CORONAVIRUS

Chilometri zero: le agenzie sperano nell’Italia e nell’estate

Viaggi e viaggiatori: il 2020 è l’anno "orribile". Settore vicino al collasso: «Tante notizie false, ma i clienti non ci abbandonano»

21 Aprile 2020 - 00:23

Chilometri zero: le agenzie sperano nell’Italia e nell’estate

di UGO SPLENDORE

Tra i settori più colpiti dal lockdown, quello turistico rischia di fare un buco grosso come un cratere nel Pil italiano. Il turismo copre il 13% del nostro tesoro. Ebbene, con il crollo dei viaggi e degli spostamenti, la voragine è servita. È un momento durissimo per le agenzie di viaggio, che rischiano di perdere il 90 per cento del fatturato rispetto al 2019: nei prossimi mesi subiranno un fortissimo stress finanziario, sia per via dei rimborsi ai clienti dei viaggi annullati (mentre invece i rimborsi dai fornitori arriveranno distillati), sia per la recessione che colpirà gli italiani privandoli dei soldi destinati allo svago e al viaggio.
In aiuto delle agenzie, dei tour operator e delle imprese turistico-ricettive si è mosso il Governo con il decreto salva-turismo che ha portato alla sospensione fino al 30 aprile dei versamenti dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali, e soprattutto con la disposizione del rimborso (anche attraverso voucher) per chi non ha potuto viaggiare o usufruire di pacchetti turistici. Ma ci vorrà ben altro per salvare le agenzie dal tracollo.

Quando un decreto non basta

Spiega Manuela Maiorano della Kindness Tour di Bruino: «Stiamo vivendo una fase molto delicata. Per ora si lavora ai rimborsi dei tour operator che emettono voucher equivalenti al valore dell’acconto o del saldo. La nostra categoria farà richiesta di farli partire non da adesso, ma dalla data di riapertura di tutte le attività. E chiederemo anche che il voucher sia cedibile, per aiutare chi non potrà viaggiare per problemi economici. La nostra categoria è stata una delle prime a chiudere e probabilmente sarà tra le ultime a ripartire: mi auguro che il Governo lo capisca e studi altri interventi su un settore ormai al collasso».
Un presente pieno di grane, ma anche di sensibilità: «In questo momento siamo noi delle agenzie a metterci la faccia, perché ci troviamo tra chi chiede rimborsi e chi rischia di non poterne dare. Molti clienti ci hanno detto: tenete pure l’acconto, non c’è bisogno di rimborso. In un periodo come questo un po’ di empatia con il cliente è davvero quello che ci vuole. L’aspetto solidale e umano delle persone ci aiuta a livello mentale e un po’ anche economico». Infine, una presa di posizione determinata nei confronti di alcune associazioni di consumatori: «Fin da prima del lockdown abbiamo visto avvocati scatenati per lucrare sui rimborsi. C’è un decreto-legge, molto chiaro: è dunque inutile fare speculazioni sui rimborsi e dare false informazioni ai consumatori. Alcune associazioni non si sono dimostrate affatto serie. Va ricordato che molti tour operator hanno riportato indietro italiani dall’estero a inizio pandemia, facendolo a proprie spese».

Tra voucher e Farnesina

Tra questi ci sono i colleghi della Valsangone Viaggi di Rivalta. Il titolare Roberto Perotto: «Vero. C’è stato molta fibrillazione quando è scattato il lockdown. Il 7 marzo c’era ancora gente che partiva. Abbiamo fermato dei clienti mentre andavano a Milano Malpensa, dovevano partire per Zanzibar. Siamo stati in stretto contatto con la Farnesina per aiutare i turisti a rientrare. Come se non bastasse, dovevamo rispondere ai dubbi sui rimborsi da parte dei clienti ai quali era saltato il viaggio».
Roberto Perotto gestisce Valsangone Viaggi dal 1993. L’agenzia è chiusa dal 13 marzo: «Una situazione così non si era mai vista, né dopo l’11 settembre, né dopo gli attentati terroristici in Francia. Al momento gestiamo soprattutto la questione rimborsi facendo da tramite tra cliente e tour operator. Una situazione spinosa, ma fa parte del nostro lavoro. Il cliente se si arrabbia lo fa con noi e non con il tour operator. Dobbiamo saper mediare. Abbiamo notato che almeno l’80 cento delle compagnie aeree estende la validità dei biglietti, almeno è un buon segnale».

Valsangone Viaggi serve una clientela mista. C’è il blocco storico di clienti della terza età, ma anche giovani che cercano voli low-cost e crociere: ora non chiama nessuno. «Un paio di giorni fa mi è stato chiesto un preventivo per la Puglia in estate - racconta Perotto - Speriamo di salvare la stagione grazie all’Italia, sfidando il fai da te di molti che per raggiungere mete italiane si mettono su internet e prenotano da soli albergo e spostamento. Quando riapriremo, penso che per un bel po’ dovremo soltanto dare consigli». Serrande abbassate, lavoro da casa. Questo stanno facendo titolari e dipendenti delle agenzie viaggi. Sui profili social imperversa “Come visitare il mondo dal divano”: una rassegna di luoghi meravigliosi per tenere acceso il sogno del viaggio. La realtà, fuori, è invece da incubo. Confturismo e Confcommercio stimano che dal 1° marzo al 31 maggio ci saranno 31,6 milioni di turisti in meno in Italia, per una perdita stimata di 7,4 miliardi di euro. Confindustria viaggi, l’associazione che rappresenta i tour operator italiani, prevede per tour operator e agenzie di viaggio un ritorno alla normalità solo nel 2021. A causa del Covid-19, le imprese italiane potrebbero perdere tra i 270 e i 650 miliardi di fatturato nel biennio 2020-2021.

«Il turismo sarà diverso»

Sono dati che non fanno certo dormire sonni tranquilli Stefano Maniaci, titolare di “Partiti & Contenti” di Sant’Antonino, che da 12 anni lavora soprattutto su gruppi e comitive, con uno zoccolo duro di pensionati che amano viaggiare insieme: «Le prime normative del Governo ci hanno tutelato, ma servirà qualcosa di più. Certo è che il turismo nel futuro prossimo sarà diverso. Sugli autobus si salirà in 25 anziché in 50, stessa cosa per treni e aerei. In questo momento stiamo lavorando sulle cancellazioni progressive dei servizi. Alcuni operatori sono più rapidi di altri nel rimborsare. Ryanair in cinque giorni rimborsava il biglietto emesso, ora dice che lo farà a fine crisi. Propone un cambio data, cosa che al cliente non piace granché».
“Partiti & Contenti” ha cinque dipendenti, che ora vedono buttato a mare il lavoro di mesi e che attendono con ansia la ripartenza: «I viaggi che si svolgono a marzo - spiega Maniaci - vengono preparati fin da dicembre. Quindi, bruciando quei tre mesi di lavoro, abbiamo una sorta di perdita retroattiva. Ora stanno saltando i viaggi di nozze, anche perché molti hanno fatto slittare il matrimonio. La ripresa? Sarà complicato pensare ad una vacanza all’estero, anche perché noi italiani rischiamo di non essere graditi per via dei tanti contagi subiti nel nostro Paese. Vorrà dire che sarà la volta buona di concentrarsi sull’Italia e scoprire le sue bellezze».

Ripartire dalle valli vicine a casa

Specialista in Stati Uniti ed Emirati Arabi, Freedom Travel di Chiusa San Michele ha invece una clientela più settoriale: quella dei viaggi per lavoro e business. Spiega il titolare Riccardo Carlesso: «Siamo bloccati da metà febbraio, quando si sono chiuse le frontiere per noi italiani. Avevamo lavorato molto in previsione del Salone dell’auto di Ginevra, che però è saltato, come pure sono saltati tanti voli per Dubai e New York. Sui rimborsi devo dire che ci sono state tante notizie fuorvianti: il rimborso in denaro non dipende da noi delle agenzie, ma dai tour operator e dalle loro linee. I nostri clienti più fedeli hanno capito subito questo discorso. Qualche problema in più l’abbiamo avuto con i crocieristi, che invece non hanno accettato di buon grado il voucher. Il voucher lo fanno anche Trenitalia e Italo: è una soluzione che potrebbe salvare gli operatori e le aziende».
Riccardo Carlesso gestisce questa agenzia da cinque anni: «Non posso fare paragoni con la crisi del 2001 perché non l’ho vissuta. Però che sappia io il turismo è ripartito subito: poco, ma si lavorava. Oggi invece è impossibile individuare un luogo sicuro e raggiungerlo. Il 2020 sarà un anno davvero orribile. Noi guardiamo al turismo outdoor: proveremo a portare la gente a scoprire le particolarità delle valli, compresa la nostra, magari con trekking a bassi costi e con iniziative particolari. Potrebbe essere un primo passo verso il rilancio».

su Luna Nuova di martedì 21 aprile 2020

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Chiusa S.Michele: auto in fiamme stamattina in via XXV Aprile

Chiusa S.Michele: auto in fiamme stamattina in via XXV Aprile

INCENDIO

"Val Susa dal Vivo": alta e bassa valle si candidano per un'estate di cultura

"Val Susa dal Vivo": alta e bassa valle si candidano per un'estate di cultura

RASSEGNA

Da oggi Piemonte "zona arancione", ecco cosa si può fare

Da oggi Piemonte "zona arancione", ecco cosa si può fare

CORONAVIRUS

Grande Zacchetti: il giavenese (38°) è il primo degli italiani alla Dakar 2021

Grande Zacchetti: il giavenese (38°) è il primo degli italiani alla Dakar 2021

MOTORI

Pinerolo super: il derby rimane un tabù per il Barricalla Cus Torino

Pinerolo super: il derby rimane un tabù per il Barricalla Cus Torino

VOLLEY - SERIE A2

S.Antonino: in piazza Libertà un "selfie point" creato dal Tarlo

S.Antonino: in piazza Libertà un "selfie point" creato dal Tarlo

TURISMO

Tragedia, maestro di sci di Susa muore travolto dalla valanga

Tragedia, maestro di sci di Susa muore travolto dalla valanga

IN FRANCIA

Tre focolai nei giro di pochi metri, l'ombra del piromane tra Chianocco e S.Giorio

Tre focolai nei giro di pochi metri, l'ombra del piromane tra Chianocco e S.Giorio

INCENDIO

Alcar di Vaie: proroga concordato preventivo e manifestazioni di interesse sul tavolo

Alcar di Vaie: proroga concordato preventivo e manifestazioni di interesse sul tavolo

OCCUPAZIONE