CORONAVIRUS

Gli asili nido privati: «Ora la Regione ci aiuti»

L’appello unitario: «Servono misure urgenti per noi e per le famiglie»

12 Marzo 2020 - 20:56

Gli asili nido privati: «Ora la Regione ci aiuti»

La chiusura delle scuole non produce danni solo alla didattica e all’educazione degli studenti. Mette in pericolo anche un settore economico importante, quello degli asili nido privati, che alleggeriscono il carico delle strutture pubbliche e rappresentano un aiuto fondamentale per le famiglie con mamma e papà che lavorano entrambi. Una piccola “industria” che ora vede minacciata la propria esistenza a causa della sospensione forzata dei servizi e di conseguenza delle rette, che danno reddito agli operatori e mantengono vivo il settore. Una situazione angosciante per le educatrici e gli educatori che ha indotto una folto gruppo di realtà della regione a lanciare un appello alle istituzioni, a cominciare dalla Regione.

«Chiediamo l’applicazione di misure urgenti e certe per noi e per le famiglie che ci affidano i loro bambini - spiega Valentina Belli, una delle titolari del baby parking “La Giungla dei Monelli” di Avigliana - Ad esempio estensione della cassa integrazione in deroga anche per gli educatori impiegati presso i nostri servizi; indennità per gli imprenditori titolari o soci di servizi educativi privati per la prima infanzia; sospensione del pagamento delle utenze; sospensione pagamento Inps e Iva; contributo economico per tutte le famiglie con bambini in età scolare e prescolare, indipendentemente dal reddito delle stesse, volto a sostenere il pagamento di rette di scuole o servizi educativi privati pur in assenza di servizio. Siamo certi che troverete le modalità di sostegno più idonee e compatibili con le risorse finanziarie regionali e statali che permetteranno di non far cadere in ginocchio noi e la nostra economia e di risollevarci non appena questo brutto momento sarà finito». La Belli poi, a nome dei colleghi di tutta la regione, ricorda che «mossi dal senso civico che ci contraddistingue, e avendo a cuore la salute dei nostri bambini e delle loro famiglie, ci siamo immediatamente adeguati alle ordinanze correlate all’emergenza epidemiologica da Covid-19, provvedendo all’immediata chiusura dei nostri servizi che, inevitabilmente, ha comportato non pochi disagi alle famiglie che si affidano a noi».

«Alla preoccupazione per la salute nostra e dei nostri cari si aggiunge però oggi anche quella per la situazione economica nostra e dei nostri dipendenti ai quali, malgrado l’impossibilità di prestare la propria attività lavorativa, ci sentiamo in dovere di garantire - prosegue - Abbiamo canoni di locazione, mutui ed utenze da pagare e, anche noi titolari, famiglie a cui dover provvedere. Nessuno, purtroppo, sa quanto durerà questa emergenza e non è corretto che questo finisca per distruggere economicamente le nostre attività, o che per sopravvivere il peso dei nostri costi finisca inevitabilmente sulle famiglie dei nostri bambini, costretti a pagare totalmente le rette pur in assenza di servizio - aggiunge - Le misure di cui si è trattato fino ad oggi sono prevalentemente rivolte ai fruitori dei servizi comunali e statali ed ai loro educatori, ma ci sembra doveroso che una mano sia rivolta anche a chi gestisce un servizio privato e a chi vi lavora, in quanto la nostra offerta formativa non è sicuramente inferiore a quella di tali servizi, che comunque non garantiscono oggi la copertura territoriale necessaria alla soddisfazione dei bisogni delle famiglie». Un appello condiviso da una settantina di piccole realtà distribuite in tutta la provincia e regione, che senza un sostegno pubblico ora rischiano seriamente di non poter più riaprire una volta che l’emergenza potrà dirsi archiviata.

Daniele Fenoglio

su Luna Nuova di venerdì 13 marzo 2020

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