CORONAVIRUS

La "Fase 2" parte con il freno a mano tirato

Distanziamento sociale, uso di mascherine e autocertificazione: spostamenti solo per validi motivi, ma sì a visite a parenti e fidanzati

27 Aprile 2020 - 23:32

La "Fase 2" parte con il freno a mano tirato

I controlli delle forze dell'ordine sui laghi di Avigliana: scene che vedremo ancora

di MARCO GIAVELLI

Più che la tanto decantata “fase 2” dell’emergenza Coronavirus, quella che si aprirà da lunedì 4 maggio sarà una “fase 1-bis”: dal nuovo decreto presentato domenica sera in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte viene fuori una riapertura col freno a mano tirato, complice una situazione epidemiologica che non lascia affatto tranquilli gli esperti del comitato tecnico-scientifico. E il Piemonte, dove la curva continua ad avere un andamento molto altalenante, ne è purtroppo un esempio: la nostra regione ha infatti conquistato il triste primato di positivi rispetto al numero di abitanti (355,9 casi ogni 100mila abitanti) superando anche la Lombardia.

Dalla prossima settimana molte restrizioni sono dunque destinate a rimanere tali, a cominciare dalla libertà di movimento: ci si potrà spostare all’interno della regione ma sempre con l’autocertificazione e sempre per un valido motivo. Nessun “liberi tutti”, dunque, come tanti speravano e forse si aspettavano. Alle motivazioni ormai note (lavoro, salute, necessità) si aggiunge però la possibilità di fare visita ai propri “congiunti”, ma non saranno permesse “riunioni di famiglia”: tra i “congiunti” vengono considerati anche i fidanzati (“affetti stabili”, dicitura su cui già impazzano ironie e interpretazioni) residenti in altro comune, come chiarito ieri dalla ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli per rispondere ad una delle questioni più discusse e controverse del Dpcm. Il principio-cardine sarà comunque quello dell’utilizzo delle mascherine e del distanziamento sociale, rispettando il metro di distanza visti i numerosi contagi avvenuti nelle famiglie.

La ministra De Micheli, sempre ieri, ha inoltre chiarito che non sarà consentito recarsi nelle seconde case. Un tema questo, insieme a quello delle attività outdoor nelle zone montane (camminate sui sentieri, utilizzo di bici su strada e non, arrampicata, altre iniziative ludico-sportive), su cui l’Uncem ha ufficialmente richiesto un chiarimento al Viminale, «anche rispetto alle manutenzioni dei territori da parte di soggetti che non sono imprese, dunque terzo settore e volontariato organizzato». Possibile che in settimana arrivino ulteriori circolari interpretative o le classiche “Faq” per avere risposte più nel dettaglio. Cade, invece, il divieto che era stato introdotto con il lockdown di spostarsi dal luogo in cui ci si trovava verso quello di domicilio o di residenza: sarà dunque possibile, per studenti o lavoratori, o chiunque altro rimasto bloccato in un’altra città dal lockdown, fare ritorno a casa.

Altro tema sensibile è quello di parchi e giardini pubblici: sarà consentito accedervi fermo restando il divieto di assembramenti e mantenendo le distanze, ma i sindaci potranno disporre la temporanea chiusura delle aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto delle misure restrittive. Anche le aree attrezzate per bambini resteranno chiuse laddove non sia possibile consentirne l’accesso contingentato. Maglie più larghe anche per l’attività motoria, che sarà consentita non più solo nei pressi della propria abitazione, sempre individualmente o comunque a distanza di almeno un metro: potrà riprendere anche l’attività sportiva, ma in questo caso la distanza da rispettare sarà di due metri. Ha fatto discutere, con una dura presa di posizione della Cei, anche il mancato via libera alla celebrazione delle messe: dal 4 maggio saranno permessi soltanto i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto per un massimo di 15 persone.

Non sono previste limitazioni particolari per gli “over 60”, come si era ventilato la scorsa settimana: il governo ha infatti rigettato la proposta della task force guidata da Vittorio Colao. Capitolo lavoro: sono ripartite già da ieri le attività produttive e industriali votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e dissesto idrogeologico. Dal 4 maggio ripartono manifattura, commercio all’ingrosso e cantieri privati, mentre bar e ristoranti, la cui riapertura è prevista dal 1° giugno, potranno riprendere il servizio da asporto, ma a quanto pare non ancora in Piemonte. Il commercio al dettaglio riprenderà dal 18 maggio insieme a musei e biblioteche, mentre parrucchieri ed estetisti dovranno attendere il 1° giugno. Come largamente previsto, le scuole resteranno invece chiuse fino al termine dell’anno scolastico e gli studenti non torneranno sui banchi fino al prossimo settembre: il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere “in presenza, ma in piena sicurezza” gli esami di Stato.

su Luna Nuova di martedì 28 aprile 2020

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