CORONAVIRUS

Fabbriche ancora aperte: scatta la protesta

Primi scioperi spontanei, i sindacati: «Manca la sicurezza». Un contagiato alla Lear di Grugliasco, tre a Rivalta, quattro a Piossasco, uno a Beinasco

12 Marzo 2020 - 20:55

Fabbriche ancora aperte: scatta la protesta

Fa già discutere la mancata serrata degli stabilimenti industriali, non prevista dall’ultimo decreto del governo Conte. «In molte aziende, soprattutto dove non c’è la presenza strutturata del sindacato, c’è il mancato rispetto delle direttive di sicurezza emanate dal governo. In alcune aziende sono partiti gli scioperi spontanei dei lavoratori, che come sindacato abbiamo deciso di coprire. In altri casi molti lavoratori hanno deciso di tornare a casa perché non si sentivano garantiti nelle misure adottate dalle imprese».

La denuncia arriva da Fim, Fiom e Uilm. «Alcune aziende hanno deciso di usare la cassa integrazione e sospendere la produzione per alcuni giorni. Inoltre iniziano ad esserci diversi casi di lavoratori, di aziende metalmeccaniche, risultati positivi al tampone e che andando a lavorare prima di sapere l’esito, sono stati a contatto con altri colleghi. Da parte nostra stiamo continuando a fornire indicazioni per estendere il lavoro agile, sanificare tutti gli ambienti (sospendendo momentaneamente l’attività lavorativa), di dotare gli idonei strumenti di protezione e gli erogatori di prodotti igienizzanti, la gestione delle pause, delle mense e degli spogliatoi per evitare sovraffollamenti».

«Inizia ad esserci una situazione complicata da gestire all’interno dei luoghi di lavoro - sottolineano i tre sindacalisti Davide Provenzano, Edi Lazzi e Luigi Paone - I lavoratori sono giustamente allarmati e preoccupati di preservare la propria salute e quella dei loro famigliari. Avevano altre aspettative in merito ai provvedimenti presi dal governo, soprattutto pensavano che ci sarebbe stata più attenzione per coloro che sono maggiormente esposti in quanto lavorano in luoghi in cui la presenza di molte persone e il contatto diretto diventa inevitabile, nonostante tutte le precauzioni che vengono adottate. Siamo impegnati a tutelare le lavoratrici e i lavoratori, ma non possiamo essere lasciati soli e far gravare responsabilità sui rappresentanti dei lavoratori. Ecco perché chiediamo alla Regione di intensificare immediatamente i controlli degli ispettori del lavoro nel far rispettare le direttive emanate. Resta inteso che qualora non ci siano le condizioni del rispetto delle regole, ribadiamo che si devono sospendere le attività lavorative fino a quando non siano ripristinate le condizioni di sicurezza dei lavoratori».

Nel frattempo ci sono già alcune fabbriche in cui si registrano casi di contagio: risale a mercoledì il primo caso alla Lear di Grugliasco di un lavoratore ammalato. Allo stesso modo, nella notte fra lunedì 10 e martedì 11, è stato accertato un caso positivo alla Amazon di Torrazza e alcuni dipendenti sono stati contattati, secondo le procedure gestite dall’Asl, per seguire l’isolamento fiduciario. «In alcune fabbriche sono state chiuse le docce, ma questo tipo di provvedimenti, oltre ad andare contro il decreto governativo, non ha nessuna possibilità di contenere il contagio - accusa il capogruppo di Liberi Uguali Verdi in consiglio regionale Marco Grimaldi - Ma c’è dell’altro: ci risulta infatti che in alcune zone del Piemonte le misure per il contenimento nel settore del trasporto pubblico non siano del tutto efficienti. Occorre tutelare i lavoratori di questo comparto, sospendendo il servizio di biglietteria a bordo e facendo rispettare la prescrizione di mantenere le distanze di sicurezza di un metro dal posto guida, vietando all’utenza di sedersi a ridosso della stessa. In questi caso occorre che ci sia uniformità su tutto il territorio».

Intanto a Rivalta sono tre le persone risultate positive al Coronavirus dopo gli esami effettuati con il tampone. Nove persone sono in isolamento fiduciario nelle loro case, mentre altre cinque hanno concluso il loro periodo di quarantena. A Piossasco sono quattro le persone positive, di cui una è ricoverata in ospedale e tre in isolamento domiciliare, mentre altre quattro persone sono risultate negative ma si trovano in quarantena (isolamento fiduciario). Uno il caso positivo a Beinasco. In valle di Susa, oltre ai quattro contagi accertati nei giorni scorsi, uno dei quali a Chiusa San Michele, se n’è registrato un altro ieri: un uomo 80enne residente in alta valle è stato trasportato all’ospedale di Susa. Il bollettino contagi della Regione delle 19 di ieri sera parlava di altri quattro decessi in Piemonte riscontrati positivi al Coronavirus: si tratta di un uomo di 80 anni deceduto a Ciriè, una donna 81enne del Vercellese deceduta all’ospedale Maggiore di Novara, un 83enne vercellese deceduto a Vercelli e un uomo di 68 anni del torinese, deceduto all’ospedale Martini di Torino.

In Piemonte le persone risultate positive sono al momento 689. Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti: 209 a Torino, 70 ad Asti, 136 ad Alessandria, 48 a Biella, 33 a Cuneo, 48 a Novara, 29 a Vercelli e 23 nel Vco. I casi positivi provenienti da fuori regione sono 23, mentre 70 sono ancora in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoveri in terapia intensiva sono 107, in altri reparti 452, in isolamento domiciliare 103. Complessivamente i decessi sono 29. 29 sono anche i primi medici specializzandi universitari assunti per l’emergenza Coronavirus dalle Aziende sanitarie del Piemonte: 10 sono destinati alla Città di Torino, 2 alla Asl To3, 3 al San Luigi di Orbassano, 2 al Mauriziano, 1 all’Asl To4, 2 alla Asl Cn1, 1 al Croce Carle di Cuneo, 4 alla Asl di Asti, 1 alla Asl di Biella, 3 all’Asl di Alessandria. Al bando per il reclutamento di medici disponibili a prestare assistenza nelle Aziende sanitarie del Piemonte hanno già risposto in 150 ed ora le loro candidature sono al vaglio dell’Unità di crisi per l’assegnazione ai diversi presidi ospedalieri. Intanto, sul sito della Regione Piemonte è stato pubblicato ieri l’analogo bando per il reclutamento degli infermieri.

Paolo Paccò

su Luna Nuova di venerdì 13 marzo 2020

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