POLITICA

Francesca Frediani esce dal M5S: resta in Regione, sarà nel gruppo misto

«Non voglio più essere complice di certe scelte e di certi atteggiamenti»: anche Giorgio Bertola compie la stessa scelta

30 Dicembre 2020 - 10:58

Francesca Frediani esce dal M5S: resta in Regione, sarà nel gruppo misto

La consigliera regionale Francesca Frediani insieme all'ex senatore M5S valsusino Marco Scibona

Da tempo in rotta di collisione con i vertici M5S e la linea governista "a qualsiasi costo", Francesca Frediani ha deciso: esce ufficialmente dal Movimento 5 Stelle ma resta in consiglio regionale, entrando nel gruppo misto insieme a Giorgio Bertola, candidato alla presidenza della Regione Piemonte nel maggio 2019. Una scelta che da mesi covava sotto la cenere di rapporti ormai incrinati, e che la Frediani ha annunciato stamattina con un post sulla sua pagina facebook. «Non credo servano tante parole o spiegazioni. Da tempo sapete come la penso su quello che sta succedendo nel M5S. Da tempo aspetto che succeda qualcosa, che ci sia un cambiamento, una svolta. Mi sono trascinata giorno dopo giorno in questa attesa logorante, coltivando sempre l’illusione che ogni giorno potesse essere il “giorno buono” per ritornare quelli che eravamo. “Finchè non governi non puoi capire”, “All’opposizione non conti niente”: questo mi sento dire dagli strenui difensori del “nuovo M5S”, il partito di chi è disposto a tutto pur di rimanere alla guida del Paese. Il partito che ha abbassato troppe volte la testa pur di non infastidire l’alleato di turno. E intanto in valle la devastazione continua, la repressione aumenta e si accanisce su persone a cui voglio bene. Amici, compagni di viaggio».

Evidente il riferimento alla questione Tav e al fatto che, nonostante i pentastellati siano sempre stati il partito di maggioranza relativa all'interno di entrambi i governi guidati da Giuseppe Conte in questa legislatura, tutto sia continuato come prima a livello di avanzamento lavori e appalti, pur con qualche rallentamento nell'era di Toninelli al dicastero delle infrastrutture e dei trasporti. E su questo frangente emerge tutta la sua delusione: «Non sono cambiata, mi emoziono ancora pensando alle piazze piene, alle parole con cui Beppe ci spingeva a prendere in mano il nostro futuro, ai gazebo in ogni stagione, ai volantinaggi, agli attacchinaggi, alle serate di confronto con i cittadini e alle riunioni con portavoce e attivisti. Ma da troppo tempo sul mio territorio il M5S è assente, chi era accanto a me fino a qualche tempo fa è scomparso, disilluso se non proprio arrabbiato. Non erano loro a dover andare via, così come ora non dovrei essere io ad uscire. Ma questa nostra casa è diventata invivibile».

Di qui la decisione ormai inevitabile di uscire, pur lasciando aperta la porta ad un ritorno qualora il M5S tornasse a cambiare linea: «Le 5 stelle sono parte di me e so che aspetterò ancora con fiducia che qualcosa cambi, che chi ha portato il nostro bellissimo Movimento in questo baratro ammetta gli errori e si faccia da parte. Ma la mia attesa sarà fuori, perché non voglio più essere complice di certe scelte e di certi atteggiamenti. Sono certa che non sarò sola, perché tutte le persone che oggi non si sentono più rappresentate dal M5S non hanno perso la loro voglia di partecipare e nemmeno quella di migliorare il nostro Paese. Sarò a loro disposizione, così come resterò a disposizione del mio territorio, perché tutte le persone che hanno dato fiducia al M5S per fermare la grande opera inutile hanno il diritto di avere voce nelle istituzioni». Motivo per cui, dunque, ha scelto la via di restare in Regione lasciando il gruppo consiliare, senza però dimettersi dalla carica istituzionale. Infine, una parola agli "haters" che la prenderanno di mira, cosa che la Frediani mette già in conto: «Alla “bestia M5S” che si scatenerà sui social, e che già ho visto in azione quando si è deciso di andare avanti con il Tav, dico solo: voi non esistete, i vostri commenti e i vostri giudizi non mi sfiorano nemmeno. E infine ringrazio Beppe per averci spinto a metterci in gioco. E Gianroberto, ovunque si trovi adesso. Lavorerò a testa bassa e camminerò a testa alta, sperando che prima o poi le stelle tornino a brillare».

Intanto arrivano le prime reazioni, a cominciare dal gruppo consiliare regionale M5S guidato dal capogruppo Sean Sacco: «Apprendiamo, con rammarico, della decisione di due colleghi di abbandonare il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Piemonte. I cittadini che hanno votato con fiducia il simbolo del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali potranno contare su di noi. Rimarremo al nostro posto, con coerenza. Il Movimento 5 Stelle a livello nazionale sta affrontando la sfida più difficile, importante ed impegnativa degli ultimi decenni ed anche noi, in consiglio regionale, sentiamo il peso di questa responsabilità. Il nostro gruppo continuerà a lavorare con massimo impegno per dare voce a tutti i cittadini che, un anno e mezzo fa, hanno scelto di essere rappresentati in Regione Piemonte dal Movimento 5 Stelle. Un lavoro che proseguirà in aula, in commissione così come sul territorio, a sostegno di tutti i gruppi locali che potranno contare sui consiglieri regionali per l'intera legislatura. Affronteremo ogni provvedimento con serietà e coerenza. Gli stessi che accompagnano il nostro gruppo fin dal 2010, anno in cui proprio nel nostro Piemonte vennero eletti i primi consiglieri regionali nella storia del Movimento 5 Stelle».

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