CORONAVIRUS

Valli e cintura, la febbre inizia a scendere

Nell’area sud-ovest evidente minor aumento di casi dopo l’ultimo boom. La val di Susa inverte la rotta, impennata di contagi in una rsa di Sangano

30 Aprile 2020 - 00:30

Valli e cintura, la febbre inizia a scendere

di MARCO GIAVELLI

Il quadro è sicuramente in via di miglioramento: la pressione sugli ospedali di Rivoli e Susa, e in particolare sul reparto di terapia intensiva, è notevolmente calata ormai da un paio di settimane, un po’ come in tutto il Piemonte, anche se il Coronavirus è ancora ben presente in valli e cintura. In cintura soprattutto, mentre la valle di Susa respira: non altrettanto si può dire della val Sangone, che registra un’inversione di tendenza a causa di un boom di contagi avvenuto in una casa di riposo di Sangano.

I dati sono quelli aggiornati alle 8,45 di ieri mattina sulla “mappa Covid” della Regione, che fotografano il numero di attualmente positivi e di deceduti al netto dei guariti, prendendo sempre come riferimento il comune di domicilio per coloro che non si trovano nel comune di residenza: a soffrire di più è anche questa settimana la cintura ovest con un totale di 914 casi, 81 in più rispetto a sei giorni fa quando però l’incremento sulla settimana precedente era stato di +226. Rivoli rimane il più colpito con 267 (+36), più omogeneo l’aumento negli altri comuni: Collegno 185 (+12), Grugliasco 184 (+11), Alpignano 192 (+10), Pianezza 61 (+12), Buttigliera 11 (-2), Rosta 7 (+2), Villarbasse 7 (stabile).

Va un po’ meglio anche in cintura sud, con un totale di 360 casi e un aumento “diffuso” di 27 rispetto a giovedì scorso, quando la tendenza settimanale era stata ben peggiore (+79): Beinasco resta la maglia nera con 123 casi ma è anche il comune con il trend migliore (+2, con 100 casi attualmente positivi), seguono Orbassano con 90 (+7), Rivalta 49 (+6), Piossasco 48 (+4), Volvera 26 (+5) e Bruino 24 (+3). Se per la cintura sud-ovest si può dunque parlare di un evidente minor incremento rispetto a sei giorni fa, la valle di Susa intasca la sua prima vera inversione di tendenza, anche se risicatissima: 234 casi, due in meno rispetto a giovedì scorso quando l’aumento era stato di 16.

Un quadro sostanzialmente stabile, senza particolari anomalie, con piccoli comuni come Sauze d’Oulx e Borgone, decisamente in sofferenza fino a un mese fa, dove ora il peggio pare definitivamente alle spalle. In alta valle, Bardonecchia 22 (+1), Sauze d’Oulx 5 (-1), Oulx 2 (-3), Chiomonte 2 (stabile), Gravere 2 (-1), Meana 2 (stabile), Cesana 1 (stabile), Sestriere 1 (stabile), Giaglione 1 (stabile), fermi a zero contagi troviamo Exilles, Claviere e Moncenisio a cui si uniscono Sauze di Cesana (-1) e Salbertrand (-2). In bassa valle, Condove 37 (+1), Avigliana 33 (+6, ma i dati in possesso del sindaco Archinà dicono 21 positivi, 5 deceduti, 12 guariti), Susa 31 (-1), Sant’Ambrogio 14 (+3), Almese 14 (-1), Sant’Antonino 13 (+1, anche se alla sindaca Preacco risultano sempre 9 positivi, 1 deceduto, 1 guarito, i tre restanti sono frutto di un’errata attribuzione territoriale), Caselette 8 (stabile), Bussoleno 5 (+1), Borgone 5 (-4), Villarfocchiardo 5 (+2), Vaie 5 (stabile), Caprie 5 (-2), Villardora 5 (-1), Chianocco 4 (+1), Rubiana 4 (+1), Bruzolo 2 (stabile), San Didero 2 (stabile), Chiusa San Michele 2 (-2), Mompantero 1 (stabile), San Giorio 1 (stabile), si confermano a zero contagi Venaus, Novalesa e Mattie.

Fa storia a sé la val Sangone, dove di fronte a un quadro di sostanziale stabilità salta all’occhio l’anomalia di Sangano con ben 29 casi: secondo il sindaco Merletti l’improvvisa impennata è riconducibile alla rsa Aldo Maritano, dove nei giorni scorsi si è verificato il decesso di un anziano risultato poi positivo. Sono stati quindi eseguiti tamponi a tappeto sugli ospiti e sul personale sanitario: molti i contagi emersi, ma fortunatamente tutti asintomatici; un intero piano della struttura è stato adibito a pazienti Covid e la situazione appare al momento sotto controllo. I casi totali in val Sangone tornano così a salire, dopo che sei giorni fa se n’erano registrati tre in meno rispetto alla settimana precedente: ora sono 86 con un incremento di 29, ma in gran parte concentrato appunto su Sangano (+23) e Giaveno (+8 con 38 casi), poi troviamo Trana con 13 (-2), Reano 4 (+1), Coazze 2 (-1), infine Valgioie che rimane a zero contagi.

Intanto l’Asl To3 ha provveduto a potenziare l’organico delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale costituite il 30 marzo scorso secondo le indicazioni di governo e Regione ed entrate in attività nei giorni successivi: ogni giorno vengono effettuati mediamente circa 35 interventi domiciliari e 150 contatti telefonici con i pazienti Covid-19. Le Unità sono dislocate in tutti i distretti dell’Asl To3 su sette sedi di partenza differenti (Druento, Collegno, Condove, Oulx, Pinerolo, Pomaretto e Volvera) e sono in funzione tutti i giorni della settimana dalle 8 alle 20.

Come detto, il nucleo di medici dedicato a questo servizio è stato ulteriormente rafforzato negli ultimi giorni, con 6 nuovi innesti: sono oltre 40, adesso, i medici impegnati a rotazione, di cui 13 presenti per ogni turno. L’obiettivo delle Usca è quello di gestire in modo appropriato le cure domiciliari per i pazienti Covid-19 che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero, in quanto casi non gravi, oppure che sono stati dimessi e sono in via di guarigione. Gli interventi sono attivati direttamente dai medici di famiglia o dai medici di continuità assistenziale e sono effettuati in coordinamento con gli infermieri e gli operatori sanitari delle cure domiciliari.

«Finalmente stiamo assistendo a una riduzione dei ricoveri nei nostri ospedali e a un calo dei pazienti in terapia intensiva - sottolinea il dottor Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3 - Ora, dopo questa pesante fase ospedaliera, possiamo concentrare le nostre forze sulla fase territoriale: l’attività delle Unità, formate da medici giovani che operano con grande motivazione, è importante per il monitoraggio della situazione sul territorio e per consentire il progressivo ritorno dei pazienti alla normalità».

I medici del servizio (regolarmente muniti di dispositivi di protezione individuale, dopo le carenze di equipaggiamento riscontrate all’inizio dell’attività e denunciate dagli stessi medici di base del distretto valle di Susa-val Sangone) si occupano di visitare a domicilio i pazienti quando necessario e di effettuare un controllo con il saturimetro attraverso uno specifico “walking test”. Negli altri casi viene invece compiuto un monitoraggio telefonico per verificare costantemente le condizioni delle persone prese in carico e per fornire le opportune indicazioni. Le Unità si avvalgono inoltre della collaborazione di un pool di specialisti ambulatoriali: un supporto molto importante nelle terapie per i pazienti che si trovano potenzialmente a rischio o che sono affetti da più patologie pregresse.

su Luna Nuova di giovedì 30 aprile 2020

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