NUOVO DPCM

Un "duro Natale" per evitare la terza ondata

Il 25 e 26 dicembre e 1° gennaio niente spostamenti tra comuni. Non si scia fino al 6 gennaio, dal 7 le scuole superiori al 75 per cento

03 Dicembre 2020 - 23:03

Un "duro Natale" per evitare la terza ondata

di MARCO GIAVELLI

Sarà un “duro Natale”, come dura è la linea scelta dal governo per tenere a freno i contagi nel periodo delle festività e cercare così di prevenire una terza ondata che, secondo molti pareri medici, sarebbe pressoché certa se gli italiani venissero lasciati “a briglie sciolte” o quasi. Visti i buoni risultati ottenuti sin qui nel raffreddare la curva, nel Dpcm presentato ieri sera dal premier Giuseppe Conte rimane la suddivisione delle regioni nei tre colori, ma con l’introduzione di alcune misure mirate per le festività: la principale novità riguarda, come da indiscrezioni, il divieto di spostamenti tra regioni gialle dal 21 dicembre al 6 gennaio, mentre solo nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno non ci si potrà muovere nemmeno tra comuni su tutto il territorio nazionale.

Una restrizione che ha fatto infuriare le Regioni, perché è evidente che un conto è potersi muovere liberamente all’interno di Torino o Rivoli, un conto è abitare in un piccolo comune montano: anche l’Uncem aveva chiesto al governo «di consentire gli spostamenti tra i comuni montani di una stessa valle, alpina o appenninica - affermava ieri il presidente Marco Bussone - Occorre buon senso e sulla stessa asta di valle lo spostamento deve essere consentito». Richiesta bocciata, e a oggi appare difficile ipotizzare deroghe, come avvenuto per gli orti o la spesa fuori comune anche per ragioni di convenienza economica.

Conte ha detto che l’indice Rt a livello nazionale è sceso a 0,91 e che quindi è ragionevole prevedere che «nell’arco di due settimane, a ridosso delle festività natalizie, tutta Italia possa essere “zona gialla”: un risultato significativo, perché anche nelle “zone rosse” fabbriche e uffici sono rimasti aperti e i bambini più piccoli hanno continuato a frequentare le scuole, ma proprio per questo durante le festività, se adottassimo le misure normalmente previste per le “zone gialle”, rischieremmo fortemente di avviarci verso una terza ondata che dobbiamo scongiurare in ogni modo. La strada è ancora lunga».

Ecco allora tutte le altre misure previste dal 21 dicembre al 6 gennaio: resterà il coprifuoco dalle 22 alle 5, che solo per la notte di Capodanno sarà allungato alle 7, fatta salva la possibilità di muoversi sempre per motivi di salute, lavoro e necessità. E tra le necessità, ha detto il premier togliendo il velo su altri due punti spinosi, «è compresa la possibilità di assistere persone non autosufficienti. Sarà inoltre consentito, anche tra regioni, il rientro alla propria residenza, domicilio o luogo dove si abita con continuità». Chi rientrerà in Italia dall’estero sarà sottoposto alla quarantena, «chiaramente una misura dissuasiva». Nessuna deroga per gli impianti da sci, che resteranno chiusi dal 4 dicembre fino al 6 gennaio, mentre dal 21 dicembre saranno “congelate” tutte le crociere.

Capitolo scuole: gli studenti torneranno “in presenza” dal 7 gennaio, per le superiori il rientro è previsto al 75 per cento. Bar e ristoranti in “zona gialla” potranno restare sempre aperti a pranzo fino alle 18, anche nei giorni festivi, mentre in “zona arancione” e in “zona rossa” rimarrà in vigore la sola apertura per l’asporto dalle 5 alle 22 e le consegne a domicilio. Gli alberghi saranno aperti, ma la sera di Capodanno non saranno consentiti cene e veglioni, con chiusura alle 18 e il solo servizio in camera ammesso per gli ospiti. Tema negozi: dal 4 dicembre fino al 6 gennaio potranno restare aperti fino alle 21, mentre fino al 15 gennaio i centri commerciali resteranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi, tranne le attività ritenute essenziali come farmacie e parafarmacie. Quanto ai pranzi e cene in famiglia, c’è la “forte raccomandazione” di non ricevere in casa persone non conviventi.

E poi il “Piano Italia Cashless”, che partirà dall’8 dicembre per chi scaricherà l’app “Io”: pagando con carte di credito, bancomat e simili verrà rimborsato il 10 per cento su tutti gli acquisti fatti entro il 31 dicembre, fino a un massimo di 150 euro per singola persona, ma non per gli acquisti on-line. Molto critica sulle misure del governo la deputata del collegio valli Daniela Ruffino (Forza Italia): «Una normativa meticolosa, ricca di cavilli pignoli, fa presto a sconfinare nel ridicolo. Chiusi i centri commerciali nei giorni prefestivi: che senso ha? Significa ridurre il tempo per gli acquisti e significa che si creeranno assembramenti l’ultimo giorno utile di apertura. Si può circolare liberamente nelle grandi aree urbane, ma nei piccoli centri o nei paesi di montagna nessuno può muoversi per raggiungere un familiare nel paese vicino? Possibile mai che il “brain trust” di Palazzo Chigi non ha saputo tirar fuori un coniglio dal cilindro?».

su Luna Nuova di venerdì 4 dicembre 2020

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