EMERGENZA

Il peso del virus: la fila delle palestre saltata dalla "fase 2"

Tre titolari e il momento critico del fitness. Da Avigliana a Susa, una sola speranza: «Riaprire il prima possibile»

27 Aprile 2020 - 23:32

Il peso del virus: la fila delle palestre saltata dalla "fase 2"

Attività cardio alla palestra Ginnic Life di Ferriera

di UGO SPLENDORE

Riaprirà mezzo mondo prima delle palestre. Considerate attività ad alto rischio di contagio, resteranno chiuse anche nella fase 2. La loro riapertura, secondo alcuni, potrebbe arrivare solo a settembre, previa pianificazione accurata per garantire distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti. Ecco lo scenario che attende i milioni di frequentatori di questi luoghi dove si cercano benessere psico-fisico e aggregazione: ingressi contingentati, poche persone negli spazi, rispetto della distanza di sicurezza, divieto delle attività e delle lezioni di gruppo, igienizzanti all’ingresso, pulizia costante di locali, attrezzi e spogliatoi. Ancora da valutare l’utilizzo di mascherine e guanti monouso durante l’attività fisica. Un quadro deprimente. Figurarsi per il titolare di una palestra. Tra conti in rosso e attesa di un via libera che rischia di spostarsi sempre più in là, per lui l’estate sarà una stagione fredda. Ecco la voce di tre palestre della valle di Susa, esempi della varietà di offerta e di clientela, di un popolo costretto ad aspettare, mentre dal 4 maggio i parchi pubblici verranno presi d’assalto dai praticanti degli sport all’aria aperta.

Prime idee per l’afflusso

Ginnic Life è un colosso del fitness tra valle di Susa e val Sangone: 850 tesserati nella sede di Ferriera, circa 500 a Giaveno. La titolare Anna Gilli: «Al momento andiamo avanti con lezioni gratuite online ai clienti. Quello che mi dispiace è che in tutte le considerazioni fatte da Governo e addetti ai lavori non si sente mai parlare di palestre. Come agiremo per il futuro? Bisognerà contingentare l’afflusso. Abbiamo già una piattaforma per prenotazioni alle lezioni di spinning, proveremo ad allargarla ai corsi e alla sala pesi in modo da distribuire i clienti nella giornata e nella settimana. Ove possibile, daremo una maggiore frequenza ai corsi, in modo tale da venire incontro agli utenti su più fasce orarie».

Nelle palestre della Ginnic Life, dove ci sono 33 istruttori che lavorano quasi tutti con partita Iva, si tengono lezioni tutti i giorni: dalla ginnastica posturale al pilates, dal power yoga alla pole dance, fino alle attività di gruppo (gag e pump). Gli abbonamenti sono stati sospesi dal 9 marzo. «Sicuramente dovremo affrontare il problema dei minori incassi - dice Anna Gilli - Ma l’importante sarà ripartire, anche se a scartamento ridotto. Bisognerà stare attenti alla regolazione del flusso e al controllo dell’igiene, operando una specie di rieducazione delle abitudini del cliente, responsabilizzandolo soprattutto sul piano della pulizia». L’estate potrebbe essere una buona alleata, per la Ginnic Life: «Una soluzione per noi potrebbe essere la lezione all’aperto. Al Palasport di Giaveno già le facevamo, su un terrazzo attiguo alla palestra. A Ferriera proveremo a sfruttare il cortile dietro la palestra».

Prato, sicurezza e bollette

Virtus Gym di Avigliana, affacciata sul Lago Grande, sotto l’hotel Chalet del Lago. Il titolare Marco Guidi, laureato in legge ed istruttore di lunga data, spiega che non c’è una vera e propria tutela delle palestre: «La maggior parte delle palestre si basa su associazioni o società sportive senza scopo di lucro. Chi ha un’associazione sportiva è iscritto a una federazione, per essere così affiliato al Coni. Chi preferisce stare lontano da questo modello, crea una ditta individuale o una società commerciale che quindi paga l’Iva su ogni abbonamento stipulato. Chi invece è affiliato al Coni, paga la quota di tesseramento per ogni associato. Dunque non c’è un’associazione di categoria che tuteli le palestre. Si rientra tutti in quella dei commercianti. Dalla Camera di Commercio però non è arrivato alcun segnale».

Dunque, siamo già nel territorio delle dure conseguenze economiche di questa crisi: «Facile prevedere che molti saranno a rischio chiusura - dice Guidi, che ha rilevato la palestra a fine 2017 - Nel decreto Cura Italia c’è un bonus che copre il 60 per cento dell’affitto locali, ma non contempla le palestre. Quindi tutti quanti paghiamo ancora l’affitto, come pure le bollette. In pratica, continuiamo a sborsare denaro, ma senza incassarne. Non è difficile intuire come potrebbe andare a finire».
Tempi e modalità di riapertura delle palestre sono ancora molto incerti. Cosa ne pensa? «Io sono dell’idea che, naturalmente con tutte le precauzioni del caso, si debba riaprire il prima possibile. Non solo per le conseguenze economiche di noi diretti interessati, ma anche per le ripercussioni sull’indotto, ad esempio gli istruttori e chi ha a che fare con il fitness, dall’abbigliamento agli integratori».

Alla Virtus Gym (circa 150 tesserati) non si tengono corsi e attività aerobiche. Funziona soltanto una sala pesi, frequentata da una clientela molto assortita. La palestra sta vedendo esplodere la primavera sul lago Grande e la piccola area verde che la separa dall’acqua tornerà utile a Guidi: «Potremmo spostare all’esterno alcune attrezzature, su tutte i manubri, distanziando bene le postazioni. Sul prato si potrebbe fare stretching, magari su un tappetino che ciascuno potrà portarsi da casa. Bisognerà intendere la palestra in un altro modo, aumentando l’attenzione per l’igiene e per la ricerca di un equilibrio nell’afflusso. Chiederò ai clienti di adattarsi, mantenendo orari precisi e frequentando la palestra magari a giorni alterni. Più complicato è invece il discorso sull’estensione dell’orario d’apertura. Attendiamo comunque tutte le disposizioni, soprattutto quelle che riguarderanno docce e spogliatoi».

«Noi, un settore trascurato»

Su una clientela mista (pesi e corsi, ma anche allenamento personalizzato) si articola invece l’attività dell’Individual Training di Susa, nata nel 1990 e che dal 2011 si è spostata in Regione Priorale. Il titolare Silvio Carnino parla dell’emergenza di questi giorni: «Il settore delle palestre è sempre stato snobbato, quindi non mi meraviglio che Governo e istituzioni non si stiano preoccupando più di tanto. Non ci resta che attendere le normative per vedere come adeguarci, anche se ho la sensazione che saremo tra gli ultimi ai quali verrà dato il via libera». All’Individual Training in questi giorni si approfitta per fare lavori di ammodernamento e di sanificazione, in modo da poter presentare la palestra perfettamente igienizzata alla ripresa. Carnino: «Per i percorsi individuali, ovvero quelli del personal trainer che segue il singolo cliente, non ci saranno problemi. Più complicata sarà la gestione dei corsi, con un controllo quasi da polizia per far mantenere le distanze. L’ostacolo più grosso da superare sarà comunque quello economico, viste le spese continue per mantenere aperta, magari anche più a lungo durante la giornata, una struttura nella quale probabilmente l’afflusso calerà, almeno fino a quando non ci sarà la totale sicurezza di non subire il contagio».

L’Individual Training di Susa è legato alla Issa Europe, ente mondiale dei personal trainer, che di recente ha inviato una petizione al Governo per sollecitare la riapertura delle palestre in tempi brevi. Carnino: «Prima riapriamo, prima gestiamo al meglio i costi delle strutture. Nei primi mesi tutti quanti lavoreremo senza introiti, ma con tante spese da sostenere».
Alla palestra segusina si arriva a quasi 300 iscritti, con tre istruttori fissi e altri aggregati a seconda della richiesta, come l’osteopata. Conclude Silvio Carnino: «I mezzi d’informazione hanno creato una specie di fobia: credo che molti avranno paura a frequentare luoghi come le palestre, per il timore del contagio. Ci vuole poco a prevedere che il 2020 ormai è un anno perso. La speranza è che lo Stato venga in soccorso con contributi a fondo perduto, non con prestiti e interessi. Se mi chiedessero di accettare un prestito, non lo accetterei. In una situazione così complessa e senza certezze, non mi va certo di indebitarmi, per niente».

Dall'inizio del lockdown, in tutto il mondo il commercio online specializzato nel benessere fisico ha avuto una fortissima impennata. Una ricerca di Aliexpress (servizio di negozi online composto da piccole imprese cinesi che offrono prodotti ad acquirenti online internazionali) segnala il boom di acquisti di attrezzature sportive. Nel mese di marzo, per esempio, la vendita di cyclette sul marketplace retail di Alibaba Group è aumentata del 989 per cento, mentre la richiesta di manubri per fare sollevamento pesi è salita dell’815 per cento in 30 giorni. Spicca anche il valore totale delle vendite di fasce elastiche da fitness, aumentato più del 600% nell’ultimo mese. E Fitprime Tv, la Netflix del fitness con allenamenti on demand per tenersi in forma, sarà gratis fino alla fine dell’emergenza.

su Luna Nuova di martedì 28 aprile 2020

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