuzione 2015/893 del 9 giugno 2015. Le piante colpite sono generalmente le latifoglie, in particolare acero, albicocco, betulla, carpino, ciliegio, faggio, frassino, ippocastano, Katsura, koelreuteria, lauroceraso, nocciolo, olmo, ontano, platano, pesco, pioppo, salice, susino e tiglio.

A Vaie, per ora, è stata riscontrata la sua presenza su alcuni aceri ed un salice. «Quando inizia ad alimentarsi su una specie di pianta - ha spiegato la dottoressa Gotta - l'insetto continua poi a preferire sia quella specie, sia il nucleo di piante su cui ha iniziato a deporre le uova e a nutrirsi, rendendo dunque circoscritta la sua presenza: nella sfortuna della situazione, questo tipo di comportamento è una fortuna e permette di ipotizzare che l'eradicazione possa essere attuata». Regione, Ipla, Comune e carabinieri forestali hanno già messo in atto le prime misure di emergenza: giovedì 2 agosto è stato effettuato un primo trattamento insetticida in orario serale-notturno, grazie anche alla collaborazione dei volontari Aib; ne sono previsti altri due nelle giornate di domani, giovedì 9, e lunedì 20. Venerdì 3, inoltre, il professor Roversi del Crea-Dc di Firenze, istituto specializzato nella gestione delle emergenze fitosanitarie legate all'introduzione di "pests" alieni, ha svolto un sopralluogo per valutare il grado d'infestazione e le prossime strategie d'intervento. Sono state allertate tutte le aziende vivaistiche presenti nell'area demarcata e nei comuni limitrofi, mentre sugli aceri colpiti nel parco giochi di via Martiri sono state installate delle apposite trappole a feromoni. «Purtroppo tutto questo porterà inevitabilmente a decisioni drastiche e poco simpatiche, come l'abbattimento selettivo delle piante colpite - ha sottolineato il dottor Giachino - un sacrificio necessario per salvare il territorio dall'infestazione: se permettessimo all'insetto di agire indisturbato, potrebbe anche colpire l'intero Piemonte».

Il tarlo asiatico del fusto, nel caso di Vaie, potrebbe essere stato introdotto tramite legname di latifoglie o strutture per imballaggi: in base a quanto osservato dai tecnici, potrebbe essere presente sul territorio da circa tre anni. «Ci siamo naturalmente chiesti come possa essere arrivato fin qui dall'Asia - ha detto il sindaco Merini - l'unica ipotesi che ci è venuta in mente, senza addossare responsabilità a nessuno, ovviamente, è che si possa ricondurre al cantiere per l'ampliamento del supermercato Mercatò, vista la notevole presenza di pedane in legno e strutture per imballaggi durante i lavori, iniziati nel 2015 e conclusi nel 2017». Nelle prossime settimane proseguiranno i controlli sulle piante ospiti dell'insetto per avere una mappatura più precisa e delimitare sia il focolaio da eradicare, sia la zona cuscinetto: dovranno essere monitorate attentamente tutte le piante in un raggio di 100 metri da quelle colpite, ma i controlli proseguiranno comunque per tutto l'autunno nel raggio di un chilometro rispetto al limite esterno della zona focolaio, dopodiché si passerà agli abbattimenti e allo smaltimento del legname. Superata la prima emergenza, il monitoraggio da parte dei tecnici proseguirà almeno per i prossimi quattro anni. I cittadini sono invitati a segnalare la presenza dell'insetto al settore fitosanitario della Regione (011/ 4321473 oppure piemonte.fitosanitario@regione.piemonte.it): sono proibite potature, piantumazioni o taglio di piante in tutte le aree pubbliche e private, che potranno avvenire solo sotto la supervisione degli esperti della Regione. E contravvenendo alle normali regole di buon senso civico, l'invito dei tecnici è quello di schiacciare l'insetto qualora ne incontrassimo uno.

Marco Giavelli

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