CORONAVIRUS

Vaccino anti-Covid: 30mila dosi inoculate

È partita la campagna in ospedali, Asl e Rsa: Piemonte sale al 49,4%. Le scuole a singhiozzo: le superiori tornano in presenza il 18

07 Gennaio 2021 - 22:02

Vaccino anti-Covid: 30mila dosi inoculate

La campagna di vaccinazioni alla Rsa San Giacomo di Susa

di MARCO GIAVELLI

Dopo una gestione della pandemia sin qui tutt’altro che impeccabile, la Regione Piemonte, una volta tanto, è una di quelle più avanti nella somministrazione dei vaccini anti-Covid: secondo il dato aggiornato alle 17,30 di ieri dall’Unità di Crisi, le persone che ieri hanno ricevuto la prima dose del Pfizer-Biontech sono state 4mila 640. Dall’inizio della campagna, partita simbolicamente il 27 dicembre (una delle prime in assoluto è stata l’infermiera Erika Borotti, 41 anni di Reano, che lavora presso l’ospedale Mauriziano di Torino) e entrata nel vivo dal 31 dicembre nelle strutture dell’Asl To3 e negli ospedali di Rivoli e San Luigi di Orbassano, si è proceduto all’inoculazione di 30mila 602 dosi, pari al 49,4 per cento delle 61mila 360 ricevute finora tra prima fornitura e prima parte della seconda.

Nella mattinata di ieri sono infatti arrivate le 25mila 740 dosi mancanti al completamento della seconda fornitura settimanale di 40mila, che sono state distribuite anche all’ospedale San Luigi di Orbassano, fra le varie aziende sanitarie e nosocomi del Piemonte. La “fase 1” coinvolge il personale del servizio sanitario regionale, accanto ad ospiti e operatori delle Rsa, dove invece la campagna vaccinale è scattata lunedì 4 gennaio: per quanto riguarda l’Asl To3, tra le prime residenze servite troviamo la Bosco della Stella di Rivoli e la limitrofa San Giovanni Bosco presso l’omonima parrocchia di Rivoli-Cascine Vica, quindi il San Giacomo di Susa, la Casa dell’anziano Stefano Fer e la Casa Pietro Giachetti di Pinerolo.

Fra ospiti e operatori, sono 320 le persone a cui lunedì scorso è stata somministrata la prima dose: la campagna è proseguita per tutta la settimana in una ventina di strutture e presto interesserà un totale di 114 fra residenze socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani presenti nell’Asl To3. All’Rsa San Giacomo di Susa, che temporaneamente accoglie anche gli anziani della Residenza Sant’Eldrado di Novalesa, entrambe strutture di proprietà del gruppo Villa Cora srl, la seduta di lunedì ha coinvolto una prima parte sia del personale, sia degli ospiti: la parte rimanente verrà sottoposta al vaccino fra 17 giorni, quando sarà iniettata la seconda dose a quelli della prima seduta. «A livello di adesione è andata molto bene, praticamente tutti si sottoporranno alla campagna vaccinale - commenta il dottor Piergiorgio Banchero, direttore sanitario della struttura - anzi, alcuni dipendenti e ospiti erano dispiaciuti di non aver ancora potuto accedervi, ma gli ostacoli di natura burocratica, specialmente sotto le festività, hanno inevitabilmente rallentato le procedure necessarie, tra compilazione di schede sanitarie, consensi e documentazione di vario genere. Ringraziamo tutto il personale per la solerzia e la disponibilità mostrata nell’aderire alla campagna».

Intanto mercoledì 6 gennaio, nelle Asl del Piemonte, è stata anche la giornata in cui si è svolta una sessione speciale di vaccinazioni dedicata ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. All’altroieri erano oltre 1040 quelli già vaccinati in tutta la regione, di cui 435 nell’Asl Città di Torino: altri 800, tra medici di medicina generale e pediatri, sono stati vaccinati da ieri fino ai prossimi giorni. L’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi sottolinea che «con il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Torino, Guido Giustetto, così come con il presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Torino, Mario Giaccone, abbiamo convenuto di incrementare i soggetti da vaccinare nelle prossime settimane, coinvolgendo in fasi successive tutti i sanitari, come dentisti, odontoiatri e veterinari, in attività sul territorio ma non operanti nelle strutture del Servizio sanitario regionale. Stiamo affrontando un’impresa epocale: l’imponente macchina operativa che fa capo alle Asl ha di fronte un lavoro enorme, che sta svolgendo in modo egregio. Da sola, però, non ce la potrà fare. Stiamo lavorando per coinvolgere i medici di medicina generale e i farmacisti, quando si entrerà nelle fasi di vaccinazione della popolazione e si avranno a disposizioni delle tipologie di vaccino che non andranno più conservate nei congelatori, ma nei normali frigoriferi degli ambulatori».

Quanto al reclutamento del personale per la seconda fase della vaccinazione, il commissario dell’area giuridico-amministrativa dell’Unità di Crisi, Antonio Rinaudo, assicura inoltre che «tra marzo e ottobre il Piemonte potrà contare complessivamente su 5mila tra medici e infermieri». Parlando invece di scuole, la riapertura sarà a singhiozzo: se ieri, giovedì 7 gennaio, sono regolarmente tornate in classe le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado al completo (anche le 2ª e 3ª, in didattica a distanza dal novembre scorso), le superiori resteranno in didattica a distanza fino a sabato 16 con ritorno in classe in presenza a partire da lunedì 18, sempre compatibilmente con l’andamento dell’epidemia. «In queste settimane - sottolinea il governatore Alberto Cirio - abbiamo definito un piano dei trasporti per garantire il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori sia al 75 per cento, sia al 50. Il Piemonte è pronto a partire, ma l’attuale quadro epidemiologico ci impone prudenza. Abbiamo poi predisposto il “Piano scuola sicura”, partito lunedì 4 per il personale docente e non docente e dall’11 gennaio per gli alunni delle seconde e terze medie, con tamponi gratuiti su base volontaria per prevenire la nascita di focolai e garantire la didattica in presenza. Anche per questo chiedo al governo di poter usare le rimanenze delle dosi di vaccino destinate alla prima fase per vaccinare subito anche il personale scolastico».

su Luna Nuova di venerdì 8 gennaio 2021

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