EMERGENZA

Al Caat di Grugliasco: combattere il virus tra frutta e verdura

Il lavoro continuo nel Centro agroalimentare: sanificazioni e mascherine per garantire le forniture ai mercati

10 Aprile 2020 - 00:46

Al Caat di Grugliasco: combattere il virus tra frutta e verdura

di PAOLO PACCÒ

Serve non solo Piemonte e Valle d’Aosta, ma anche gran parte della Liguria e del sud della Francia. In strada del Portone a Grugliasco continua a funzionare a pieno organico il Centro agroalimentare, il terzo per importanza in Italia dopo quelli di Roma e di Milano. Un vero e proprio “paese” che sfiora i mille abitanti. L’approvvigionamento di frutta a verdura resta una delle priorità legate all’emergenza da Coronavirus. E dal 7 marzo, data del primo decreto che imponeva restrizioni per cittadini ed aziende, il Caat si è attrezzato per svolgere la sua attività rispettando le norme di sicurezza. «Facciamo interventi di sanificazione tre volte alla settimana - sottolinea il presidente Marco Lazzarino - Continuiamo ad operare regolarmente, garantendo, così, la fornitura di prodotti ortofrutticoli freschi ai mercati e supermercati di Torino e del Piemonte». Sono un’ottantina le aziende ortofrutticole oltre a circa 150 produttori locali che operano all’interno degli oltre 500mila metri quadri su cui si estende la struttura. «Abbiamo distribuito circa 2mila mascherine al personale che opera all’interno, invitando i titolari delle varie attività presenti ad adottare tutte le misure previste».

Misure severe per la sicurezza

Sanificazione ed igienizzazione costante di tutti gli spazi ad uso comune distanziamento tra le persone, utilizzo di mascherine e guanti, utilizzo di dispositivi igienizzanti per le mani. Come avviene inoltre nei supermercati, dagli altoparlanti posizionati all’interno dei padiglioni, vengono ripetuti gli inviti ad osservare le distanze di sicurezza. La società monitora, inoltre, costantemente la situazione ed è pronta ad introdurre misure ancora più restrittive, qualora vengano ritenute necessarie per poter conciliare la prosecuzione delle attività (che costituiscono un servizio essenziale per la collettività) con la sicurezza dei propri lavoratori. «Quest’ultimo periodo - precisa Lazzarino - è stato contraddistinto da alcuni fenomeni nuovi. Il primo, sicuramente, è stato rappresentato dal decremento degli accessi al mercato da parte degli acquirenti. I loro accessi si attestano, infatti, a circa il -40 per cento rispetto a quelli rilevati nello stesso periodo del 2019. Tale diminuzione può facilmente essere spiegata alla luce delle restrizioni che sono state imposte ai mercati rionali e che, conseguentemente, hanno determinato un minor afflusso di ambulanti presso il Caat».

Una flessione non così definita, tanto che l’altra notte tra gli stand c’era il tutto esaurito. Un calo dovuto essenzialmente al fatto che a Torino sono stati sospesi o ridotti in modo importante tutti i mercati rionali. In aumento sono invece le richieste da parte della grande distribuzione. «Da parte del pubblico è aumentata la richiesta in particolare della frutta che contiene vitamina C, ritenuta importante per accrescere le difese immunitarie». L’incremento delle forniture che, talora, si realizzano senza la presenza diretta di compratori al Caat attraverso sistemi di acquisto telematici che non richiedono la presenza fisica.
«Per quanto riguarda la disponibilità e la qualità dei prodotti ortofrutticoli - aggiunge Marco Lazzarino - la situazione risulta assolutamente normale. Non si segnala, infatti, nessun tipo di problematica dal punto di vista degli approvvigionamenti dei prodotti e la qualità degli stessi resta elevata. Rileviamo, in particolare, che è aumentato l’approvvigionamento di prodotti della produzione nazionale italiana, a scapito dell’importazione dall’estero».

Un occhio attento ai prezzi

Altro tema cui il Caat è da sempre molto attento è quello riguardante il rilevamento e la trasparenza dei prezzi. Non tutti sanno che il centro agroalimentare di Grugliasco è dotato di un sistema di rilevazione dei prezzi (all’ingrosso), che vengono pubblicati quotidianamente sul sito web (www.caat.it) e che sono accessibili liberamente da tutti. «In questo senso il nostro sistema di rilevazione dei prezzi è un valido strumento di calmieramento e trasparenza dei prezzi. Abbiamo, inoltre, registrato aumenti significativi di alcuni prodotti, a seguito di un’accresciuta domanda, avvenuta, talora, in concomitanza con la conclusione della stagione e, quindi, con la conseguente minore disponibilità dei prodotti in questione. I prodotti che hanno subito i maggiori aumenti sono stati: agrumi (arance, limoni, clementine), cavolfiori, broccoli, peperoni, fagiolini, melanzane. Altri prodotti, invece, non hanno subito aumenti significativi e, anzi, in taluni casi hanno visto un calo dei prezzi come fragole, finocchi, carciofi».

Donati prodotti ai medici "eroi"

Ci sono poi casi davvero particolari, come quello degli asparagi. Una settimana fa all’ingrosso quotavano circa 3 euro al chilo. Mercoledì sfioravano gli 8 euro. Impennata spiegata in buona parte dalla mancanza di mano d’opera, in particolare in alcune regioni del sud insieme a diversi rallentamenti dovuti alla logistica. La maggior parte dell’attività si svolge di notte, ma si stanno valutando nuove soluzioni per rivedere l’organizzazione in modo da spostare buona parte delle mansioni in orario diurno. «Abbiamo già iniziato una serie di sondaggi tra i nostri operatori - precisa il presidente - L’obiettivo è quello di rendere più facili i controlli che effettuiamo quotidianamente con il nostro personale mentre fino ad alcuni anni fa potevamo contare sul supporto delle forze dell’ordine».

Ed oltre all’aspetto organizzativo, l’emergenza Coronavirus ha visto il Caat in prima linea anche per quanto riguarda la solidarietà. «Abbiamo aderito alla campagna social #aiutiamochiaiuta, donando oltre 3mila chili di prodotti agroalimentari a favore del personale medico e paramedico di cinque ospedali di Torino e provincia tra cui il San Luigi di Orbassano, impegnati in prima linea nel contrasto al Covid-19. Questa iniziativa è stata resa possibile grazie alla generosità dell’Associazione grossisti ed a quella di un operatore della logistica». Così, in un momento di forte emergenza sanitaria, il Caat ha dimostrato di essere una componente viva e vitale della comunità di cui fa parte e di svolgere un ruolo di primaria importanza, oltreché di interesse generale.

E i pacchi al Banco Alimentare

«Abbiamo inoltre deciso di approfondire e potenziare il tema delle donazioni, considerando che, ogni anno, i grossisti che operano da noi donano oltre 400mila chili di prodotti al Banco Alimentare». In questo periodo di particolare difficoltà sociale è stato intensificato il numero di prelievi da parte dei volontari del Banco, i quali si recheranno al centro agroalimentare cinque giorni alla settimana. E nei prossimi giorni saranno tra i partner dell’iniziativa varata dal Comune di Torino per distribuire pacchi alimentari alle famiglie più bisognose. Non solo scatolame e prodotti confezionati quindi, ma anche frutta a verdura fresche.
«Caat ha un grande cuore - conclude Marco Lazzarino - e di ciò sono particolarmente orgoglioso. Per ringraziare tutti i grossisti che hanno aderito all’iniziativa benefica, ho voluto far affiggere due grandi cartelloni all’ingresso dell’edificio nel quale si trovano le aziende dei grossisti, in modo tale che, arrivando ogni notte al lavoro, sappiano che la loro generosità è riconosciuta ed apprezzata da tutta la comunità».

su Luna Nuova di venerdì 10 aprile 2020

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