CORONAVIRUS

Valli e cintura: il contagio raddoppia in una settimana

Oltre 100 casi in val Susa, una quindicina in val Sangone, 95 a Rivoli. Ora l'ospedale di Susa può contare su 24 ventilatori polmonari

27 Marzo 2020 - 07:38

Valli e cintura: il contagio raddoppia in una settimana

Nell’arco di una settimana il contagio da Coronavirus è pressoché raddoppiato un po’ ovunque sul nostro territorio, valli e cintura. In sette giorni, in valle di Susa, i casi positivi sono passati da almeno una quarantina a oltre un centinaio: Susa, forse anche a causa della nutrita presenza di strutture sanitarie e socio-assistenziali, è certamente il comune più colpito, con 15 contagi, 2 decessi e una ventina di persone in isolamento fiduciario. A ruota troviamo Avigliana con 12 (5 in ospedale e 7 in isolamento domiciliare, 2 decessi, 1 guarito) e Condove con 10 (anche 2 vittime e 9 in isolamento fiduciario). Tra i comuni piccoli i più esposti sono sin qui Sauze d’Oulx con 10 casi e Borgone con 9 positivi e due decessi. 6 i casi registrati ad Almese, più un morto, 5 a Sant’Ambrogio, che conta anche una persona guarita. Due positivi a testa a Sant’Antonino (più 6 in isolamento fiduciario) e Bussoleno, sino a questo momento i meno colpiti tra i comuni più grandi.

Meno toccata sembra, almeno per ora, la val Sangone, allineata comunque sullo stesso trend di incremento dei contagi: a ieri erano una quindicina, di cui 6 a Giaveno (3 in ospedale, 3 in isolamento domiciliare e 16 in isolamento fiduciario) e altrettanti a Coazze. A Rivoli i casi sono cresciuti a 95, mentre continuano a non trapelare dati ufficiali da Collegno e Grugliasco. Curioso il dato di Alpignano, dove il commissario prefettizio ha comunicato ufficialmente che sin qui i contagiati sono pari allo 0,173 per cento dei residenti: considerando che, in base al censimento 2019, la città contava 16425 abitanti, i casi si aggirano sulla trentina. Una sessantina abbondante, infine, i contagi in cintura sud, con Rivalta e Beinasco i più colpiti a quota 18.

«L'Unità di Crisi divulghi i dati dei comuni»

Proprio sulla diffusione dei dati ufficiali, il consigliere regionale Pd Alberto Avetta chiede che il compito di diffonderli venga affidato all’Unità di Crisi della protezione civile e non ai sindaci, dopo aver raccolto le preoccupazioni di diversi amministratori locali, soprattutto dei piccoli e medi comuni, che non dispongono di strutture tecniche adeguate per un’emergenza così complessa. «I nostri sindaci si trovano anche loro in prima linea nell’affrontare l’emergenza Coronavirus - afferma Avetta - Tutti siamo consapevoli delle difficoltà organizzative di questo momento, ma non possiamo lasciare sulle spalle degli amministratori locali anche l’onere di comunicare ai cittadini i dati statistici dell’emergenza, ovvero il numero di positivi e di persone in quarantena. Per questo rivolgo un appello all’Unità di Crisi della protezione civile: perché non modificare le modalità di comunicazione dei dati statistici e, dopo averli preventivamente trasmessi ad ogni sindaco, non fornirli comune per comune, sollevando i nostri amministratori quantomeno da questa responsabilità e dalle problematiche che ne conseguono? Alcune Regioni, come l’Umbria e le Marche, lo fanno in modo formale e i dati si trovano sul sito della Regione, altre come la Valle d’Aosta li diffondono in conferenza stampa. Perché non farlo in Piemonte?».

Ospedale di Susa: 24 ventilatori

Una buona notizia, intanto, arriva dall’ospedale di Susa, dove le persone ricoverate per Coronavirus sono al momento 18. Il nosocomio è dotato da ieri di ben 24 ventilatori polmonari, di cui una decina già in funzione, a sostegno dei pazienti contagiati: una dotazione importante, in grado di rispondere alla forte richiesta di questi giorni. Le nuove apparecchiature sono entrate in funzione grazie alle prime donazioni legate alla raccolta fondi “Un aiuto per l’ospedale di Susa e della sua valle”, lanciata dal Comune di Susa per coinvolgere istituzioni, associazioni, attività produttive e cittadini: ai due donati dall’associazione Il Ponte e dall’Unitre, consegnati martedì, si sono aggiunti i 18 donati dalla sezione Ana val Susa e dalla sua protezione civile, due arrivati dalla fondazione Magnetto e altri due messi a disposizione dalla ditta fornitrice. «Agli sforzi organizzativi e di impegno professionale delle Asl, chiediamo possa essere affiancato un impegno delle comunità, proponendo questo progetto di raccolta fondi da dedicare all’acquisto e al noleggio di attrezzature mediche - afferma il sindaco di Susa, Piero Genovese - Invitiamo tutti a donare in base alle proprie disponibilità: con il contributo di tutti riusciremo a potenziare le attività nell’ospedale sia per rispondere a questa emergenza, sia per il futuro. Invito inoltre tutti i cittadini a non cullarsi sul fatto che i dati sui contagi in Piemonte possano sembrare in calo: sul nostro territorio l’onda è purtroppo in ritardo rispetto al resto della regione, quindi è impensabile abbassare la guardia. Anzi, c’è da aspettarsi un ulteriore incremento dei casi almeno ancora per una settimana: l’invito è dunque quello di rimanere sempre a casa».

Rianimazione di Rivoli: 19 posti letto

Negli ospedali di Rivoli e Pinerolo, come preannunciato la scorsa settimana, l’Asl To3 ha aumentato i posti letto per la Rianimazione e potenziato il personale sanitario in servizio per fronteggiare l’emergenza, dedicando tutte le risorse possibili alla cura dei pazienti Covid-19. I posti letto per la Rianimazione all’ospedale di Rivoli sono passati da 5 a 19. In pochi giorni, grazie all’impegno di tecnici, operai e di tutto il personale, è stato rimesso in funzione un vecchio blocco operatorio al settimo piano della struttura. I locali sono stati isolati, separati dall’attuale blocco operatorio e collegati con il reparto di Rianimazione, che si trova all’ottavo piano. All’ospedale di Pinerolo i posti letto di Rianimazione sono invece passati da 6 a 13. È stato anche incrementato il personale sanitario in servizio nell’Asl, in particolare con la proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza e con nuove assunzioni. Sono 190 i dipendenti di più: 26 medici, 74 infermieri, 87 Oss e 3 farmacisti. Fra questi, due medici e un infermiere che prestano servizio in modo volontario, a titolo gratuito. «Stiamo facendo tutto il possibile e dedicando tutte le nostre energie a fronteggiare questa emergenza, aumentando i posti letto di Rianimazione e impiegando le risorse a nostra disposizione - sottolinea il dottor Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3 - Voglio ringraziare ancora una volta tutto il personale sanitario, tecnico, amministrativo per lo sforzo incredibile a cui è chiamato in queste settimane e a cui non si è sottratto in alcun modo, nonostante la difficoltà della situazione».

Dormitori per il personale sanitario

L’Asl To3 sta inoltre allestendo sul territorio alcuni dormitori per il personale sanitario impegnato negli ospedali, che non può o preferisce non tornare nella propria abitazione durante il periodo di emergenza. È già stata attrezzata a Rivoli una prima struttura grazie all’impegno del sindaco Andrea Tragaioli e dell’amministrazione comunale, con l’aiuto operativo della Brigata Taurinense. I locali sono stati messi a disposizione dalla Croce Rossa di Rivoli, nella propria sede di via Lipari, e inizieranno a essere utilizzati da medici, infermieri e operatori sanitari dell’Asl nei prossimi giorni: sono state allestite 18 brandine complete di bagni e docce ed è disponibile una sala con tavoli, sedie, frigorifero, forno a microonde e bollitori per bevande calde.
Sarà pronto invece a partire da lunedì 30 marzo lo spazio messo a disposizione dalla Croce Rossa di Susa nella sede di via Cascina del Gallo a Bussoleno: ci saranno 20 posti letto dotati di servizi igienici, riscaldamento e cucina, che la Croce Rossa si sta occupando di predisporre in questi giorni. «Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo cercato una soluzione di questo genere, che potesse venire incontro a un’esigenza del personale sanitario impossibilitato a tornare a casa - aggiunge Boraso - Ringrazio la Croce Rossa, le amministrazioni e le associazioni che stanno dando il loro prezioso contributo in questo momento molto difficile».

Marco Giavelli

su Luna Nuova di venerdì 27 marzo 2020

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