COVID 19

Case di riposo sotto pressione: 10 morti a Susa, evacuata Novalesa

Risparmiate dalla prima ondata, ora sono aggredite dal virus

16 Novembre 2020 - 22:51

Case di riposo sotto pressione: 10 morti a Susa, evacuata Novalesa

di CLAUDIO ROVERE

Com’era prevedibile e, forse, inevitabile, le tante positività al Covid-19 manifestate nelle due rsa San Giacomo di S.Giuliano e Canonico Boretto di Susa si sono trasformate nella settimana seguente in ricoveri ed in decessi. Le due comunità per anziani, miracolosamente salvatesi dalla prima violenta ondata del virus grazie ad un regime stringente di isolamento dal mondo esterno, attualmente ancora esistente, non ce l’hanno invece fatta a reggere l’urto della recrudescenza del Covid. Una volta entrato, il virus è inevitabilmente dilagato tra i soggetti deboli delle rsa e anche tra il personale, nonostante le protezioni e i rigidi protocolli di difesa adottati.

Quello del fine settimana è un bollettino di guerra, soprattutto per quanto riguarda la Canonico Boretto, che ha contato una decina di decessi dovuti al Covid, mentre un po’ meglio è andata al San Giacomo, che ha mandato in archivio soltanto alcune vittime, peraltro con quadri clinici già compromessi da altra patologie concomitanti. La situazione permane critica, anche perchè l’ospedale di Susa e il suo reparto Covid, già sotto pressione di per sè, non è comprensibilmente in grado di sopportare un’ondata così vistosa di malati bisognosi di ricovero, e soprattutto perchè in soggetti fragili come gli anziani il quadro clinico Covid può precipitare da un momento all’altro.

In tutto questo si inserisce anche l’evacuazione della rsa Sant’Eldrado di Novalesa. Ieri nel tardo pomeriggio le ambulanze ed i mezzi della Croce Rossa di Susa hanno fatto la spola tra la media val Cenischia e il San Giacomo per trasferire i 15 ospiti della casa di riposo di via Ghetto. «C’erano stati alcuni casi di positività fra gli ospiti - spiega la sindaca Piera Conca - ma per il momento nulla di preoccupante; il problema più grosso, divenuto insostenibile, era invece quello rappresentato dal contagio fra il personale; praticamente non si sarebbe più potuto garantire un servizio efficiente e sicuro per gli ospiti, non potendo oltretutto garantire percorsi distinti per contagiati e negativi, così in accordo con il gestore abbiamo convenuto che fosse meglio trasferire tutti gli ospiti al San Giacomo, dove positivi e negativi sono meglio separati e gli spazi più grandi».

su Luna Nuova di martedì 17 novembre 2020

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