EMERGENZA

Un pronto soccorso psicologico per i reparti Covid

All’ospedale di Rivoli e in ambulatorio a Susa, Collegno e Orbassano. Sono triplicati dal 2019 gli interventi di psicologia dell’emergenza

07 Dicembre 2020 - 21:57

Un pronto soccorso psicologico per i reparti Covid

Gli effetti della pandemia sulla psiche iniziano a farsi sentire: lo dimostra il fatto che, rispetto allo scorso anno, sono praticamente triplicati gli interventi che il servizio di psicologia dell’emergenza dell’Asl To3 ha compiuto durante il 2020. Dal mese di marzo, con l’inizio dell’era Covid-19, 638 persone tra semplici cittadini, pazienti, familiari di malati e operatori sanitari si sono rivolte al team degli specialisti dell’Azienda sanitaria, che ha erogato circa 2mila prestazioni fra colloqui e sedute terapeutiche, per problematiche legate all’emergenza.

Per queste ragioni l’Asl To3 ha deciso di rafforzare e strutturare in modo continuativo e quotidiano questa attività di supporto, istituendo un servizio di pronto soccorso psicologico direttamente nelle aree ospedaliere più critiche, come i reparti Covid e Dea. Due nuovi psicologi sono operativi a tempo pieno negli ospedali di Rivoli e Pinerolo, e a disposizione dell’ospedale di Susa e delle altre strutture che ospitano malati Covid, per aiutare personale sanitario, familiari di pazienti o pazienti stessi, garantendo una presenza costante e immediata in caso di bisogno. Il servizio è in funzione dal 1° dicembre e continuerà fino alla fine dell’emergenza.

L’obiettivo è sostenere i pazienti in particolare difficoltà per la paura della malattia e a causa della solitudine e dell’impossibilità di vedere i propri cari, i familiari che hanno dovuto subire un lutto, gli operatori sanitari che da mesi all’interno degli ospedali vivono situazioni di stress e di disagio fuori dall’ordinario. «Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 abbiamo dedicato particolare attenzione alle conseguenze psicologiche che l’ansia e lo stress legati alla diffusione dell’epidemia avrebbero potuto generare, potenziando il servizio di psicologia dell’emergenza che da tempo è presente nell’Azienda sanitaria - sottolinea il dottor Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3 - I numeri delle richieste di sostegno arrivate ci dicono che è stata una scelta doverosa, tanto che ora abbiamo deciso di supportare ulteriormente i nostri operatori, i pazienti e i loro familiari istituendo un servizio diretto in ospedale, pronto ad agire se necessario».

L’attività di pronto intervento va ad aggiungersi ai sette ambulatori per il trattamento della sofferenza psicologia da Covid-19 che l’Asl ha allestito a partire da aprile: due ospedalieri, a Pinerolo e Rivoli, e cinque territoriali a Collegno, Venaria, Pinerolo, Susa e Orbassano, aperti tutti i giorni e con accesso attraverso prescrizione del proprio medico di medicina generale (per prenotarsi telefonare al 335/ 5962980, il numero è attivo dal lunedì al venerdì ore 10-16, oppure scrivere a una mail a psicologiaemergenza@aslto3.piemonte.it). Vi operano 18 professionisti del team di psicologia dell’emergenza, un nucleo di specialisti del servizio di psicologia, che da anni è attivo all’interno dell’Asl To3 e normalmente interviene in eventi e situazioni eccezionali che possono avere un forte impatto sia sui cittadini, sia sul personale sanitario coinvolto.

Nella maggior parte dei casi presi in carico, è stata riscontrata la presenza di una sintomatologica assimilabile al Dpts, il Disturbo post traumatico da stress, con caratteristiche come incapacità di provare emozioni positive, distacco nei confronti degli altri o verso attività ritenute in precedenza significative, ipervigilanza, umore irritabile, problemi di concentrazione, difficoltà relative al sonno. A essere colpite sono soprattutto persone che hanno avuto a che fare direttamente con il Covid-19, come pazienti o familiari, ma soprattutto persone che non ne sono entrate in contatto, subendo però gli effetti psicologici negativi del lockdown e della situazione di emergenza continua o di paura legata a un possibile contagio. Un disagio che può diventare anche di lungo periodo: ad oggi il 17 per cento dei casi seguiti (oltre un centinaio) è rappresentato da pazienti che si sono rivolti agli ambulatori nei mesi di marzo e aprile e che da allora continuano ad aver bisogno di sostegno.

su Luna Nuova di martedì 8 dicembre 2020

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