EMERGENZA SANITARIA

Reano, la camera degli abbracci per le Rsa

La casetta che permette di stringere i familiari contagiati

20 Novembre 2020 - 00:15

Reano, la camera degli abbracci per le Rsa

di DANIELE FENOGLIO

Capisci l’importanza di una cosa banale come un abbraccio, quando non puoi più averne o darne uno. Parte da questa considerazione l’invenzione della Sport Promotion di via del Cimitero 16 a Reano, azienda specializzata nella costruzione e gestione di mongolfiere e gonfiabili pubblicitari: la “Camera degli abbracci”.

«Si tratta di un gonfiabile realizzato con le stesse tecniche con cui si costruiscono quelli per far giocare i bambini», racconta il titolare Davide Morando, volto noto tra i lettori di Luna Nuova per le sue imprese in mongolfiera con il Rabadan Team. «In pratica, abbiamo realizzato una specie di “casetta” gonfiabile, il cui interno è diviso in due stanze, separate da una membrana di plastica a tenuta stagna, che separa i due ambienti in modo che non ci possa essere nessuna trasmissione di contaminanti microbiologici, come batteri e virus - prosegue Morando - In questo modo è possibile fare incontrare una persona “contagiosa” con un parente “sano”, senza che questo venga contaminato».

La cosa più importante della “Camera degli abbracci” è che permette di scambiarsi degli abbracci, veri: «La membrana che separa i due ambienti della casetta, è dotata di due maniche che si protendono verso l’altro lato del gonfiabile. Il paziente può infilarci le braccia e stringere a sé il familiare: restano isolati dalla membrana, ma l’effetto è quello di un vero abbraccio».
Il gonfiabile per gli abbracci ha già attirato l’attenzione di varie Rsa e strutture sanitarie per anziani, in una sola settimana da quando i media hanno iniziato a parlarne, la Sport Promotion ha già ricevuto dieci ordini. «Un risultato inatteso, ne siamo molto soddisfatti». Tanto che l’azienda ha dovuto richiamare dalla cassa integrazione il personale.

Proprio dalle Rsa sono arrivati gli spunti che hanno poi portato all’idea delle “Camera degli abbracci”: «Le statistiche ci dicono che i casi di depressione tra gli anziani ospiti delle Rsa e altre tipologie di strutture loro dedicate, sono più che triplicate e che sono aumentati i casi di quelli che finiscono per lasciarsi morire a causa della solitudine - riferisce Morando - Proprio per questo una Rsa di Brugnato ci aveva chiesto una soluzione per consentire gli incontri con i familiari in sicurezza». Da qui la realizzazione di un primo prototipo, risultato inefficace, ma che ha portato al perfezionamento dell’idea. «Ad esempio, l’idea della maniche l’abbiamo ripresa da una Rsa di Castel Franco Veneto, che aveva fatto qualcosa del genere, ma su una parete in muratura».

Come spesso accade, l’invenzione di Morando nasce anche da una necessità: «Con la diffusione della pandemia e le conseguenze sull’economia, ci siamo ritrovati senza commesse, quindi ci siamo dovuti ingegnare e reinventare - racconta il titolare - Nella prima fase della pandemia, durante il primo lockdown, abbiamo messo a disposizione le nostre competenze tessili per la realizzazione delle mascherine, allora introvabili, collaborando con la Miroglio, che aveva ricevuto l’incarico dalla Regione. Poi la situazione si è normalizzata e sono tornate disponibili sul mercato quelle cinesi, quindi abbiamo cessato la produzione: impossibile restare competitivi con i loro prezzi».

Oggi Sport Promotion realizza due linee di casette: una per esterni ed una per interni. La prima è alta 3,7 metri ed ha un accesso che permette l’accostamento ad una parete con una porta antipanico, così da creare un percorso sigillato tra l’edificio e l’esterno. Quella per interni invece è alta 2,7 metri ed è pensata per essere installata in saloni o altri ambienti abbastanza grandi. «Tutte dispongono di interni removibili e lavabili/sanificali facilmente. Sono riscaldabili e illuminabili. È anche possibile avere degli oblò per permettere l’ingresso della luce naturale». Il tutto ad un costo più abbordabile: indicativamente tra i 1800 e i 2000 euro.

Dopo le mascherine e le casette, Morando e soci hanno avuto un’altra idea geniale, figlia dell’epidemia: «Ci siamo inventati i dehors gonfiabili, con cui i locali possono creare degli ambienti chiusi e riscaldati in strade e piazze, approfittando delle norme contingenti che permettono di “allargarsi” all’esterno per recuperare i coperti persi all’interno dei locali a causa della necessità di mantenere le distanze tra i tavoli», racconta Morando. «Avevamo visto molto interesse anche su questo prodotto, poi è arrivato il Dpcm con le zone rosse e tutto si è fermato». Per ora.

Su Luna Nuova di venerdì 20 novembre 2020

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