RESTRIZIONI

Covid: il governo prepara delle feste "in rosso"

Si va verso misure dure nei giorni 24-27 e 31-3: oggi il varo del Dpcm

17 Dicembre 2020 - 22:51

Covid: il governo prepara delle feste "in rosso"

Le strade innevate dell'alta valle Susa, destinate quest'anno a rimanere deserte durante le festività natalizie

di MARCO GIAVELLI

Il verdetto arriverà probabilmente stasera, dopo il consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi alle 18, ma la strada appare tracciata: se già l’ultimo Dpcm del 3 dicembre aveva previsto un Natale, un Santo Stefano e un Capodanno blindati, con il divieto di spostarsi tra comuni, ora il concetto si estenderà ulteriormente alle festività. È la ricetta che il governo Conte pare fermamente deciso a seguire per prevenire in tutti i modi una terza ondata dell’emergenza Coronavirus, visto che la seconda si sta ridimensionando molto lentamente, che i decessi continuano a essere troppo elevati e che, davanti a noi, abbiamo tre mesi invernali pieni di insidie, e non il caldo dell’estate come avvenuto dopo il lockdown di primavera. Il vero obiettivo è arrivare pronti al 7 gennaio con la riapertura di tutte le scuole, comprese le superiori al 75 per cento, ma anche questo non appare più così sicuro: tutto dipenderà, appunto, dalla piega che assumerà la curva dei contagi.

Se la serrata sarà integrale, quindi dal 24 dicembre al 3 o 6 gennaio, oppure “a singhiozzo”, con una serie di “stop & go”, lo scopriremo una volta che le linee più aperturiste e rigoriste presenti all’interno del governo avranno trovato la quadra. A ieri le indiscrezioni davano per molto probabile un’Italia tutta in “zona rossa” almeno in tutti i giorni festivi e prefestivi, quindi 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre, 1°, 2 e 3 gennaio, tenendo forse fuori l’Epifania e la vigilia. In pratica due week-end lunghi, dal giovedì alla domenica, con chiusure totali (compresi bar e ristoranti, che nelle “zone gialle” avrebbero dovuto rimanere aperti fino alle 18), divieto di spostamento tra comuni e possibilità di circolare solo vicino a casa con autocertificazione: uniche possibili deroghe, a quanto filtrava ieri, la partecipazione alle messe e le visite a genitori e partner.

Viene così a cessare anche la tanto dibattuta questione degli spostamenti fra piccoli comuni periferici, contrapposta alle enormi possibilità di muoversi all’interno delle grandi città, che poteva avere un senso considerando tutte le regioni o quasi in “zona gialla”: si era ventilato un via libera entro un massimo di 30 km solo per i comuni sotto i 5mila abitanti, ma se su tutta Italia caleranno le misure da “zona rossa” in automatico non ci si potrà muovere di casa nemmeno in città, fatte salve le consuete esigenze di lavoro, salute e necessità. Se passerà questo format, vorrà dire però che nelle giornate del 21, 22, 23, 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio (ancora da capire le sorti dei giorni 5 e 6) ogni Regione tornerà nella sua zona, quindi “gialla” per il Piemonte, come verosimilmente per la gran parte, fatto salvo il divieto di spostarsi tra Regioni fino al 6 gennaio e tutte le altre misure già previste nel Dpcm del 3 dicembre. Insomma, roba da farsi un pallino colorato sul calendario per non rischiare di sbagliarsi. La confusione non manca, ma il virus continua ad aggredire e non si può far finta di nulla.

su Luna Nuova di venerdì 18 dicembre 2020

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