PANDEMIA

S.Ambrogio: contro il Covid-19 un’altra paratona di Ramasotto

Sintomi blandi, poi il ricovero a Rivoli. La cura funziona, ora è in quarantena

27 Marzo 2020 - 07:39

S.Ambrogio: contro il Covid-19 un’altra paratona di Ramasotto

Fabio Ramasotto nei giorni scorsi ha parato il rigore più importante della sua vita, quello tirato dal numero 19 del Covid, la squadra invisibile. Classe 1965, il guerriero venuto dal calcio (portiere di lungo corso in quasi tutte le squadre della valle di Susa), metalmeccanico nella vita, oggi è fatalista: «Non ci sono certezze sul coronavirus. Per quanto uno si possa documentare, non ci sono certezze. Qualcuno dice che è una cosa naturale, qualcuno sostiene che può essere un prodotto di laboratorio. L’unica cosa certa è che a tutto questo non ne verremo mai a capo. Ma tant’è. Speriamo solo che finisca presto».

Primi sintomi giovedì 5 marzo: febbre a 37,5. La tachipirina serve a poco. Nessun problema respiratorio particolare. Una settimana di mutua con spossatezza e disidratazione. Quello che ha destato la sua preoccupazione è stata la mancanza di reazione dopo diversi giorni chiuso in casa: «In pratica il mio problema più grosso era la saturazione del sangue molto bassa: avevo pochissimo ossigeno nel sangue. Sabato 14 alle 10,30 ho chiamato l’ambulanza. Era come se avessi un cactus in gola (ride). Sono arrivati subito. Mi hanno portato all’ospedale di Rivoli in un reparto apposito, dopo il Pronto soccorso. Quando arrivi c’è un kit sigillato pronto per te: contiene i tamponi, le farfalline per le flebo e le siringhe. Tutto sterilizzato. Mi hanno valutato e mi hanno detto che il sospetto di coronavirus era alto».

Comincia la partita vera. «Ho trascorso due giorni sulla lettiga - racconta - Intorno a me infermieri e medici veramente bravi che non mi hanno fatto mancare niente. Per me sono stati degli angeli. Sono stati momenti duri perché in quel reparto ho toccato con mano tutta la desolazione degli anziani. Qualcuno di loro aveva il netto rifiuto di mascherine e ossigeno, altri sono stati addirittura sedati per essere curati. Mi hanno fatto flebo di antibiotici e di soluzione salina per reidratarmi. L’esito del tampone è arrivato due giorni dopo in tarda serata e ha confermato il coronavirus. Intanto la terapia antibiotica stava facendo effetto. In pratica in quattro giorni il mio corpo è riuscito a respingere il virus. Martedì sera mi sono fatto rispedire a casa». Giorni lontani da tutto, a cominciare dalla famiglia, moglie e figlio. «Avevo una tosse leggerissima. La lastra toracica hai evidenziato solo un piccolo focolaio. Dopo le dimissioni, a casa ho completato la terapia con gli antivirali. Ne ho presi di due tipi, li ho finiti martedì. Io la mia famiglia siamo in quarantena. Io vivo in una stanza. Non condividiamo gli spazi, non mangiamo assieme».

La quarantena durerà fino al 31 marzo, quando Ramasotto dovrà fare un nuovo tampone. Una volta ricevuto l’esito, ne servirà un altro per confermare la guarigione. In cosa consiste il tampone, precisamente? «Tre cotton fioc lunghi. Uno per narice, il terzo nella gola. Non è una cosa simpatica». Ormai di coronavirus è un esperto: «Una cosa che bisogna sapere è che non si sviluppa un’immunità: il virus lo puoi riprendere anche domani». Insomma, il pericolo è scampato, ma l’allerta rimane. Ora c’è il ritorno alla vita: «Per le cure e per tutti gli spostamenti dall’ospedale devo un grande grazie al sindaco Antonella Falchero, che si è prodigata per farmi avere a casa le medicine, difficili da reperire in commercio. Devo ringraziare anche il comandante dei vigili urbani e la Croce Rossa di Villardora che mi hanno portato a casa i farmaci. In tutto questo ho davvero ho avuto la conferma che il senso civico, la grande umanità e l’altruismo sono fondamentali ormai in una società che ha perso di vista i valori importanti della vita».

Fabio Ramasotto è noto in valle di Susa per i suoi trascorsi da portiere in diverse squadre. Ha iniziato nel 1986 nella Borgonese, dove ha giocato per otto anni. Poi Avigliana, Condove, Cva (Caprie Villaralmese), Bvs (Bassa Val Susa), Chiusa San Michele e Sant’Ambrogio. Ha chiuso la carriera a 41 anni ed è diventato preparatore di portieri. L’anno scorso era al Caselette. Il figlio Simone ha preso da lui: fa il portiere, gioca nel Rosta. Fabio Ramasotto pratica tennis, sci e gioca ancora a calcio con gli amici. Ha schivato pure un infarto quattro anni fa («Io con gli anni bisestili ho un problema...»). È un atleta guerriero che dice: «La vita va presa di petto, in tutte le situazioni. Tutti prima o poi siamo chiamati a combattere queste battaglie. In questo dobbiamo essere sempre pronti a lottare ed essere disposti ad accettare la nostra vulnerabilità, per trasformarla in forza».

Ugo Splendore

su Luna Nuova di venerdì 27 marzo 2020

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

Ultim'ora

#restiamoacasa: tutte le raccomandazioni da seguire

#restiamoacasa: tutte le raccomandazioni da seguire

SALUTE

Le strade di Rivoli ai tempi del Coronavirus

Le strade di Rivoli ai tempi del Coronavirus

EMERGENZA

S.Antonino: da lunedì 16 parte la spesa a domicilio per gli over 65

La centrale via Torino deserta, oggi pomeriggio

S.Antonino: da lunedì 16 parte la spesa a domicilio per gli over 65

EMERGENZA

Alpignano, l'asilo nido Don Minzoni sospende la rata di marzo

Alpignano, l'asilo nido Don Minzoni sospende la rata di marzo

EMERGENZA

Rivoli: pagamenti sospesi per zona blu, asili nido e trasporto scolastico

Rivoli: pagamenti sospesi per zona blu, asili nido e trasporto scolastico

CORONAVIRUS

Rivoli: alimentari e farmaci a domicilio per gli anziani

Rivoli: alimentari e farmaci a domicilio per gli anziani

EMERGENZA

Chiusa S.Michele: sostegno alle famiglie per le rette della scuola materna

Chiusa S.Michele: fondi dal Comune per le rette della scuola materna

EMERGENZA

M5S: «Avviare sperimentazione farmaci anti-Coronavirus anche in Piemonte»

M5S: «Avviare sperimentazione farmaci anti-Coronavirus anche in Piemonte»

MEDICINA

Rivalta: accertato un secondo caso di Coronavirus

Rivalta: accertato un secondo caso di Coronavirus

EMERGENZA