DIARIO DELL'EMERGENZA

Ecco il "crono-virus": un mese di decreti, ironia e stupidità

Dalle follie del mondo alle battute del web: politici in cerca di visibilità e la forza di un Papa a colloquio con Dio

07 Aprile 2020 - 00:08

Ecco il "crono-virus": un mese di decreti, ironia e stupidità

di UGO SPLENDORE

Stasera me ne sto un po’ a casa. Una frase che, tra ironia e realismo, condensa il primo mese d’isolamento italico. Era cominciato con gli arcobaleni sui balconi. “Andrà tutto bene”. Come no. Ed era proseguito con i concertini dal balcone, l’inno nazionale, un patriottismo nauseante. Dopo un po’ di morti, qualcuno fa notare che stona: dai smettiamola. L’Italia poco per volta si è silenziata. Ha colto il segnale, si è messa in casa a fare chiamate in chat, bruciare torte, studiare ricette, diffondere notizie senza manco verificarle e infine sfondarsi di bricolage. Ha conservato l’ironia, sfruttando gli assist dei continui decreti del premier Giuseppe Conte e delle notizie che arrivavano dal mondo. La più intrigante è stata la positività al coronavirus del leader inglese Boris Johnson, quello che diceva «Preparatevi a perdere chi vi è più caro» attirandosi le critiche di mezzo mondo. Poi arriva la notizia del suo test positivo e il web si scatena. Tutte le frasi sono riconducibili a questa: «Preparatevi a perdere anche chi non vi è caro». Geniale.

Insomma, è dal 10 marzo che proviamo a sorridere tra un aggiornamento e l’altro, tra speranza e ricaduta. Il virus ha infettato anche il tempo: giorni tutti uguali. Un limbo temporale, un tempo interrotto e transitorio verso un futuro che nessuno riesce ad immaginare. Siamo passati senza quasi accorgercene da epidemia a pandemia. Colpa dei cinesi («Li abbiamo visti tutti mangiare topi vivi», Luca Zaia, governatore del Veneto a una tivù privata, 29 febbraio)! No, sono gli americani! E allora i russi, zitti zitti? Alla fine un autorevole studio toglie ogni dubbio: ‘Il Covid è d’origine naturale’. Cioè: è troppo perfetto per esse un prodotto di laboratorio. Allora, tutti d’accordo? Bene. Non ne parliamo più. Colpa dei pipistrelli! Colpa dei pangolini! Altri due focolai di riflessione. Il primo. Ormai tira più un coronavirus che un surriscaldamento globale. Greta Thunberg, donna più matura di tante, si mantiene in disparte. Cosa che non riesce a Matteo Salvini e Matteo Renzi, impegnati a risalire nel gradimento. Per dire: Salvini è quello che il 27 febbraio diceva «Riapriamo tutto quello che c’è da riaprire» e il 9 marzo diceva: «Chiudere tutto subito». Renzi, tu non ridere che ce n’è anche per te. Più avanti. Il secondo. Spariti i No Vax. Se senza un vaccino siamo messi così, pensa che mondo sarebbe senza vaccini. Sicuramente più spopolato. Chiedere a Boris Johnson cosa pensa oggi dell’epidemia di gregge.

Ed ecco com’è andato, semi-seriamente, questo primo mese di coronavirus.

10 marzo
Parte l’emergenza. Gli italiani si fiondano a fare la spesa. Stavolta vanno bene anche le penne lisce.

14 marzo
Ironia memorabile dal web: «Non temo tanto questo periodo in sé, quanto il film che ne trarrà Paolo Sorrentino».

19 marzo
Chi l’ha detto che si deve fermare il calcio? In Bielorussia parte il campionato. Il presidente Aleksandr Lukashenko ai giocatori: «Fate molta sauna, bevete tanta vodka e lavorate tanto per uccidere il virus nei vostri organismi». È tutto vero. E comunque vi terremo aggiornati sui risultati della Vysshaya Liga, iniziata con il 3-1 dell’Energetik Bgu al Bate Borisov.

21 marzo
Il giornalista (parolona) Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta, incalza Medici senza Frontiere con un video sulla sua pagina Facebook. «Sono scomparsi. C’è bisogno di loro stavolta, anche se non c’è politica, anche se non c’è propaganda, anche se non ci sono le televisioni internazionali a propagandarne il lavoro». Medici senza Frontiere lo incenerisce subito: «Siamo in azione da più di una settimana sul territorio italiano per supportare la risposta del governo, in particolare nel Lodigiano». E allora Emergency? Domandano i duri del web. A Milano e Brescia Emergency consegna pasti, farmaci e beni di prima necessità agli anziani e a chi è in quarantena, lavora nelle strutture di accoglienza per chi una casa non ce l’ha e per i minori non accompagnati. E infine dà una mano agli ospedali di Brescia e Bergamo. Tante altre organizzazioni non governative internazionali aiutano l’Italia: ventilatori polmonari alla Lombardia, un ospedale da campo a Cremona, didattica online per bambini, aiuti ai braccianti in Puglia e ai clochard delle stazioni di Roma.

22 marzo
Belshina-Fc Minsk 1-3. Slutsk-Slavia Mozyr 3-1. A voi la linea.

23 marzo
Si gioca anche il campionato di calcio in Nicaragua. Il Managua Fc batte la Juventus Managua 4-2 nel derby. Vi terremo aggiornati anche sui risultati della Liga Primera.

25 marzo
Il Principe Carlo d’Inghilterra positivo al coronavirus. Web scatenato sull’highlander Regina Elisabetta. Sintesi: «Quella ci sotterra tutti».

27 marzo
Papa Francesco prega da solo in una piazza San Pietro vuota e lustra, sotto un cielo romano da cartolina che passa dal blu al buio. Un evento senza precedenti. Parole consegnate ai libri di storia: «Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda». Una piazza immensa, un’umile macchia bianca: la finitezza dell’essere umano va in mondovisione.

28 marzo
Oh no. Matteo Renzi (Italia Viva) a Sky: «Serve piano per la riapertura ora. Serve attenzione e gradualità. Ma bisogna riaprire fabbriche e poi scuole». Gli altri politici lo pungolano, gli scienziati lo stroncano. Il virologo Roberto Burioni: «La situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve».
La notte, subentra l’ora legale. Un’ora in più di luce. Trauma su trauma.

29 marzo
Matteo Salvini alla trasmissione di Barbara D’Urso a un certo punto recita l’eterno riposo insieme alla conduttrice per le vittime italiane del coronavirus. Uno dei punti più bassi della storia della televisione. L’indignazione corre sul web il giorno dopo. Ma chi dovrebbe essere davvero indignato? I cattolici. Allora diamogli la parola. Don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana: «Un’inaccettabile strumentalizzazione. Più che una vera preghiera per le persone che soffrono mi è sembrata una ricerca di visibilità. Sciacallaggio nel senso di approfittare della situazione per avere visibilità, in questo senso sì. Una preghiera sentita arriva a Dio senza bisogno che venga usata la tv». Di fatto, l’episodio amplifica lo scontro tra un cattolicesimo integralista e torbido (che vede Papa Francesco come un eretico) e un cattolicesimo che non vuole farsi strumentalizzare e che considera la preghiera un fatto intimo e privato. A voi la scelta.

30 marzo
Oh no. Nicola Zingaretti, leader del Pd, annuncia: «Sono guarito dal coronavirus». Dai festeggiamo, tutti a casa mia!
Intanto l’Albania manda 30 tra medici e specialisti. Serve aggiungere altro?

1 aprile
Chinandega-Juventus Managua 4-0. Sabanas-Real Madriz 2-1. A voi la linea.

2 aprile
Il Maria Pia Hospital di Torino è il primo ospedale del Piemonte a utilizzare le maschere da snorkeling full-face prodotte da Decathlon e riadattate a respiratori per pazienti Covid-19. «Queste maschere - spiega Sebastiano Marra, direttore del dipartimento cardiovascolare dell’ospedale - vengono impiegate sui pazienti in deficit di ossigeno, ma anche sui pazienti estubati e in tutti i pazienti con polmonite di grado intermedio che non necessitano di intubazione. Il grande vantaggio di questi dispositivi è che permettono un alto flusso di ossigeno senza dispersioni: grazie alla valvola d’emergenza brevettata e stampata in 3D, utilizzano 15 litri di ossigeno al minuto contro i 30 dei respiratori tradizionali, a parità di effetti terapeutici». È stato l’ingegnere Cristian Fracassi, dell’azienda Issinova, nel Bresciano, a trasformare le note maschere da snorkeling in un fondamentale dispositivo salvavita, su iniziativa dall’ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia, Renato Favero.
Intanto gli italiani si confermano grandi podisti e continuano ad uscire di casa per correre. Un fotomontaggio (geniale, che condensa il pensiero di molti amministratori) in un parco di Buccinasco (Milano) attribuisce al sindaco questa frase: «Quanto è vero Iddio, se quando finisce la pandemia non vi vedo correre, vi prendo a calci in culo». Medici e autorità l’hanno spiegato bene: non è tanto il rischio di assembramento («Vado a correre nei boschi, io!») quanto i possibili infortuni che possono richiedere cure ospedaliere. Oggi gli ospedali sono intasati.

3 aprile
Confermato il decreto scuola: «Nessuno studente sarà bocciato». Bene così. La figlia dei miei vicini ha smesso di suonare il flauto. Cina. Allerta a Wuhan, epicentro della pandemia: «Restate in casa». Cos’è, un pesce d’aprile ritardato? No, è vero.

4 aprile
Matteo Salvini a Sky chiede «...di entrare nelle chiese come si entra in numero limitato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere». E niente, non ce la fa a stare lontano dalla religione. Messaggio dello show-man Fiorello con una diretta Twitter: «Opinione personale: si può pregare anche in casa, anche dal bagno. La preghiera non ha bisogno di un luogo. I musulmani non cercano una moschea quando è ora di pregare. Si inginocchiano verso La Mecca e pregano, ovunque si trovino».

5 aprile
La supersfida del campionato bielorusso Energetik Bgu-Fc Minsk finisce 2-0. Energetik in vetta alla classifica a punteggio pieno (9). Comincia anche il campionato in Tagikistan. C’è una squadra dal nome poetico: Lokomotiv Pamir. Fa 2-2 con il Faizkand. Vi terremo aggiornati anche su questo campionato. Ormai è un lavoro.

su Luna Nuova di martedì 7 aprile 2020

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