GUARDA DI FINANZA

Chiomonte-Frais: truffa aggravata, denunciato gestore impianti da sci

Sequestrato un contributo di oltre 140mila euro erogato dalla Regione e percepito indebitamente per lavori mai eseguiti

16 Dicembre 2020 - 10:48

Chiomonte-Frais: truffa aggravata, denunciato gestore impianti da sci

Truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte. La guardia di finanza di Torino ha sequestrato un contributo di oltre 140mila euro percepito indebitamente per lavori mai eseguiti: l’operazione, denominata “Neve al Sole”, riguarda l’esecuzione dei lavori finalizzati alla messa in sicurezza ed alla manutenzione degli impianti sciistici del Frais-Pian Mesdì, sul versante di Chiomonte. Il finanziamento era stato ottenuto grazie alla presentazione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Il gestore degli impianti da sci è stato ora denunciato.

L'approfondita attività investigativa della finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e diretta dal pubblico ministero Mario Bendoni della locale procura della Repubblica, si è svolta attraverso verifiche e riscontri documentali nei confronti della società di gestione delle installazioni sciistiche: quest'ultima, avvalendosi di una fattura per operazioni oggettivamente inesistenti ed una certificazione riportante dati e notizie non rispondenti al vero, aveva appunto richiesto alla Regione Piemonte l’erogazione di un contributo finalizzato al mantenimento della sicurezza ed alla riqualificazione degli impianti sciistici.

La Legge regionale, la numero 2 del 2009, che prevede norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi consente, infatti, agli enti pubblici, alle imprese ed agli enti senza scopo di lucro, che siano proprietari o gestori di impianti a fune e piste da sci, di richiedere finanziamenti alla Regione Piemonte, finalizzati al mantenimento delle condizioni di sicurezza delle aree sciabili, nonché al potenziamento e alla riqualificazione del patrimonio impiantistico montano. Per conseguire tale erogazione, l’impresa interessata deve presentare una domanda, attestando di aver sostenuto una serie di spese finalizzate al raggiungimento di uno degli obiettivi specificamente descritti nel bando. La domanda era stata presentata nel 2018 alla Regione dal gestore degli impianti sciistici, allegando la fattura per operazioni oggettivamente inesistenti e l’asseverazione della loro esecuzione da parte di un professionista compiacente, al fine di dimostrare l’effettuazione dei lavori previsti dal relativo bando: così, nel 2019, era stata ottenuta l’erogazione del contributo per oltre 140mila euro.

Nel corso delle indagini, i finanzieri della compagnia di Susa hanno però notato, nella contabilità della società di gestione, una fattura emessa nel 2018 recante, quale oggetto, svariate prestazioni rese per la “revisione vita tecnica vs sciovia Pian Mesdì” che non poteva aver eseguito la società emittente in quanto priva delle necessarie competenze e dei mezzi adeguati. Il documento fiscale, per altro, non era stato annotato né nel registro Iva, né nel libro giornale, ma era allegato alla domanda presentata dall’impresa alla Regione per l’assegnazione del contributo finalizzato alla riqualificazione della sciovia del Frais-Pian Mesdì.

Successivamente all’avvenuto pagamento della citata fattura, effettuato per fornire una parvenza di liceità all’operazione commerciale, il gestore dell’impianto sciistico ha emesso, a sua volta e nei confronti della società emittente, una fattura di pari importo e recante quale oggetto una penale relativa alle citate prestazioni, così da giustificare contabilmente il rientro del denaro precedentemente elargito. In realtà, i lavori erano stati eseguiti solo parzialmente, in modo da rendere comunque sicura la sciovia, ma per importi nettamente inferiori e, in parte, in economia.

Le fiamme gialle sono riuscite, dunque, a ricostruire l’intera vicenda, denunciando il gestore dell’impianto sciistico per l’emissione della fattura per operazioni inesistenti, utilizzata per giustificare il rientro del denaro corrisposto e potenzialmente idonea a far evadere le imposte all’asserito esecutore dei lavori, nonché, in concorso con quest’ultimo ed il professionista che ha emesso la certificazione relativa alla regolare esecuzione dei lavori, per truffa aggravata in danno della Regione Piemonte. Al termine delle attività di controllo i finanzieri di Susa hanno sequestrato gli oltre 140mila euro, corrispondenti al contributo illecitamente conseguito dall’impresa: un altro importante risultato nella lotta agli illeciti che danneggiano il bilancio dello Stato.

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