CORONAVIRUS

Rivoli, la richiesta del Romero: «Esami di maturità a distanza»

Docenti e lavoratori per la soluzione in video, anche la preside concorda: «Troppe incertezze sul rientro»

04 Maggio 2020 - 23:43

Rivoli, la richiesta del Romero: «Esami di maturità a distanza»

di EVA MONTI

Dicono “no” agli esami di maturità svolti “in presenza” invece che a distanza, docenti e lavoratori dell’Istituto Oscar Romero che in questi giorni su questo argomento hanno stilato un comunicato firmato dalle Rsu e Rsl. La lettera, lunga e dettagliata, è stata inviata il primo maggio, Festa dei lavoratori, al ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e, per conoscenza, al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e alle organizzazioni sindacali. «Non ci sono purtroppo le necessarie premesse per la sicurezza, e le incognite sono troppo grandi per giocare con le emozioni delle ragazze e dei ragazzi che da cinque anni si preparano per questo momento», afferma Pierantonio Boffa, insegnante ed Rsu del corpo docente. Con lui sottoscrivono la lettera aperta i colleghi Vincenzo Zito, Rsu, e Paolo Perrone, Rsl responsabile della sicurezza.

Ed è proprio in virtù del timore che questa venga messa in forse dalla decisione del governo di fare svolgere gli esami di maturità facendo tornare a scuola docenti e studenti, nonché gli operatori scolastici e personale Ata. L’esame di Stato prevede infatti lo spostamento di un notevole numero di persone perché di fatto determina la riapertura degli edifici scolastici chiusi dall’inizio dell’emergenza. Il che non garantisce il distanziamento sociale, ma anzi favorisce la potenziale diffusione dell’infezione. Inoltre il Romero, da sempre fortemente inclusivo, è frequentato da allievi con disabilità, che hanno indubbiamente una maggiore fragilità e sono esposti maggiormente a rischio di infezione.

«Senza dimenticare - scrivono - l’età media piuttosto alta degli insegnanti, alcuni dei quali affetti da malattie croniche che in caso di “comorbilità” con l’infezione possono influenzare negativamente il decorso della malattia». Tra l’altro molti docenti sono tornati nelle loro regioni di provenienza durante le vacanze di carnevale, e sono tuttora bloccati in ottemperanza ai vari Dpcm. Se la maturità fosse in presenza, questo comporterebbe un movimento transregionale che potrebbe rappresentare un ulteriore pericolo di infezione. «Chiediamo di desistere da questa intenzione e propendere per la soluzione degli esami in modalità a distanza», conferma Boffa che spiega le motivazioni forti che stanno dietro questa richiesta. A partire dalla considerazione che i dati epidemiologi del Piemonte paiono in controtendenza rispetto al trend nazionale e anzi rivelano un incremento del numero dei contagi e dei positivi al Coronavirus.

«Noi capiamo che la maturità è da sempre un rito di iniziazione che gli studenti vogliono affrontare insieme all’emozione che esso comporta - prosegue la lettera - Tuttavia durante le tante riunioni a distanza con famiglie e studenti sono emerse una forte domanda di sicurezza e stabilità ed una decisa preferenza nello svolgere l’esame a distanza. In questo periodo le emozioni sono state e sono già molte e bisognerebbe concentrarsi di più sulla tutela della salute». Garantire la sicurezza e la salubrità degli ambienti scolastici non è così semplice a causa della configurazione di questi ultimi e della complessità dei controlli e delle misure che andrebbero adottate. Non ultima la responsabilità dell’Istituto nell’eventualità di contagio non decadrebbe nemmeno in caso di ottima gestione perché la giurisprudenza ha sancito che occorre dimostrare che gli eventi erano imprevedibili e inevitabili.

«La situazione attuale già fa decadere la presunzione di imprevedibilità - precisano - Non dimentichiamo che, pur con tutte le procedure attivate, sarebbe sufficiente l’accertamento anche di un solo caso di positività per determinare a catena l’obbligo di imporre la quarantena al personale in servizio e agli alunni presenti, con conseguenze disastrose sull’intera organizzazione e validità degli esami». Da qui la richiesta affinché gli esami di Stato vengano svolti in modalità a distanza al fine di non esporre e mettere a repentaglio l’incolumità degli studenti e di tutti i lavoratori della scuola.

È solidale con il corpo docente, a cui esprime tutta la sua empatia e stima, la preside dell’istituto, Luisa Rossi, arrivata al Romero a settembre dello scorso anno. «Trovo questa iniziativa opportuna e motivata - spiega - perché anche in questa Fase 2 non dobbiamo abbassare la guardia e fare gli esami in sede significherebbe mettere a rischio lavoratori e studenti, soprattutto tenendo presente l’alto numero di disabili che frequentano la scuola». Un rischio che, in ultima analisi, ricadrebbe proprio su lei in quanto dirigente scolastica. «In un momento in cui, sempre secondo la proposta ministeriale, dobbiamo fare obbligatoriamente domanda per ricoprire altrove il ruolo di presidente esterno d’esame».

Non sarebbe dunque neppure sul posto. «L’organizzazione di esami in presenza non solo sarebbe davvero difficile da gestire - aggiunge - ma vanificherebbe anche il lavoro fatto in tutti questi mesi dai ragazzi, che si sono “esercitati” a fare l’esame a distanza, e dei docenti che ho incontrato in videoconferenze ogni mercoledì e a cui abbiamo chiesto un grande sforzo e impegno per superare anche eventuali limiti rispetto a informatica e didattica a distanza». Anche lei, 33 anni di docenza all’Alfieri di Torino e tuttora presso l’Università torinese, conviene con i lavoratori della scuola che sarebbe il caso che il ministro tornasse sulla sua intenzione e proponesse l’esame così com’è stato pensato, e preparato, in tutti questi mesi. Problematico anche il trasferimento degli studenti dal luogo di provenienza a quello della sede d’esame, con trasporti in metro, treni e pullman di cui è stato appena avviato il rodaggio. «Infine teniamo conto dell’incertezza e della tempistica - conclude - siamo ormai a maggio e non resta molto tempo per chiarire come e dove devono essere svolti questi esami, che sono una delle tappe più importanti nel percorso didattico di ogni ragazzo, e daranno una svolta alla loro vita».

su Luna Nuova di martedì 5 maggio 2020

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