FASE 2

La Regione riparte con il "Bonus Piemonte"

Contributi a fondo perduto in arrivo per commercio e artigianato. M5S accusa: «Dimenticati interi settori, e le coperture dove sono?»

04 Maggio 2020 - 23:43

La Regione riparte con il "Bonus Piemonte"

di MARCO GIAVELLI

Si chiama “Bonus Piemonte” ed è un contributo a fondo perduto destinato alle categorie commerciali e artigianali maggiormente penalizzate dalla sospensione dell’attività per l’emergenza Coronavirus: la misura, uno dei pilastri del “Riparti Piemonte”, è stata presentata ieri dalla giunta regionale. Si tratta di un piano da 800 milioni di euro con cui la Regione sosterrà la ripartenza di imprese e famiglie. A beneficiare del “Bonus Piemonte”, per un valore complessivo di oltre 88 milioni di euro, saranno più di 37mila aziende piemontesi che riceveranno un contributo a fondo perduto tra 1000 e 2mila 500 euro in base alla tipologia di attività. Nel dettaglio sono previsti bonus da 2mila 500 euro per bar, gelaterie, pasticcerie, catering, ristoranti e agriturismo; 2mila per la ristorazione da asporto; 1300 per la ristorazione non in sede fissa; 2mila 500 euro per i centri estetici e i saloni di barbieri e parrucchieri; 2mila per i centri benessere; 2mila 500 per sale da ballo e discoteche; 1000 per taxi e noleggio con conducente.

Per regolarne la modalità di assegnazione, sabato 2 maggio è stato siglato un accordo tra la Regione e le associazioni di categoria: a firmare il documento, insieme al governatore Alberto Cirio e agli assessori al commercio, Vittoria Poggio, e alle attività produttive, Andrea Tronzano, c’erano il presidente di CasArtigiani Piemonte Francesca Coalova, di Cna Piemonte Fabrizio Actis, di Confartigianato Piemonte Giorgio Felici, di Confcommercio Piemonte Maria Luisa Coppa, di Confesercenti Piemonte Gian Carlo Banchieri. La Regione, inoltre, abbatterà gli oneri e semplificherà le procedure di autorizzazione su suolo pubblico per la creazione o l’ampliamento dei dehor, in modo da sostenere i pubblici esercizi nell’affrontare le misure di contenimento e distanziamento sociale previste per la “fase 2”. Dalla metà del mese di maggio tutti gli interessati riceveranno da Finpiemonte una comunicazione via pec per indicare il conto corrente su cui ricevere il contributo a fondo perduto, che verrà accreditato nel giro di qualche giorno.

«Erogheremo queste risorse subito: un bonus semplice, concreto ed immediato - spiega il presidente Cirio - Abbiamo eliminato tutta la burocrazia perché il danno c’è stato ed è evidente, così come è evidente che dobbiamo aiutare le nostre imprese a ripartire. E nel Bonus Piemonte “la garanzia sei tu”. Cioè i nostri imprenditori, in particolare quelli colpiti più duramente dalla crisi che stiamo vivendo e per cui la riapertura rischia di tardare ancora diverse settimane. La nostra priorità è intervenire per evitare la perdita di posti di lavoro e aiutare il nostro Piemonte a ripartire». «È stato fatto un grande lavoro di squadra - sottolinea l’assessora al commercio Poggio - che oggi ci permette di dare risposta al bisogno di liquidità delle attività più compromesse dalla chiusura di questi mesi. Conosco e lavoro per le imprese del commercio da oltre 30 anni e mai come oggi è fondamentale essere al loro fianco, perché in gioco c’è il futuro di uno dei pilastri del nostro tessuto economico e sociale». «I contenuti dell’accordo - aggiunge l’assessore alle attività produttive Tronzano - rappresentano il frutto del dialogo intercorso, nelle scorse settimane, con le categorie che rappresentano quasi 40mila aziende del nostro territorio e migliaia di famiglie di tutto il Piemonte». Intanto, da ieri, bar e ristoranti hanno potuto riprendere il servizio di asporto, ma non a Torino città, dove ripartirà da sabato 9.

Ma secondo il gruppo consiliare regionale M5S, il “Riparti Piemonte” varato dalla giunta «dimentica buona parte della regione. Completamente esclusi interi settori dai bonus, ne citiamo alcuni: ambulanti e commercianti no food, liberi professionisti come i fotografi, settore sportivo, settore cultura, associazionismo, settore turismo (agenzie di viaggio) ed alcune categorie di servizi alla persona. Come se non bastasse Cirio e la Lega, ad oggi, non hanno ancora indicato come intendono recuperare gli 88 milioni necessari per i bonus e gli altri circa 700 milioni per le misure di sostegno all’economia piemontese. Dove sono le coperture? Dove prenderanno queste risorse? Nessuno lo ha ancora spiegato. Silenzio da parte della giunta e della maggioranza anche sul tema della sicurezza dei lavoratori che hanno ripreso a lavorare. Non c’è traccia né di un piano, né di un progetto per monitorare contagi e lavoratori esposti. A ciò si aggiunge la presa in giro nei confronti del consiglio regionale: oggi (ieri, ndr) in commissione non è stata presentata nemmeno una riga della legge che dovrebbe aiutare l’economia piemontese. È inaccettabile che la giunta continui a fare melina sulla comunicazione dei dettagli di questo provvedimento».

su Luna Nuova di martedì 5 maggio 2020

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