CORONAVIRUS

La seconda ondata è arrivata prima in valle di Susa e cintura sud

L'analisi dei contagi sul nostro territorio nel lungo periodo, da aprile a oggi: nella zona ovest il virus non è mai sparito, neanche in estate

20 Novembre 2020 - 01:04

Clicca sulle immagini per scorrere i grafici con il trend dei casi attualmente positivi in ogni territorio dal 27 maggio in avanti: ciascuna colonnina riporta la diminuzione (verde) o l’aumento (rosso) dei casi in percentuale rispetto all’ultimo dato disponibile, mentre alla sommità è riportata la variazione in numero assoluto registrata rispetto all’ultimo dato disponibile

di MARCO GIAVELLI

Prima di esaminare le tendenze sul lungo periodo da aprile in avanti, occorre fare una premessa: l’analisi tiene conto dei dati diffusi dalla mappa Covid della Regione Piemonte, visibile da tutti all’indirizzo https://www.regione.piemonte.it/web/covid-19-mappa-piemonte e aggiornata giornalmente. Mappa che, da quando è stata resa pubblica dalla Regione, ha cambiato ripetutamente gli indicatori di riferimento: in prima battuta, dal 9 aprile, giorno del suo debutto, ha restituito il numero di casi totali risultati positivi, comprese dunque le persone guarite e decedute, dato che per forza di cose poteva soltanto crescere nel tempo e mai diminuire; dal 16 aprile è stata effettuata una redistribuzione dei casi calibrandola sul numero di “cittadini positivi per comune di domicilio”, con i contagiati fuori paese attribuiti al comune dove la persona si trovava in quel momento per ragioni diverse (anziani in case di riposo e personale sanitario); dal 23 aprile sono state sottratte le persone guarite conteggiando dunque attualmente positivi più deceduti, fattore che in alcuni casi ha permesso di far emergere per la prima volta una decrescita dei singoli dati; dal 7 maggio il numero è stato ulteriormente scremato dalle persone “in via di guarigione”, ovvero i contagiati con un primo tampone negativo ed in attesa del secondo.

Solo dal 21 maggio la mappa Covid restituisce stabilmente il numero di persone attualmente positive, sottraendo quindi anche i deceduti, evidentemente per fornire un quadro realistico con la riapertura di tutte le attività dopo il lockdown totale. La curva in alto a pagina 2 risente pertanto di dati che, fino al 14 maggio, aggregavano elementi via via diversi: inoltre, come gli enti locali avevano avuto modo di far notare, non sempre i numeri della mappa Covid erano perfettamente allineati con quelli in possesso dei sindaci sulle piattaforme messe a loro disposizione dalla Regione. Insomma, un po’ di pasticci numerici ci sono stati ed è bene ricordarlo. Solo dal 21 maggio, una volta affinato il sistema, è quindi possibile effettuare un’analisi che tiene conto di un indicatore uniforme, ovvero “i soggetti positivi che non risultano (a quella data) deceduti, guariti o in via di guarigione”. Osservando l’andamento della curva, emerge che in valli e cintura il picco di casi positivi, deceduti e in via di guarigione è stato raggiunto verso la fine di aprile.

Con il mese di maggio è cominciata un’inarrestabile decrescita della diffusione del virus culminata con l’estate, che ha poi lasciato spazio alla seconda ondata autunnale, scandita inizialmente da un aumento esponenziale dei casi un po’ ovunque: un fenomeno frutto della riapertura settembrina di scuole e attività, ma anche del notevole incremento dei tamponi eseguiti (anche su casi asintomatici) per svolgere il cosiddetto contact-tracing, prima che il tracciamento saltasse del tutto; a questo proposito va anche sottolineato che se in primavera fosse stata eseguita la stessa quantità di tamponi, che all’epoca venivano fatti solo ai casi gravi, verosimilmente il numero dei contagi sarebbe stato molto più elevato. Dal raffronto dei dati emerge in ogni caso che c’è stato un momento in cui il virus in tre territori, prima e durante l’estate, era sostanzialmente sparito: il 25 giugno si contavano appena 6 casi in tutta la valle di Susa, 5 in val Sangone e 13 in cintura sud.

Quando, il 1° ottobre, abbiamo ripreso su queste pagine ad esaminare la curva dei contagi, i casi in media erano già praticamente raddoppiati rispetto al 25 giugno, ma con margini diversi da zona: se raffrontiamo i contagi con quelli di fine giugno, viene fuori che le aree dove la seconda ondata, a livello percentuale, ha fatto sentire prima i suoi effetti sono la valle di Susa (+350%) e la cintura sud (+192,31%), non ad esempio la val Sangone (+40%, da 5 a 7 casi) e solo in minima parte la cintura ovest (+56,66%). Questo perché in cintura ovest, che è sempre stata l’area largamente più colpita anche per via della sua maggior densità abitativa, il virus di fatto non è mai sparito completamente, nemmeno in estate: lo dimostra il fatto che i suoi dati percentuali presentano oscillazioni meno repentine. Ne consegue che il vero boom è avvenuto nel periodo dal 1° al 22 ottobre, con una velocità maggiore in val Sangone (+714,29%) e in cintura sud (+673,68%), minore ma comunque consistente sia cintura ovest (+522,34%) sia nella valle di Susa (+451,85%), per i motivi sopra citati.

Da allora la crescita dei casi positivi è continuata inesorabile ovunque: al 29 ottobre risultava raddoppiata su base settimanale in tutti e quattro i territori, con un picco in val Sangone (+129,82%) dove la seconda ondata, essendo arrivata più tardi, ha concentrato i propri effetti in un lasso di tempo minore. Da novembre invece la curva, nonostante i casi per numero assoluto abbiano continuato a salire di settimana in settimana, ha iniziato progressivamente a rallentare. O per essere più precisi, ad aumentare sempre un po’ di meno: un effetto verosimilmente dovuto in parte ai primi due “blandi” Dpcm varati dal governo, che hanno permesso se non di arrestare la corsa almeno di ridurre progressivamente il tempo di raddoppio dei contagi, e in parte all’interruzione fisiologica dei contatti con l’esterno per le molte persone contagiate, poste in isolamento o ricoverate in ospedale.

Anche qui, dal 29 ottobre in avanti, emergono però alcune differenze da zona a zona: in valle di Susa il minor aumento è stato abbastanza costante, in val Sangone e in cintura sud si è fatto sentire soprattutto nella prima settimana di novembre e in modo impercettibile nella seconda, mentre la cintura ovest ha fatto registrare un’anomalia nel dato del 12 novembre, l’unico in crescita percentuale, pur contenuta, rispetto a quello della settimana precedente. Il prossimo obiettivo è raggiungere finalmente il cosiddetto “plateau” e iniziare a vedere la curva flettere verso il basso: questo, tuttavia, potrà avvenire solo quando il numero dei guariti supererà stabilmente e in modo marcato quello dei nuovi contagiati, compensando i decessi che purtroppo, inevitabilmente, ci saranno ancora.

su Luna Nuova di venerdì 20 novembre 2020

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

Ultim'ora

La cultura valsusina ha perso il maestro Marcello Oliveri

La cultura valsusina ha perso il maestro Marcello Oliveri

LUTTO

Tav, i sindaci alla De Micheli: «Una nuova "Via" è ineludibile»

Tav, i sindaci alla De Micheli: «Una nuova "Via" è ineludibile»

TORINO-LIONE

Rivoli, panettoni per il personale del Pronto soccorso

Rivoli, panettoni per il personale del Pronto soccorso

SANITA'

Rivoli: a Cascine Vica avanza il cantiere per la metropolitana

Rivoli: a Cascine Vica avanza il cantiere per la metropolitana

TRASPORTI

Alpignano, lavori al ponte al via in primavera

Alpignano, lavori al ponte al via in primavera

VIABILITA'

Villardora, al via i tamponi rapidi: ecco come funzionano

Villardora, al via i tamponi rapidi: ecco come funzionano

CORONAVIRUS

Tav, incontro governo-sindaci rinviato a venerdì mattina

Tav, incontro governo-sindaci rinviato a venerdì mattina

TORINO-LIONE

Tav: mercoledì l'incontro tra l'Unione montana e la ministra De Micheli

Tav: mercoledì l'incontro tra l'Unione montana e la ministra De Micheli

TORINO-LIONE

Asl To3: il nuovo direttore generale sarà Franca Dall'Occo

Asl To3: il nuovo direttore generale sarà Franca Dall'Occo

SANITÀ