EFFETTI CORONAVIRUS

Paralimpiadi: l’anno più lungo di Carola Semperboni

Da Borgaretto a Tokyo 2021 nel para-dressage: da quando disse «Voglio provarci» alla qualificazione con l’Italia

03 Aprile 2020 - 00:05

Paralimpiadi: l’anno più lungo di Carola Semperboni

di UGO SPLENDORE

Tokyo era dietro l’angolo. Ora si è spostata nel futuro: da agosto 2020 ad agosto 2021. Non è un soffio, non è un attimo. Ma Carola Semperboni, l’amazzone di Borgaretto che doveva andare alle Paralimpiadi giapponesi nel dressage con il magico cavallo Paul, quasi non fa una piega: «È giusto così. Prima la salute, poi lo sport. Vorrà dire che ci arriverò con più esperienza». Un anno utile per limare i difetti, no? «Guarda, i difetti più ne correggi e più ne trovi...». Parla come una veterana. Invece ha 16 anni, quasi 17, ed è una delle più giovani atlete di para-dressage al mondo. È letteralmente esplosa tra agosto e febbraio, mettendosi in luce nelle gare internazionali di Casorate Sempione e Rotterdam e conquistando il pass paralimpico con il team azzurro grazie alla bella prestazione di Ornago. A Tokyo 2021 ci arriverà da maggiorenne. E saranno 18 anni di convivenza con la diplegia congenita che ha sì colpito le sue gambe, ma che corre a nascondersi quando vede Carola sfoderare personalità e determinazione.

Quella danza sugli zoccoli

Carola Semperboni andava a cavallo perché le piaceva. Ha cominciato sui pony. Poi qualche anno fa si è imbattuta in un video della più brava di tutte nel paradressage high level, l’azzurra Sara Morganti, e ha detto: «Voglio provarci». E se all’inizio la regina Morganti, collezionista di titoli mondiali, europei e partecipazioni paralimpiche, sembrava inavvicinabile, la distanza tra lei e Carola si è così ridotta che ora sono compagne di nazionale. Gli altri componenti del team azzurro sono Federico Lunghi e Francesca Salvadé. Ci sono frasi di Carola che sono veri e propri manifesti dello sport paralimpico, messaggi d’incoraggiamento per tutto il movimento degli atleti disabili. La più famosa è questa: «Da disabile ho provato il significato di discriminazione, in ambito sportivo e anche nella vita quotidiana, quando gli altri ti sottovalutano. Sono riuscita a trasformare questa discriminazione nella mia forza. Da quando ho iniziato a montare in paradressage ho capito che questo sport era la mia carta da giocare. Grazie a questa disciplina ho guadagnato fiducia in me stessa. Il paradressage oggi è il mio obiettivo, il mio scopo». Con uno spirito così, scalare il ranking paralimpico per Tokyo era solo questione di tempo. Poi è arrivato il coronavirus e il tempo, invece di correre, si è quasi fermato. Carola, cosa fai in questi giorni così anomali? «Studio e mi alleno fisicamente. Frequento la terza superiore al liceo economico sociale, seguo le lezioni online. E poi ho un programma di potenziamento fisico da seguire, mi serve per la postura e per condurre bene il cavallo». Il dressage è una sorta di “danza” che cavallo e cavaliere effettuano con una musica in sottofondo e davanti a una giuria che valuta qualità e armonia dei movimenti, tutti basati su coreografie. Ci sono gli esercizi obbligatori e c’è un esercizio libero (freestyle) con coreografie concordate da cavaliere e allenatore. Il freestyle cambia praticamente a ogni gara, per portare qualcosa di nuovo e sorprendere la giuria.

Intorno a lei un team speciale

Avere un cavallo buono è fondamentale e Carola non ha dubbi: «Paul è il miglior cavallo che potessi avere», altra frase inossidabile dell’atleta di Borgaretto. Il coronavirus vi sta tenendo un po’ lontani... «Vero. Non lo vedo da una settimana. A noi atleti olimpici, quando è iniziata l’emergenza da Covid 19, erano stati concessi permessi speciali per continuare ad allenarci, sempre in condizioni di sicurezza. Ora, tra l’esigenza di rispettare le normative e il rinvio delle Paralimpiadi, ci vediamo un po’ meno». Paul è un cavallo di razza westfaliana (Germania), molto adatta al salto a ostacoli. E infatti Paul viene da questa disciplina. Carola e Paul si allenano quattro volte alla settimana al circolo ippico La Nuova Cerrina di Rivalta, gestito da 17 anni da Davide Cofanelli, che è anche il direttore sportivo della Scuola di Equitazione. Un luogo di agonisti: 140 iscritti, tre discipline (salto a ostacoli, completo e dressage), 44 paddock e altrettanti cavalli ai quali anche in questi giorni difficili non viene fatto mancare nulla. Porte chiuse, aree continuamente disinfettate. Per il personale sono giorni intensi. In mezzo a questi “straordinari” Davide Cofanelli trova il modo di parlare della fenomenale coppia paralimpica: «Conosciamo Carola da quando era bambina. È una di famiglia. Tutti le vogliamo bene, ma mica per la sua disabilità. Perché per noi è un esempio. Noi troviamo sempre una scusa quando le cose non ci riescono, lei mai. Cerca sempre di superare le difficoltà. Ha una determinazione che fa impressione». Poi un flashback, ai primi passi di Carola nel para-dressage: «All’inizio ero un po’ scettico, mi sembrava davvero un’impresa portarla ad altissimi livelli. Sa chi ha creduto più di tutti in lei? Il padre Claudio. Ci ha incoraggiati ad entrare in una piena dimensione agonistica». Intorno a Carola lavorano persone importanti: delle istruttrici Mara Gallizio, di Orbassano, e Martina Turchetti, di Villardora, fino a Francesca Cavagliá, rivolese, che la accompagna in gara e che cura finimenti e alimentazione del cavallo Paul. Infine c’è la veterinaria Christine Marchese. Chi cura l’immagine di Carola Semperboni è invece la giornalista comasca Marta Fusetti.

E poi c’è Paul, cavallo geniale

Cofanelli, vi aspetta un anno-extra di allenamenti. «Va bene così. Carola e Paul ci hanno dato entusiasmo. Per la prima volta il nostro team lavora ad altissimo livello: non ci sono gerarchie, siamo tutti importanti, e questo è stimolante. La nuova allenatrice di Carola, Laura Conz, ha portato una mentalità vincente, soprattutto sul piano dell’organizzazione, che giova anche agli altri atleti agonisti che si allenano da noi. Personalmente, è la prima volta che faccio un percorso insieme all’allievo e devo dire che sto imparando cose importanti ogni giorno».
E poi c’è Paul, un cavallo straordinario: «Noi lo chiamiamo Il Genio, tanto è intelligente. È sempre pieno di energia e vivacità. Quando arriva Carola, si quieta e comincia ad entrare in sintonia con lei». Carola conferma: «È sempre disponibile con me. È come se si adattasse al mio linguaggio di atleta disabile». Conclude Cofanelli: «Paul è coraggioso e furbo, un garista nato. In qualunque condizione, lui dà il meglio. Un fuoriclasse delicato: a volte mi viene da dire che accarezzerebbe con gli zoccoli un petalo di rosa».

su Luna Nuova di venerdì 3 aprile 2020

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

Ultim'ora

No Tav: Dana Lauriola prelevata dalla sua casa di Bussoleno e portata in carcere

No Tav: Dana Lauriola prelevata dalla sua casa di Bussoleno e portata in carcere

PROTESTA

Condove: ritrovato nella Dora il corpo dell'uomo disperso

Condove: ritrovato nella Dora il corpo senza vita dell'uomo disperso

DRAMMA

Smarino Tav a Susa: l'Unione montana dice "no" alla variante

Smarino Tav a Susa: l'Unione montana dice "no" alla variante

TORINO-LIONE

Rivalta, droga nell'auto: due gemelli in manette

Rivalta, droga nell'auto: due gemelli in manette

CRMINALITA'

No Tav, condanna per Dana Lauriola: «È una persecuzione politica»

No Tav, condanna per Dana Lauriola: «È una persecuzione politica»

PROTESTA

Condove: disperso un uomo di 79 anni, ricerche in corso

Condove: disperso un uomo di 79 anni, ricerche in corso

SULLA MONTAGNA

Collegno, da domani basta auto nel parcheggio della Gramsci

Collegno, da domani basta auto nel parcheggio della Gramsci

VIABILITA'

Alpignano, entro il 2021 poliambulatorio al Movicentro

Alpignano, entro il 2021 poliambulatorio al Movicentro

SANITA'

Almese: taglio dei parlamentari, quale risparmio e quali rischi?

Almese: taglio dei parlamentari, quale risparmio e quali rischi?

REFERENDUM