REGIONE

«Il Piemonte deve puntare sulle fortificazioni di montagna»

Domani a palazzo Lascaris l'ordine del giorno della consigliera Monica Canalis

03 Agosto 2020 - 16:01

«Il Piemonte deve puntare sulle fortificazioni di montagna»

Domani, martedì 4 agosto verrà votato dal consiglio regionale del Piemonte l’ordine del giorno, presentato dalla consigliera Monica Canalis (Pd), finalizzato alla valorizzazione culturale, turistica e sportiva delle fortificazioni alpine piemontesi. «In un contesto improvvisamente mutato, in cui si riscoprono il turismo dolce e le gite d’istruzione nelle località più vicine, ho esortato la Giunta regionale a redigere un censimento delle fortificazioni alpine del Piemonte, valutando per ciascuna infrastruttura lo stato attuale di conservazione e accessibilità, fino a creare un apposito marchio promozionale per questo patrimonio unico e a progettare dei format turistici (ad esempio il “trekking dei forti del Piemonte”, sulla falsariga del Tour del Vauban in Francia) e culturali, da proporre all’intera cittadinanza e in modo particolare alle scolaresche, valutando anche con attenzione l’opportunità di una candidatura Unesco», spiega la consigliera.

«In Piemonte  negli anni è stata eretta una straordinaria rete di fortificazioni che ha saputo custodire la vita della popolazione piemontese – prosegue la Canalis – questa rete oggi è parte del nostro patrimonio paesaggistico e artistico-culturale. Straordinarie costruzioni, tra cui il Forte di Fenestrelle, il Forte di Exilles, il Forte di Vinadio, il Forte Bramafam e il Forte dello Chaberton, oltre alle fortificazioni ai Becchi Rossi in valle Stura, strutture uniche nel panorama europeo, purtroppo ancora ampiamente sotto utilizzate, nonostante le buone pratiche italiane e internazionali di successo a cui ispirarsi».

«La ripartenza della nostra Regione può poggiarsi anche sulla valorizzazione del suo patrimonio meno conosciuto: i Forti del Piemonte rappresentano un bene straordinario, da far conoscere per rilanciare al tempo stesso la nostra storia e il nostro paesaggio montano, attraverso la cultura, lo sport e il turismo – conclude la consigliera regionale - I Forti del Piemonte possono diventare l'ennesima attrazione del nostro territorio, ma la Giunta regionale deve crederci e investire risorse e progettualità».

Nel documento si propone di redigere un censimento delle fortificazioni alpine del Piemonte, valutando per ciascuna infrastruttura lo stato attuale di conservazione e accessibilità  (alcune versano in grave stato di abbandono come il Forte Pramand e il Forte Foen e necessitano di importanti lavori per tutelare nel tempo la stabilità dell’infrastruttura); elaborare un progetto di valorizzazione culturale, turistica e sportiva di questo patrimonio, mediante la creazione di un apposito marchio che identifichi queste realtà a livello globale (esempio “Il Tour dei Forti” o “I Forti del Piemonte”) e valorizzi questo unicum piemontese, così come si è fatto per le “Residenze Sabaude”; valutare la creazione di uno specifico format turistico associato al “trekking tra i forti del Piemonte”, sulla base di alcune esperienze consolidate come il Sentiero delle Fortificazioni, itinerario di circa 60 km tra le alte Valli Maira e Grana, o il Tour francese del Vauban; in vista della stagione turistica dell’estate 2020, stanziare i fondi per la manutenzione ordinaria della sentieristica di accesso alle principali fortificazioni e per l’ammodernamento della segnaletica, ed effettuare questi interventi di manutenzione; valutare la candidatura della rete delle fortificazioni alpine Piemontesi come Patrimonio dell’Umanità Unesco e l’adesione delle principali fortificazioni alpine piemontesi alla “Rete dei siti fortificati italiani”; collegare il Tour dei Forti piemontesi con il Tour francese del Vauban; valutare la promozione di mostre temporanee, in luoghi idonei all’interno o nei pressi delle fortificazioni, con l’esposizione di opere artistiche internazionali (sulla scorta dell’esperienza del Forte di Bard) o di opere oggi conservate nei depositi dei musei piemontesi  (il 35,6% dei musei espone meno della metà delle collezioni detenute); progettare proposte formative (culturali e sportive) per le scolaresche piemontesi, in vista dell’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, offrendo l’opportunità di attività formative en plein air, gite scolastiche di prossimità e attività di educazione all’arte, al dialogo transfrontaliero e alla pace; prendere contatto con le vicine regioni francesi Provence-Alpes-Côte d'Azur e Auvergne-RhôneAlpes, per la valorizzazione delle fortezze di confine e dei relativi percorsi di accesso, con l’attivazione di specifici progetti e l’intercettazione di risorse europee.

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