DECRETO

Barometro Covid: Piemonte in arancione?

Nuove misure restrittive del governo per evitare la terza ondata. Spostamenti solo dentro il comune, restano i 30 km per i piccoli

14 Gennaio 2021 - 22:49

Barometro Covid: Piemonte in arancione?

Il parcheggio del centro commerciale Le Gru, deserto durante le chiusure nei week-end, che sono confermate

di MARCO GIAVELLI

Il verdetto arriverà oggi pomeriggio, con l’uscita del nuovo rapporto di monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, ma se le indiscrezioni saranno confermate il Piemonte è a forte rischio “zona arancione” insieme ad altre 14 Regioni: Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, province autonome di Trento e Bolzano, Puglia, Valle d’Aosta, Umbria, Calabria, Abruzzo, Campania, Basilicata e Veneto, con Sicilia ed Emilia Romagna in bilico fra arancione e rosso e la Lombardia verso una nuova “zona rossa”, le poche restanti (Toscana, Molise e Sardegna) in “zona gialla”. Una volta riassegnati i colori ogni Regione, dopo le misure nazionali del periodo natalizio e post-natalizio, tornerà ad applicare misure differenziate a seconda del quadro epidemiologico, seguendo il decreto legge presentato mercoledì 13 gennaio in parlamento dal ministro della salute, Roberto Speranza, e approvato in serata dal consiglio dei ministri, poche ore dopo la rottura di Italia Viva e l’apertura della crisi di governo. Oggi verrà invece varato il nuovo Dpcm concertato fino a ieri con le Regioni, che entrerà nel dettaglio delle misure specifiche.

La nuova stretta decisa da Palazzo Chigi è dovuta al fatto che, dalle festività di fine anno, la curva dei contagi non accenna ad abbassarsi, anzi, e la relativa libertà di movimento concessa sotto Natale per cenoni e ritrovi non può non aver influito. La cornice generale definita dal decreto, che scatterà domenica 17 gennaio e resterà in vigore fino a venerdì 5 marzo, prevede anzitutto la proroga fino al 30 aprile dello “stato d’emergenza”, ma anche lo stop agli spostamenti anche tra regioni gialle (per ora fino al 15 febbraio), consentito fino a prima di Natale, la conferma del “coprifuoco” dalle 22 alle 5, quindi il divieto di spostarsi nelle seconde case fuori regione e il mantenimento della deroga allo spostamento per andare a trovare amici e parenti.

Ma anche qui cambiano leggermente le regole rispetto a Natale: fino al 5 marzo è consentito, solo una volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata per un massimo di due persone oltre a quelle già conviventi. Non rientrano nel computo i minori di 14 anni, le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono: lo spostamento però, ed è qui la novità, può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, mentre nelle festività era consentito sempre e comunque nella propria Regione. Il tutto, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai comuni fino a 5mila abitanti: i residenti potranno infatti muoversi anche verso altri comuni per una distanza non superiore a 30 km, e comunque con esclusione dei capoluoghi di provincia.

Altra novità è l’istituzione della “zona bianca”, una sorta di “zuccherino” per consentire di guardare al futuro con un briciolo di ottimismo, anche se ad oggi nessuna Regione può entrarvi e solo una manciata ha i numeri per avvicinarsi nel giro di qualche settimana: il bianco sarà consentito solo a chi presenterà un livello di rischio basso e un’incidenza di contagi inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive, con spostamenti liberi, niente “coprifuoco” e la riapertura di tutte le attività, fermo restando l’uso delle mascherine, il distanziamento interpersonale e il rispetto di tutte le misure di sicurezza.

Veniamo alla “zona arancione”, quella che potrebbe riguardarci da vicino: il nuovo decreto ha abbassato da 1,25 a 1 l’indice Rt che funge da soglia d’ingresso, ma basta anche il solo rischio alto. Gli spostamenti saranno liberi solo all’interno del Comune, in tutti gli altri casi (compresa la mobilità nei 30 km per i comuni sotto i 5mila abitanti) occorrerà avere l’autocertificazione. Resteranno aperti i negozi tranne i centri commerciali nel weekend, ma chiudono al pubblico bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, che potranno svolgere solo asporto e consegna a domicilio. Dopo le 18, però, solo i bar e non i ristoranti (in tutte le zone) dovrebbero avere anche il divieto di asporto, in ottica anti-movida: il Dpcm di oggi dirà se solo per le bevande, come chiesto dalle Regioni, o se per tutti i generi. Restano chiusi invece i musei e, come nel resto d’Italia, cinema, teatri, mostre, fiere e congressi, palestre, piscine e impianti da sci. La ripresa della scuola in presenza è consentita anche alle superiori, ma ogni Regione decide quando e in che percentuale.

Anche la “zona gialla” prevede misure più stringenti rispetto all’autunno: ci si potrà sempre muovere liberamente, senza alcuna giustificazione, ma non si potrà oltrepassare i confini regionali se non per motivi di lavoro, salute o necessità o per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione, dove ci si potrà sempre ricongiungere con il partner se vive e lavora altrove. Chi ha una seconda casa all’interno dei confini regionali potrà raggiungerla liberamente. Aperti tutti i negozi, tranne i centri commerciali nel weekend. E aperti, ma solo fino alle 18, bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, con possibilità di asporto e domicilio dopo le 18. La buona notizia è la possibile riapertura dei musei nei giorni feriali, solo per le collezioni permanenti.

Infine la “zona rossa”, che ora scatterà con un indice Rt superiore a 1,25 e non più a 1,50. Sarà un lockdown soft: per uscire di casa, fatte salve le passeggiate nelle immediate vicinanze, bisognerà sempre avere l’autocertificazione e motivare lo spostamento per ragioni di lavoro, salute e necessità, per far rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e per il ricongiungimento con il partner. Chiuse al pubblico tutte le attività commerciali non ritenute essenziali, da bar e ristoranti (valide le regole per asporto e domicilio) ai negozi di ogni genere. Fanno eccezione gli alimentari, le farmacie, ma anche librerie, negozi di intimo e di sport, cartolerie, negozi di giocattoli e ferramenta. Restano aperti anche barbieri e parrucchieri. In presenza solo le scuole dell’infanzia, primarie e le prime medie, a distanza tutti gli altri.

su Luna Nuova di venerdì 15 gennaio 2021

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Da lunedì Dad in tutto il Piemonte per 2ª-3ª media e scuole superiori

Da lunedì Dad in tutto il Piemonte per 2ª-3ª media e scuole superiori

CORONAVIRUS

Valgioie, volontario dell'Aib condannato per incendio

Valgioie, volontario dell'Aib condannato per incendio

PATTEGGIA DUE ANNI

Sauze d'Oulx in lutto per la tragica scomparsa di Simone Gai

Sauze d'Oulx in lutto per la tragica scomparsa di Simone Gai

INCIDENTE

Collegno, Testimoni di Geova: il battesimo è online

Collegno, Testimoni di Geova: il battesimo è online

EMERGENZA COVID

Rivoli, il baby pusher abitava con la mamma e il nonno

Rivoli, il baby pusher abitava con la mamma e il nonno

CRIMINALITA'

Prova

Avigliana, sorpresa: Alessandro Borghese e la sua troupe salgono al castello

Prova

Chiusa S.Michele: incendio stasera nel cortile della Levosil

Chiusa S.Michele: incendio stasera nel cortile della Levosil

ROGO

Scialpinisti feriti in valle: tre interventi del Soccorso in poche ore

Il canale Ungherini

Scialpinisti feriti in valle: tre interventi del Soccorso in poche ore

INCIDENTI

L'ultimo concerto? Stasera la chiamata alle armi della musica dal vivo

L'ultimo concerto? Stasera la chiamata alle armi della musica dal vivo

SETTORE IN CRISI DA LOKCDOWN